E’ come il male






(Recensione di Katia Fortunato)


Autore: Beppe Quintini
Editore: Self Publishing
Pagine: 364
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017

 

 

La notte è capace di risvegliare i fantasmi del passato.
Ne sa qualcosa il poliziotto Mathias Novari, costretto a combattere contro gli incubi che lo perseguitano dal giorno in cui si è visto morire tra le braccia un bambino, durante un’operazione non autorizzata. Vorrebbe cancellare lo straziante ricordo dalla mente, ma nemmeno la presenza della collega Marina Bruni nella sua vita sembra essergli di sollievo.
Non chiede molto dalla vita: un po’ di pace, lontano dai riflettori sotto i quali, suo malgrado, si è abituato a vivere.
Un’illusione.

Sporco sbirro io ti ucciderò come lui e tutti gli altri figli di un cane”.

Un medley di voci registrate, una minaccia. Un uomo ucciso e le indicazioni del luogo in cui ritrovare il corpo straziato: Malaga, sud della Spagna.

Josè Luis Martino è un chiaroveggente di professione, e collabora con il corpo nazionale di Polizia Spagnola. Vive scortato e recluso in un appartamento blindato. Lui la chiama maledizione, ma le sue visioni hanno permesso alle forze dell’ordine di risolvere gli ultimi casi di omicidio. Rivive in diretta il crimine, come se fosse contemporaneamente la vittima e il carnefice. Soffre e parla come loro. E conosce il nome dell’assassino. Anche questa volta. Ma a Malaga, città del sole e della cultura, non è mai semplice come sembra. Un passato vecchio di trent’anni, ignorato e assurdo, ha cresciuto il seme della follia e del male, e ora è pronto a manifestarsi in tutta la sua grandezza. Per Novari non si tratta di scoprire l’identità del killer o dargli un nome. Non stavolta. La sua missione è catturarlo in tempo, prima che la minaccia si concretizzi. Prima che sia l’assassino a togliergli la vita.
Alle volte la routine e la tranquillità sono solo un’illusione.
Le prede sono già in trappola. Ci sono andate da sole.

Che dire? Sono sempre molto felice quando leggo un bel libro. E come potrebbe essere altrimenti? Mi ha fatto piacere vedere riconfermato un talento.
Diamine, il finale non me l’aspettavo proprio, anche se mi sono chiesta il motivo del comportamento di uno dei protagonisti in un dato momento (abbiate pazienza, ma non posso fare spoiler, anche se ho una voglia matta di parlarne con qualcuno). Va bene la lealtà, se c’è ancora chi ci crede, ma la cosa mi puzzava un po’ e ne ho avuto conferma alla fine anche se, ripeto, non me l’aspettavo!
Bravo!
Mi piace la scrittura di Quintini, è fluida, semplice, coinvolgente…

“-Ciò che abbiamo vissuto nel passato ci lascia inevitabilmente dei segni.-
-Alcuni però si possono nascondere, mentre altri no.-

 

Mi ero affezionata a Novari con Voci soffocate, e anche se non brilla certo per simpatia, è un protagonista che mi piace. Mi piacciono le sue manie, le sue paure, la sua coscienza, la sua consapevolezza: è bello quando i protagonisti non sono perfetti, è più… naturale.
Comunque, Quintini è decisamente un autore da tenere d’occhio, io lo farò senz’altro. In questo libro è riuscito ad intrecciare una trama niente male, con un colpo di scena finale che, ripeto, non è proprio immaginabile.
Chapeau!

 

 

Beppe Quintini è nato a Lodi nel 1977. Dopo aver ottenuto la Laurea in Ingegneria si è trasferito in Trentino per circa due anni, dove ha lavorato come progettista di strutture in legno e in questi luoghi è nato "Voci soffocate", suo romanzo d’esordio. Attualmente lavora come fotografo.