Requiem per un’ombra






(recensione di Viviana Calabria )


 

 

Autore: Mario Pistacchio e Laura Toffanello
Editore: 66thand2nd
Pagine: 224
Genere: Giallo
Anno di pubblicazione: 2017
 

Sal Puglise è un grande personaggio. 63 anni, grosso, esce sempre con il suo trench, solo, se non per la compagnia del pappagallo Rico, vicino alla pensione. Sal fa l’investigatore privato.

Ormai è, per lui, giunto il momento di abbandonare la carriera e dedicarsi a qualsiasi altro hobby, come il suo commercialista gli ha consigliato. Sal, data la pensione minima che riceverebbe, decide di finire in bellezza quei 35 anni di servizio con dei casi importanti e con pagamenti “in nero” per racimolare un gruzzoletto e vivere degnamente il tempo che resta.

La sua occasione arriva con una rapina finita male che dovrà risolvere con qualche imbroglio e grazie a Dalia, una donna che niente ha da invidiare alle dive del cinema e che è alla ricerca di un fratello perduto.

I due autori riescono perfettamente nella scrittura a quattro mani, mescolando sapientemente i loro stili, e le loro idee donano al lettore un libro certamente godibile, superato dal personaggio che sono riusciti a costruire. Pochi tratti vengono utilizzati per presentare Sal: qualche ricordo del suo passato, perché la sua vita è raccontata attraverso la musica, il jazz, in una Torino piena di ombre, di guai, di pugni dati e ricevuti a cui non è più “abituato” e di un personaggio oscuro che si fa chiamare Dio.

Requiem è un’opera meritevole per la profondità dei personaggi, per la decisione di raccontare la violenza che, spesso, si è costretti a subire e a infliggere quando non c’è scelta, e per la capacità degli autori di raccontare la solitudine, la vita che scivola via ancora prima di essere stata vissuta davvero.

Anche alla resa dei conti con la sua carriera, Sal Puglise lascia andar via l’unica cosa che potrebbe davvero portare un po’ di calore e amore, quella figlia di cui ha scoperto l’esistenza da poco, Anna, la ragazza dai capelli rossi che fa l’insegnante ed è innamorata di un suo collega. Anna che segue esattamente come fa con qualsiasi altro bersaglio.

«Sai cosa dicono? Dicono che senza essersi mai viste, due persone consanguinee possano riconoscersi perfino in mezzo a una folla.» Si era interrotta, nel telefono l’aveva sentita respirare a fondo. «Devi promettermi che non succederà. Non voglio che anche lei si innamori di te.»
 

Mario Pistacchio è nato a Cerignola nel 1979, Laura Toffanello a Torino nel 1970. Con Il volto del diavolo sono stati finalisti al Premio Solinas «Storie per il Cinema 2010». L’estate del cane bambino è il loro primo romanzo.

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