Alice senza meraviglie




Recensione di Ilaria Bagnati

Autore: Emanuela Mascherini

Editore: Pendragon

Pagine: 175

Genere: narrativa

 
 
 
 
 

 

Anno di pubblicazione: 2016«Celeste Primavera. Non è un modo come un altro per darvi il buongiorno, né tantomeno un’informazione di servizio sulle condizioni meteorologiche. È davvero il mio nome. Chissà se i miei prevedendo istintivamente una possibile tragicità hanno voluto ironizzare sulla questione».

Celeste Primavera, ghost writer e attrice, dopo la fine di una relazione durata ben 10 anni si ritrova senza casa, senza un lavoro stabile, costretta a dover ricominciare la sua vita da dove l’aveva lasciata 10 anni prima. La prima difficoltà che incontra è la ricerca di una nuova casa dato l’aumento degli affitti nella città di Roma. Finalmente approda in un ex-attico suddiviso in quattro mono-loculi (si, perché non sono monolocali!), qui conosce i suoi compagni di avventura e disgrazia nonché affittuari degli altri tre appartamenti. Celeste soprannomina il gruppo dei 4 affittuari “il gruppo dei giocattoli rotti”, perché come lei hanno i loro problemi che vanno dalle frequenti crisi epilettiche, a difficoltà familiari e relazionali, ecc. Un altro compagno di sventura è il pesciolino rosso, Russotto, che sguazza in una vaschetta di acqua e Lexotan, perché anche i pesci rossi in questa nuova era hanno i loro problemi.

Celeste ci parla del rapporto con la madre che le fa sempre la predica per le sue scelte a suo dire sbagliate ma che rimane il suo unico punto fermo. Ci racconta anche delle peripezie con i suoi innumerevoli fidanzati ai quali ha assegnato un numero e dei quali ci descrive pregi e difetti.
Le difficoltà che la protagonista incontra sul suo cammino non sono finite qui perché il tutto è condito da frequenti attacchi di panico che cerca di sedare con una corsetta sul posto.

Celeste riuscirà ad avere il suo riscatto e ad ambientarsi in questo “nuovo” mondo?

La Mascherini racconta con grande ironia la storia tragicomica di Celeste che può essere la storia di ogni trentenne che si ritrova a ricominciare tutto daccapo dopo la fine di una lunga relazione, con un lavoro precario e senza un sogno e un soldo in tasca. Il racconto non può che strappare continuamente un sorriso, ma al tempo stesso fa riflettere su come in pochi anni la società possa cambiare e su come la fine di una storia d’amore ci possa atterrare e svuotare.

La Mascherini affronta anche il tema molto attuale dei social network e di come questi possono rivelarsi un’arma a doppio taglio perché ti permettono sì di riallacciare rapporti con vecchi amici, ma ti mettono lì in bella vista cose che non vorresti vedere come la nuova fiamma del tuo grande amore. Ho letto il romanzo tutto d’un fiato per la leggerezza e la fluidità della prosa, mi sono divertita a seguire le peripezie di Celeste e mi sono immedesimata in lei per alcuni tratti del suo carattere. Ne consiglio vivamente la lettura e sono molto curiosa di leggere gli altri romanzi dell’autrice.

 

 

 

Emanuela Mascherini


E’ un’ «atto- autrice» nata negli anni Ottanta a Firenze. Si è diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dividendosi, negli ultimi anni, tra fiction, cinema e teatro. Nei ritagli di tempo si è didicata anche alla scrittura, concentrandosi prevalentemente sul tema dell’identità femminile. Memorie del cuscino è il suo primo romanzo.