Intervista a GIANNI TETTI




A tu per tu con l’autore

 

 

 

1) Basta uno sguardo sul mondo d’oggi per accorgersi che non siamo assolutamente lontani dalla realtà che hai rappresentato nel tuo “Grande nudo”. Sono le situazioni che viviamo una possibile scintilla, una fonte di ispirazione per raccontarci che siamo davvero in pericolo?

Il mondo del mio romanzo parte da quello che viviamo. Il punto di partenza (una strada trafficata, delle persone che chiacchierano sul bus, un talk show in tv) è proprio il nostro mondo. E procedendo con la narrazione ci sono gli attentati, c’è l’inquinamento, c’è una guerra lontana, ci sono uomini e donne che non pensano assolutamente che questa guerra lontana possa avvicinarsi: credo che sia proprio l’Italia di oggi. Le situazioni che viviamo, a partire dalla nostra quotidianità, per finire che la miriade di input che arrivano dai media, suggeriscono una situazione poco rosea. Non so se siamo in pericolo, non so cosa si intenda per pericolo, stiamo andando verso un punto che non mi pare rassicurante, e ci stiamo andando di corsa, tutti, con le azioni di tutti i giorni, con la superficialità, con i nostri voti, quando mettiamo il mondo in mano a persone inadeguate.

2) Alcuni personaggi compiono azioni disumane, quasi impensabili. C’è un punto però in cui tutto si annulla. La sofferenza, la fame e la paura riducono tutti alla stessa condizione, e il disprezzo nei loro confronti si trasforma in pena. Pensi che in un’apocalisse i “ruoli” di buono e cattivo perdano di rilevanza?

Nella mia idea di letteratura non esiste una differenza chiara tra buoni e cattivi. Nella vita credo sia lo stesso. Siamo tutti buoni o cattivi a seconda delle circostanze, siamo contraddittori, cambiamo idea, atteggiamenti, siamo umani e questo fa parte dell’umano, bontà e cattiveria si alternano, si mischiano, si confondono, è una caratteristica imprescindibile della nostra condizione.

3) Il vento rappresenta di per se’ una costante in un’isola, in questo caso la Sardegna. Il suo incessante soffiare fa però da filo conduttore alla storia. Tra i capitoli, un dettaglio che ritorna, un palloncino rosso che rimane in volo accompagnato dal vento. Possiamo dire che insieme vanno di pari passo con la forza distruttiva della crisi?

Grande nudo è un libro sulla crisi. Crisi economica, crisi di valori, crisi interiore. È un libro che mette in discussione i suoi personaggi e il lettore. Il vento è un elemento imprescindibile della mia isola, trascina suoni, polvere, caldo o freddo, ma ha anche un valore simbolico, il vento è cambiamento, qualcuno dice che faccia impazzire, scordare le cose, e che porti via i pensieri cattivi e i brutti ricordi, qualcuno dice che chi segue il vento va incontro al proprio destino. Nel libro è così, e il palloncino rosso è il piccolo elemento che non ci fa mai dimenticare da dove siamo partiti e in che direzione ci porterà il vento.

4) Quale è stato il personaggio che hai preferito in “Grande nudo”? E quale può essere associato a te?

Sono molto legato a Maria, ho sofferto con lei, pianto e combattuto con lei, scoperto lentamente di cosa era capace. Ma Maria non è un personaggio che mi assomiglia. Il ragazzo bruno può essere associato a me, perché per parlare di lui sono proprio partito da me: ha la mia età, i miei gusti musicali, le mie incertezze, il mio disordine, ha la tendenza a non considerare niente sul serio, per paura di dover davvero prendere delle decisioni. Ora non sono più così, ma qualche tempo fa potevo di certo assomigliargli.

5) Oggi i racconti distopici sono frequenti oltre che nella letteratura, anche nel cinema. Hai degli scrittori e/o registi di riferimento che ti sono stati d’ispirazione per il romanzo?

Nella letteratura ho alcuni riferimenti imprescindibili: Sergio Atzeni, Agota Kristof e Kurt Vonnegut hanno di certo influenzato la mia scrittura e il mio modo di vedere il mondo. Nel cinema Kubrick e Haneke sono dei maestri nel raccontare il lato oscuro che cova dentro ognuno di noi.

6) Quali letture hanno influenzato la creazione del grande nudo?

Sostanzialmente la Bibbia. Passavamo sulla terra leggeri di Atzeni, La guerra della fine del mondo di Mario Vargas Llosa. Non so quanto l’abbiano influenzata, di certo l’hanno alimentata.

7) Apprezzi il genere thriller nordico e qualche autore in particolare?

Devo essere sincero, non ho ignorato il fenomeno ma, per quanto abbia letto alcune opere (in particolare quelle di Larsson), nell’ambito della letteratura di genere, apprezzo maggiormente il noir mediterraneo, e la ventata di freschezza che, a suo tempo, autori come Carlotto, Camilleri e Izzo portarono a tutto il panorama letterario europeo. Credo che senza di loro, molti dei noir e dei thriller che leggiamo oggi non sarebbero stati possibili in Europa (negli USA il discorso si fa ancora diverso).

8) Ormai la candidatura di Grande nudo al premio Strega 2017 è ufficiale, capita così raramente che un genere come il tuo venga selezionato. L’orgoglio per la nomination per il premio strega ovviamente è molto grande, raramente un libro del tuo genere è stato selezionato per partecipare a questo importante premio, cosa hanno scelto secondo te del tuo libro? E ti senti il paladino di questo genere?

Mentre rispondo alle tue domande, la felicità è già passata, e resta la gratitudine per quanti hanno creduto in Grande nudo fin da prima della sua uscita. Non credo che sia un libro strettamente ascrivibile a un genere. Per quanto ne attraversi e accarezzi vari, il libro trascende il genere, è semplicemente una storia con tanti ingredienti, spesso diversissimi e dissonanti tra loro. La letteratura di genere, così come il cinema e il fumetto di genere, sono una risorsa, uno straordinario archivio di storie e sensazione, dalla forza immensa. Credo che nessuno scrittore possa permettersi di ignorarli. Per quanto mi riguarda, la lettura delle opere di genere va di pari passo con quella dei classici e con l’attenzione per la letteratura contemporanea. Non attingo mai da una sola fonte. Paladino di niente, dunque, ma orgogliosamente quanto timidamente porto la mia bandierina.

9) Hai delle prossime letture sul comodino?

Ora sul mio comodino c’è Istruzioni. Tutto quello che devi sapere per il tuo viaggio. Una piccola perla narrativa scritta da Neil Gaiman e illustrata da Charles Vess. Lo leggerò nelle prossime ore, voglio capire se posso leggerlo a mio figlio come fiaba della buona notte.

Gianni Tetti

 

Intervista a cura di Sara Paoli


Di Gianni Tetti su Thrillernord:

IL LIBRO – Il destino dell’uomo è segnato. Anche la terra sembra saperlo. Si apre, poi mastica e inghiotte, affamata. Tempi di guerra, di carestie e vendetta. Non c’è scampo agli attentati che si susseguono in città né rimedio ai fondamentalismi verso i diversi, non c’è salvezza dalle nubi tossiche né speranza nella misericordia umana…