A mali estremi




A mali estremi (La colf e l’ispettore Vol. 3)

Recensione di Sabrina De Bastiani


Autore: Valeria Corciolani

Editore: Amazon Publishing

Genere: noir

Pagine: 320 p.

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

Sinossi. L’ispettore Jules Rosset deve rinunciare ad Alma, la colf dallo “sguardo” speciale?

È una fredda sera di metà dicembre quando alla Radici & Figli, azienda di arte sacra, divampa un incendio. I resti di un cadavere carbonizzato e una misteriosa scritta in arabo sono gli elementi con cui l’ispettore Jules Rosset si ritrova a fare i conti. Come se non bastasse, Alma ha altri pensieri per la testa. Per fortuna il Natale si avvicina e Rosset può approfittarne per riappropriarsi della sua collaboratrice più preziosa insinuandosi nelle pieghe più imprevedibili di questa misteriosa vicenda. A mali estremi, estremi rimedi.

 

 

Recensione

Il dolore e la fatica possono badare a se stessi, ma per assorbirle davvero, le cose belle, c’è bisogno di ….

Hygge è un termine danese molto di moda negli ultimi anni, che sintetizza in una sola parola il senso di atmosfera accogliente, familiare, confortante. E’ lo star bene in un abbraccio.

Può un giallo richiamare questo stato d’animo?

Può.

Se a scriverlo è Valeria Corciolani, qui al terzo episodio della fortunata serie della Colf e l’Ispettore, qui, ad oggi, alla sua prova narrativa più matura e sapientemente calibrata.

Tanti sono gli elementi che l’Autrice mette in pista in queste pagine, tante le possibilità di lettura.

Certo siamo di fronte ad un intrigante originale e ben scandito giallo classico. Un’indagine complicata e mai priva di colpi di scena, arrancante al principio

Eh, cosa vorrebbe… vorrebbe un bandolo da cui partire, ecco, gli basterebbe quello. Invece che cos’ha? Ha una venerabile ditta d’arte sacra, tanto irreprensibile da diventare quasi anacronistica, dati i tempi. Ha un inspiegabile incendio che ne ha distrutto il magazzino. Ha poi il problema del corpo ivi rinvenuto, di cui ovviamente non si conoscono l’identità, la provenienza e il perché diavolo si trovasse lì.

ma proprio per questo ancora più stimolante ed interessante via via che gli indizi, a grattare la superficie e le omissioni

No, ispettore, non c’è cosa che esiga più cautela della verità, ci vuole la stessa abilità sia per saperla dire sia per saperla tacere.

emergono e si incastrano tra loro.

Ma al contempo e di pari passo, l’attenzione è ben focalizzata anche sul piano dei rapporti personali e dei sentimenti, filiali, materni, squisitamente di cuore.

I protagonisti, su tutti Alma e Jules, avvertono che il tempo sta per scadere. Il tempo del non prendere posizione, del non farsi coinvolgere, dell’andare avanti a testa bassa (quando non sotto la sabbia) portando a casa le giornate, tanto attenti agli indizi che costellano le indagini, quanto “volutamente” distratti su se stessi.

Ecco, questo tempo è agli sgoccioli, e come lo avvertono i personaggi, così anche i lettori.

C’è poi tutta la vita intorno, c’è la società, la disintegrazione degli spazi personali, ma anche l’integrazione, che Corciolani scalda con una nota ed un accento diverso, quella di un’umanità piena e consapevole

E Didier socchiude gli occhi e lascia che il contatto con quei palmi ruvidi e forti lo colmi per un attimo di tutto quello che gli è mancato: il suo mondo di prima, i suoi affetti, i suoi luoghi, i suoi odori (…)tutto ciò a cui lui si appoggiava, proprio come un uccello si posa al sicuro sul ramo dell’albero. Finchè non ha dovuto lasciare tutto. Ora le sue mani sono dentro quelle di un uomo che sembra un albero e che di lavoro fa crescere gli alberi. E Didier sa che nulla accade mai per caso.

Su tutto, immancabile ed irresistibile, lo sguardo acuto dell’Autrice, che maneggia le situazioni più o meno gradevoli, più o meno difficili, che attraversano i suoi personaggi, sempre filtrandole attraverso il linguaggio dell’ironia, dote di cui Corciolani è ricca, così come lo è di talento.

Ecco perché questo romanzo giallo è perfettamente hygge.

Perché è giustappunto fatto di calore umano e scritto, davvero bene, con calore umano.

Mai sopra le righe, mai a forzare commozione e ilarità, mai pesante.

E proprio per questo profondo, intelligente, stimolante, commovente e allegro.

Come la vita. Che poi è la cosa più difficile da scrivere.

E se il fatto che sia ambientato nei giorni prima del Natale, lo rende perfetto in queste sere, ciononostante, come accade con i romanzi ben riusciti,  A mali estremi non ha stagione.

 

 

 

Valeria Corciolani


Valeria Corciolani è nata e vive a Chiavari (GE). Si è laureata in Belle Arti ed è molto attiva in varie attività: lavora come illustratrice, insegna illustrazione, sceneggiatura e fumetto, conduce laboratori ludico-creativi per adulti, disabili e anziani, si occupa di fotografia, allestimenti e complementi di arredo in eco-design e scrive romanzi ambientati nella sua città…(Scheda Autore)