Alibi di ferro






Recensione di Marianna Di Felice


Autore: Tami Hoag
Traduttore: Sara Galli – Emanuela Mascolo
Editore: Newton Compton
Pagine: 476
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017

 

 

 

Sinossi:

C’è un terribile assassino, noto come “il Crematore”, che esegue oscuri rituali in un bosco nei pressi di Minneapolis. La cerimonia è sempre la stessa: prima unge le sue vittime, poi dà fuoco ai corpi. Ha già spezzato tre vite, e non si fermerà qui.

Una donna è sopravvissuta all’ultima carneficina, ma nessuno riesce a farla parlare. Tanto che Kate Conlan, l’agente dell’FBI incaricata del caso, fatica a capire se la testimone sia una potenziale vittima o sia coinvolta in maniera molto più inquietante.

I superiori le stanno addosso perché la prossima vittima potrebbe essere la figlia di Peter Bondurant, un miliardario molto potente. E proprio a causa delle pressioni del facoltoso imprenditore viene convocato l’agente speciale John Quinn.

Ma nonostante sia uno tra i più brillanti profiler di serial killer dell’FBI, John è anche l’ultima persona con cui Kate desidera lavorare, dopo la fine della loro relazione.

Non è soltanto il caso più difficile della sua carriera: Kate è anche l’unica in grado di fermare il killer…

 

Recensione:

Un mostro uccide e dà fuoco alle vittime lasciando che le fiamme in movimento illuminino il suo volto nascosto, e magari il suo sorriso soddisfatto per l’odore della carne bruciata.

La polizia di Minneapolis rimane disgustata davanti a ciò che ritrova il giorno dopo. Le indagini prendono il via con la presunta morte di una giovane donna appartenente ad una famiglia facoltosa.

Ma il fuoco non può bruciare il marcio che c’è sotto e che John Quinn, agente dell’FBI, cerca di scoprire piano piano iniziando col pulire la cenere in superficie.

Kate Conlan, ex agente dell’FBI, e, da quando ha dovuto rivoluzionare la sua vita, avvocato dal temperamento risoluto, prende a cuore le sorti della testimone che ha intravisto il Crematore mentre bruciava una delle sue vittime.

Può un uomo ridursi ad essere un serial killer sulla base di ciò che è successo nella sua vita?

Perché far soffrire persone che cercavano di vivere annaspando pur di non affogare nella loro misera e dolorosa vita?

Per John Quinn non ci sono giustificazioni per le azioni dal serial killer. Qualsiasi persona soffre nella vita e non è giustificata a far del male ad un altro essere umano.

I demoni dei protagonisti della storia guidano il loro comportamento portandoli all’esasperazione o alla salvezza.

La storia è sapientemente costruita e conduce il lettore nei meandri del Palazzo di Giustizia e della centrale di Polizia seguendo le indagini di poliziotti e avvocati. Si cerca di entrare nella mente del Crematore, provando a immaginare i suoi pensieri, in modo da arrivare a prenderlo prima che uccida ancora…ma non sempre si arriva in tempo. Leggiamo delle vittime vissute ai margini della società, molte delle quali avevano bisogno di quell’affetto che non hanno mai ricevuto.

Non c’è posto per la noia in questo libro. La suspense aumenta dalla seconda metà del romanzo in poi perché prima viene dato molto spazio alle indagini.

L’unica pecca, per me, è leggere nella traduzione “la sindaca” che, a mio parere, rimane una definizione sgradevole sia da pronunciare che da leggere.

Buona lettura…riuscirete a capire chi è il serial killer che si nasconde nell’ombra?

Tami Hoag su THRILLERNORD

Tami Hoag. Vive in Florida ed è autrice di decine di bestseller. I suoi romanzi sono tradotti in più di 30 Paesi e hanno venduto 40 milioni di copie in tutto il mondo. Con la Newton Compton ha pubblicato La ragazza N°9, Indizio N°1, Vittima senza nome e Alibi di ferro.

A cura di Marianna Di Felice

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