Alaska. La resa dei conti




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Brenda Novak

Traduzione: Cristina Verrienti

Editore: Giunti

Serie: Evelyn Talbot #3

Genere: Thriller

Pagine: 384 p., R

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. A 16 anni Evelyn si è salvata dal suo killer solo perché lui l’ha creduta morta. Adesso che è una donna adulta, dedica la vita allo studio dei più pericolosi criminali nel carcere psichiatrico di Hanover House, in mezzo ai ghiacci dell’Alaska. Ma la paura che Jasper, sfuggito a ogni tentativo di cattura, possa tornare a finire il lavoro non la abbandona mai. Soprattutto quando una turista scompare da un cottage distrutto a colpi dascia e, ogni indizio, sembra ricondurre al suo antico aggressore. Il detective Amarok, fidanzato di Evelyn, si ritrova ben presto davanti un’inquietante sorpresa: non uno, ma due cadaveri di donna. Eppure, in quella località sperduta non ci sono facce nuove, e un intruso verrebbe subito notato. Se Jasper è davvero lì, sotto quali sembianze si nasconde?

 

 

 

Recensione

Il primo libro (Alaska) di questa serie è arrivato in un fine settimana agostano tremendamente piovoso di due anni fa per puro caso e, finendo poi per trasformarsi in una lettura avvincente e coinvolgente. Il secondo l’ho letto (Hanover House) lo scorso autunno durante una malattia ed è stato letteralmente divorato, lasciandomi nella condizione di bramare il seguito, poiché il finale era rimasto pericolosamente e tremendamente aperto. Questo beh, non vedevo l’ora che fosse il suo momento e, testimone, lo è la segretaria di redazione Thrillernord alla quale ho dato il tormento fino a quando finalmente è giunto in redazione per essere recensito.

L’unico modo per cambiare le persone è ucciderle.” (Carl Panzram, serial killer americano, stupratore e piromane.)

L’affermazione del “signore” qui sopra potrebbe non essere così sbagliata. Partendo dal presupposto che in un paese civilizzato, tutti abbiano il dovere di pagare per i crimini commessi ma, ritenendo che non sia giusto abbassarsi allo stesso livello di un serial killer, forse, per Evelyn e Amarok l’unico modo possibile per chiudere definitivamente questa partita potrebbe essere eliminare Jasper dalla faccia della terra.

Fosse così facile però! Sì, perché per poter fare qualsiasi cosa, sarebbe necessario prima poterlo individuare e, apparentemente, di lui non vi saranno tracce.

Ricapitoliamo gli scenari possibili: la pelle di Jasper, quella di Amarok o in primis, quella di Evelyn?

Comunque andrà ci saranno delle certezze, ovvero l’ansia, la paura, la sensazione di claustrofobia causata dalla neve precoce di ottobre che scenderà copiosa e avvolgente, finendo per cancellare le tracce, isolare, proteggere e coprire il male.

Il buio prolungato, quella condizione che può disorientare nella sua compattezza, nell’assenza di luce che potrebbe regalare speranza, ma che in questa situazione finirà per essere il possibile alibi per un nascondiglio perfetto.

Ma perfetto per chi?

Per la preda o per il cacciatore? Che poi, in questa storia, chi sarà la vera preda e chi il vero cacciatore?

Non poteva permettergli di imprigionare la sua mente come un tempo aveva fatto con il suo corpo.”

“le cicatrici, quelle che portava dentro così come quelle sul collo, non sarebbero mai andate via del tutto…”

L’unica luce che brillerà sarà data dai riflettori puntati sulla dottoressa Talbot che ancora una volta verrà identificata come il nemico, l’ospite ostile, l’intrusa, la forestiera all’interno di questa piccola comunità. Colei che ha portato nuovamente il male ad avvolgere la città. Al suo fianco pronto a difenderla dal nemico oscuro e dagli abitanti più diffidenti però, ancora Amarok, l’unico che è riuscito a superare le sue resistenze, le sue paure, i suoi traumi e i suoi incubi. Il sergente di polizia di Hilltop, questo piccolo centro, nato e cresciuto in questa terra così difficile, ma che lui ama con tutto sé stesso e, che per nessun motivo vorrebbe mai abbandonare.

Ma parliamo dell’Alaska. Adoro quest’ambientazione così chiusa, ovattata, quella natura selvaggia e incontaminata che copre le orme, che isola, che rende tutto estremamente difficile e che finisce per frapporsi fra uomo e ambiente. Dirò di più, a mio avviso un luogo diverso non avrebbe reso nello stesso modo la storia nella sua interezza, proprio perché qui, in mezzo ai boschi, agli innumerevoli laghi e alle montagne, la natura diventa essa stessa un amico/nemico da affrontare nel bene e nel male.

Ogni libro di quest’autrice si compone di sensazioni piene e travolgenti. La passione di Evelyn e Amarok, la paura costante di questa dottoressa nei confronti di uno spettro reale, che poiché sempre nell’ombra la costringe a vivere in un perenne stato di inquietudine. Che vogliamo dire poi degli ospiti di Hanover House, questi gentili signori così poco accomodanti che danno il meglio di loro per rendere il lavoro della dottoressa Talbot il più difficile possibile. Insomma, la Novak ci regala una lettura piena, che rende il tutto più avventuroso e appassionato.

Riconosco inoltre a Brenda Novak l’abilità di riuscire ad indirizzare, con la sua scrittura fluida e al contempo tecnica e diretta, l’attenzione del lettore sempre verso la soluzione sbagliata. Tu ti distrai e lei subito, in modo pronto e intelligente, imbroglia le carte e ti fa vedere tutt’altro, costringendo il tuo interesse altrove e finendo per disorientarti con un’angoscia pressante che crescerà mano a mano che l’evoluzione della storia assumerà risvolti per i quali non saremmo pronti.

Finisce per farti dimenticare ciò che hai letto anche solo due o tre pagine prima, così che quando giungerà il momento, TU non sarai in grado di fare gli opportuni collegamenti, pur avendo in mano tutto ciò che occorre e finirai per ritrovarti sorpreso e incredulo.

Il finale, come avviene di norma nei suoi libri sarà al cardiopalma, ma scoprire realmente ciò che accadrà lo lascio volentieri a voi, che ancora non avete letto questo libro fantastico.

Per Evelyn e Amarok, finalmente un attimo di pace o ancora lacrime e sangue?

Leggete e lo scoprirete.

Buona lettura!

 

 

 

Brenda Novak


autrice bestseller del New York Times e di Usa Today, vive a Sacramento con la famiglia. Non credeva di essere portata per le lettere, amava matematica e scienze, così che al college scelse la facoltà di Economia. Quando decise di intraprendere la carriera di scrittrice non ci pensò due volte e abbandonò immediatamente la facoltà scelta per buttarsi a capofitto in questa nuova avventura. Cominciò a studiare i diversi metodi di scrittura anche attraverso la lettura di molti libri. Ha scritto numerosi thriller e romanzi femminili.

 

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