A ogni costo



A cura di Olga Gnecchi

Olga Gnecchi nasce ad Agrigento nel 1985 e vive a Porto Empedocle. Tra le sue pubblicazioni, i due thriller Sotto i suoi occhi (2014) e L’ultima cella (2015) e i dark fantasy Creature Oniriche (2017) e Viola in dissolvenza (2018). Con Gianluca Ingaramo scrive le parodie Amore Antigas (2016), Giallo Antigas (2017) e Orrore Antigas (2017), il racconto L’indifferente contenuto nell’antologia Jingle Bloody Bells 2 (2016, Nero Press edizioni) e Colui che attende inserito nella raccolta Creepypasta (2017, Nero Press edizioni), Un passo oltre (2017, Delos Digital) e la raccolta Alice ex machina e altre storie oltre lo specchio (2017). Ha ricevuto una menzione d’onore dal magazine il Cartello per il racconto Passi (2016). Cura la rubrica Nuove Penne per il magazine ThrillerNord e si occupa di servizi editoriali per la Athaena Publishing & Graphics.

 


 

Autore: Davide Schito

Editore: Nero Press Edizioni

Pagine: 37

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

SINOSSI

«Cosa saresti disposto a fare per poter stare con me per sempre?»

È questa la domanda che darà inizio a tutto.

L’amore, si sa, è la forza più potente dell’universo, ma fin dove può spingersi un uomo innamorato?

Simone è sempre stato un duro, un lupo solitario. Solo avventure, zero sentimenti. Poi è arrivata Laura, e tutto è cambiato. Laura che dice di amarlo, che però è sposata con un uomo violento, ossessionato da lei, dal quale non riesce a liberarsi. E allora nella mente di Simone si fa largo un piano. Un piano folle, pericoloso, ma che potrebbe anche funzionare… perché per lei non c’è nulla che non farebbe.

«Promettimi che staremo sempre insieme, Simone. Che non ci lasceremo mai. Che rimarrai con me, a ogni costo».

 

RECENSIONE

“A ogni costo” è un racconto breve, un thriller che si legge velocemente, con una trama semplice e lineare. Non se ne può parlare senza svelare i retroscena, più di quanto non faccia già la sinossi, per cui dovrò essere breve anche io, per evitare di fare spoiler.

L’amore è, come capita spesso in parecchie storie, l’elemento di base che muove le fila della narrazione. L’amore ossessivo, quello che spinge la gente a fare del male, come un terribile burattinaio. Lo è per Simone, spinto dal suo amore per Laura a premeditare un folle piano per averla tutta per sé. Fin qui niente di nuovo, come dicevo, si evince dalla sinossi. Il punto interessante è il come l’autore decide di sviluppare le caratteristiche dei personaggi, come li fa muovere e giungere allo scopo.

Ho terminato la lettura con un’idea ben precisa in testa, su come si sarebbe evoluta la storia, per poi accorgermi che, sì, stava andando in quella direzione, ma non come mi sarei aspettata.

Lo consiglio come alternativa ai soliti thriller psicologici a chi ha poco tempo o semplicemente voglia di una lettura veloce.

Per saperne di più sull’autore, anche se non è proprio una nuova penna, come dimostrano le numerose pubblicazioni, gli ho posto qualche domanda.

 

 

 

Davide Schito


nasce a Milano nel 1983. Nel 2007 si laurea in Ingegneria dell’Automazione. Vive e lavora a Milano. Dal 2008 al 2011 recensisce libri sul portale Milanonera. Nell’estate 2011 vince il concorso letterario Giallobirra con il racconto “L’uomo spaventato”, che diventa un ebook edito da Milanonera. Dal 2012 i suoi racconti appaiono in diverse antologie, come “365 storie d’amore”, “Il magazzino dei mondi 2”, “365 racconti d’estate” (editi da Delos Books), “Racconti d’estate” (Ensemble), “Il primo pensiero” (L’erudita) e molti altri. Nel 2013 pubblica sulle riviste Fantasy Magazine, Writers’ Magazine Italia, Il foglio letterario. Due racconti vengono scelti dal gruppo L’Espresso per far parte del portale Storiebrevi. Nel 2014 è finalista al Premio Crawford e il suo racconto “Registrazione n.122” viene incluso nell’antologia “Ore nere – Otto racconti del terrore” (dbooks.it/Altrisogni). Partecipa poi alle antologie “Racconti Mondiali” (Autodafé) con il racconto “Capitan Nessuno” e “Delitti d’estate” (Novecento Media) con “Il ponte dei suicidi”. La produzione 2011-2014 è raccolta nell’ebook autopubblicato “Punto di non ritorno”, un’antologia-contenitore con 24 racconti brevi di generi e stili diversi, molti apparsi in antologie e alcuni invece ancora inediti. Nel 2015 è ancora in finale al Premio Crawford. Inoltre fonda, insieme a Serena Bertogliatti, il gruppo “Scrittori che danno del tu” per promuovere l’uso della Seconda Persona in narrativa, e cura l’antologia gratuita “Seconda – 15 racconti che danno del tu”. Nel 2016 partecipa alle antologie “Trumped”, “Altrisogni vol.3” (dbooks.it) e “Dinosauria” (Pendragon).

 

INTERVISTA

 

1) Ciao Davide, benvenuto a ThrillerNord! Parlaci di te e di come nasce la tua passione per la scrittura.

 

  • Ciao a voi e grazie per lo spazio che mi avete concesso sul vostro sito. Diciamo che su di me non c’è poi così molto da dire: ho 34 anni, sono nato e vivo a Milano e sono un ingegnere. Alla mia vita “reale”, piuttosto regolare, cerco poi di associare quella “letteraria”. La passione per la scrittura nasce, naturalmente, dalla lettura. Penso sia abbastanza normale, dopo aver letto tanti libri, provare l’esigenza di cimentarsi con la scrittura per provare a comunicare qualcosa di sé e di quello che ci circonda, o anche solo per raccontare a più persone possibili una bella storia che sappia intrattenere.

 

2) La tua produzione è abbastanza vasta, hai pubblicato in self e con diverse case editrici, quindi non sei esattamente una nuova penna. Ma quale sarebbe per te la giusta realizzazione? Un buon risultato da raggiungere?

 

  • Non ho dubbi: andare in libreria – una qualsiasi di una qualsiasi città – e trovarci il proprio libro senza difficoltà o bisogno di ordinarlo. Finché si rimane nel sottobosco degli ebook, del selfpublishing e della microeditoria infatti, per quante piccole soddisfazioni uno possa raccogliere, è difficile andare oltre le proprie conoscenze personali e i contatti social. A me invece piacerebbe raggiungere chi non mi conosce, e l’unico modo è essere presenti in libreria. Ma è un traguardo che si raggiunge anche facendo molta gavetta, e in questo senso tutte le esperienze servono per migliorarsi.

 

3) Con quale genere ti senti più a tuo agio? Stai lavorando a qualcosa, al momento?

 

  • Ho sempre affrontato molti generi, senza mai fossilizzarmi su uno solo. Questa cosa è vista con sospetto da molti “addetti ai lavori”, perché sembra che se quello che fai non è facilmente incasellabile in un genere o una categoria, allora non è degno di essere pubblicato o venduto. Beh, per me è una sciocchezza. Mi piace cambiare, mi piace sperimentare e contaminare, sia a livello di genere che di stile. Credo sia un punto di forza, non una debolezza. Al momento sto lavorando, per esempio, a un romanzo storico, una biografia romanzata di un personaggio realmente esistito ma non molto conosciuto. A breve invece uscirà (spero) un libro a metà tra un romanzo e una raccolta di racconti – saranno storie legate tra loro da un frame comune – di genere distopico (ma una distopia molto, molto vicina nel tempo e nelle caratteristiche alla realtà che stiamo vivendo).

 

4) “A ogni costo” vuole essere un thriller che è anche una storia d’amore, in fin dei conti. Cosa ti ha ispirato?

 

  • Nei miei scritti mi piace molto affrontare il tema dei rapporti umani. I sentimenti che legano le persone e i rapporti familiari sono per me una costante fonte di ispirazione. A volte questi sentimenti non sono ciò che sembrano, oppure finiscono per trasformarsi in qualcosa di altro, di malato, di ossessivo o addirittura violento. Raccontare il male che abbiamo dentro e la lotta con noi stessi per non farlo affiorare o per tenerlo a bada: questo è stato il punto di partenza per “A ogni costo”. Ma anche quello di altri miei racconti, molti dei quali si possono trovare su Amazon nella mia prima raccolta, “Punto di non ritorno”, un contenitore di diverse storie che spaziano dal reale al fantastico mescolando generi, temi e stili diversi.

 

5) Cosa leggi di solito? Quali generi e autori preferisci?

 

  • Scrivendo un po’ di tutto, leggo anche un po’ di tutto. Se proprio devo nominare dei generi, direi fantascienza e thriller psicologici, ma anche romanzi mainstream, meglio se italiani. Più che generi o autori, però, cerco storie in grado di farmi pensare e che, una volta terminata la lettura, mi “lascino qualcosa”. Non è facile trovarli: col tempo – e forse anche a causa del fatto che mi sono messo a scrivere – sono diventato sempre più difficile nello scegliere le letture. Naturalmente però ho anch’io degli autori preferiti, come tutti. Vorrei citarne uno, visto che è appena uscito il suo nuovo romanzo: Patrick Fogli. È un autore che, inspiegabilmente, non ha la fama che meriterebbe. Mi accontenterei di scrivere anche la metà di come lo fa lui. È davvero molto, molto bravo e vale la pena leggerlo.

 

6) L’ultima domanda è quella di rito, per noi di ThrillerNord: leggi autori di thriller del nord Europa? Quale hai preferito o quale vorresti leggere?

 

  • Come credo molti altri, ho letto il primo libro della trilogia Millennium, di Stieg Larsson, ma poi non ho continuato. È un tipo di romanzi che non conosco molto, ma che mi riprometto di esplorare di più in futuro!

 

Ti ringraziamo per essere stato con noi!