Al sassofono blu




Recensione di Simona Vallasciani

Autore: Serena Venditto

Editore: Homo Scrivens

Pagine: 151

Genere: commedia gialla

Anno Pubblicazione: 2016

 

 

 
 

 

 

Negli ultimi tempi, i gatti sono stati sorprendenti protagonisti dei romanzi che abbiamo potuto trovare sugli scaffali delle librerie. Ce ne sono stati di diversi; gatti che cambiavano la vita degli umani che avevano la fortuna di incontrarli, gatti che giocavano un ruolo fondamentale nella buona riuscita di una storia di amore, gatti che addirittura diventavano narratori raccontando le storie dal loro, decisamente particolare, punto di vista.

Ma un gatto detective.. sinceramente non lo avevo davvero mai visto!Si tratta di Mycroft, un grosso gatto dal pelo nero e dagli occhi verdi, che dopo aver fatto il suo esordio in “Aria di neve” e averci convinto in “C’è una casa nel bosco”,torna a deliziarci in “Al sassofono blu”, quarto romanzo della scrittrice napoletana Serena Venditto, edito da Homo Scrivens.Essendo proprietaria a mia volta di un gatto, tra l’altro identico nella descrizione a Mycroft, non ho potuto che amare fin dalla prima pagina questa storia, che mi ha letteralmente entusiasmato. Ma non è solo agli amanti dei piccoli felini che consiglio di leggere questo libro, infatti lo scritto della Venditto, presenta anche altri molteplici particolari di pregio.

Il principale è senza dubbio rappresentato dai personaggi: Ariel, traduttrice italo-americana con un ex particolarmente ingombrante alle spalle, Samuel, sardo-nigeriano, rappresentante di articoli per gelaterie, Kobe, pianista giapponese con una parlata italiana a dir poco stentata, e soprattutto Malù, archeologa con una passione viscerale e incontrollabile per il caffè e le investigazioni.

Questi quattro.. oh, pardon, cinque, con il gatto.. pittoreschi personaggi, convivono nello stesso appartamento e, per strani casi del distino, si trovano coinvolti in complicati crimini che non possono fare a meno di provare a risolvere. In questo caso tutto parte da una innocente cena con delitto, organizzata da una piccola compagnia teatrale dal nome “Trappola per topi”, e, in un attimo la stramba squadra di improvvisati investigatori si trova immischiato fino al collo nell’assassinio di una delle attrici.

Sorprende un po’ il fatto che la narrazione sia condotta in prima persona e non da Malù, l’aspirante detective nonché proprietaria di Mycroft, che è senza dubbio la vera protagonista di questa storia. È lei infatti a capire e seguire ciecamente il suo fedele compagno verso la risoluzione del caso e a trascinare con sé i suoi amici. La scelta, però, appare ben riuscita quando dal romanzo si vede fuoriuscire una grandissima dose di humor, data appunto delle divertenti uscite e pensieri della irriverente traduttrice, cosa che, forse, non risulterebbe con un altro narratore. Non penso di ricordare l’ultima volta che ho riso così tanto leggendo le pagine di un libro! Un altro punto di forza di uno stile narrativo scorrevole e ben riuscito.

Risulta quasi impossibile non “innamorarsi” di questi insoliti personaggi e delle loro esilaranti vicende. Dei personaggi minori ben delineati e un sorprendente omicidio capace di mettere in difficoltà anche gli appassionati di Gialli più assidui rendono questo romanzo uno dei più piacevoli degli ultimi anni.

“Al sassofono blu” è un romanzo che va assolutamente letto, se si vuole prendere questo genere letterario un po’ meno sul serio e per deliziarsi con una storia cosi tanto assurda da essere assolutamente reale.

 

 

 

Serena Venditto


Serena Venditto è nata nel 1980 a Napoli, dove lavora al Museo Archeologico Nazionale. Ha esordito con la commedia Le intolleranze elementari (Homo Scrivens, 2012).