Anime nascoste




Romanzo di una gioventù incendiata.

 

L’altro Sessantotto

 

Recensione di Giuseppe Tursi


Autore: Stefano Zecchi

Editore: Mondadori

Genere: narrativa

Pagine: 264

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Stefano Zecchi ci consegna il ritratto lucido e appassionato di una generazione incendiaria e incendiata, una storia di formazione letteraria e politica che racconta in chiave totalmente inedita il Sessantotto, dando voce a una gioventù emarginata e ribelle, scivolata nella spirale di un estremismo vissuto con passione, disancorato dalla realtà, dimostrando che ciascuno di noi è l’artefice di ciò che è, e dei ricordi che lascia in eredità. Lorenzo, un antiquario, ha quasi cinquant’anni quando conosce Barbara, affascinante compositrice di musica per teatro. L’intesa è immediata, e l’incontro fortuito matura pian piano in relazione e la relazione in convivenza, pur tra le ombre degli amori passati con i loro ricordi felici e le profonde ferite non sempre rimarginate. Barbara non cancella la memoria del marito, e Lorenzo quella meno definita, però ingombrante, di Gloria. Nel momento più doloroso dell’ormai lunga relazione tra Lorenzo e Barbara, torna inaspettatamente in scena Gloria, arrestata a Parigi durante una complessa indagine per omicidio. Lorenzo decide di incontrarla per sciogliere i nodi che continuano a fremere nel suo presente: parte per Parigi, senza sapere cosa Gloria voglia dirgli né cosa proverà nel rivederla. Ma il viaggio in treno è l’occasione per Lorenzo (“Un uomo che si è creato un mondo e ci si è chiuso dentro”) di ripercorrere la propria vita, dall’infanzia a Venezia, alle prime, traccianti letture fino al trasferimento per l’università di Milano. Proprio qui, tra le vie della città dei Navigli, Lorenzo ritrova Gloria, dopo averla per poche ore conosciuta a Venezia, durante una drammatica circostanza. La ragazza, anima nevrotica quanto affascinante, trascina Lorenzo, con il suo amore avvolgente, nei vortici incandescenti della lotta studentesca e dei suoi tragici sviluppi che sconvolsero un intero Paese. Nel suo nuovo romanzo, l’amatissimo professore Stefano Zecchi ci consegna il ritratto lucido e appassionato di una generazione incendiaria e incendiata, una storia di formazione letteraria e politica che racconta in chiave totalmente inedita il Sessantotto, dando voce a una gioventù emarginata e ribelle, scivolata nella spirale di un estremismo vissuto con passione, disancorato dalla realtà, dimostrando che ciascuno di noi è l’artefice di ciò che è, e dei ricordi che lascia in eredità.

 

Recensione

Nel suo ultimo romanzo Stefano Zecchi è riuscito a tratteggiare in maniera sapiente e lucida il movimento del Sessantotto, gli anni della rivolta studentesca, e di quel fenomeno socioculturale che ha coinvolto l’Italia e gran parte del mondo.

Il protagonista del romanzo è Lorenzo, di mestiere fa l’antiquario. A quasi cinquant’anni conosce Barbara, donna bella, affermata professionalmente e, dopo tanti anni dall’ultima volta, si innamora.

La prima svolta del romanzo avviene quando il figlio di Barbara ha un incidente sulla moto da cross. È stato lo stesso Lorenzo a trasmettere la passione per le due ruote al figlio di Barbara, per cercare un punto di incontro con il ragazzo, e in parte, per questo motivo, si sente responsabile dell’accaduto.

Proprio in ospedale, Lorenzo, si ritrova faccia a faccia con il suo passato. Gloria, il suo grande amore giovanile, lo cerca, vuole avere un incontro con lui a Parigi, dove lei è rinchiusa nel carcere.

Il romanzo, a questo punto, cambia di intensità. Lorenzo, durante il viaggio verso Parigi, ripercorre gli anni della sua giovinezza. Ritorna con la mente a Venezia dove per puro caso incontra Gloria per la prima volta. La bellezza ipnotica della ragazza, mentre suona il violino, cattura completamente Lorenzo. Dopo poco tempo il protagonista ritrova Gloria a Milano e i due vanno a convivere.

L’amore tra Gloria e Lorenzo è travolgente, passionale, ma il grande fermento studentesco del Sessantotto trasforma la loro storia. Infatti, Gloria viene totalmente assorbita dalla vita politica, dalle idee rivoluzionarie, smette di studiare, mentre Lorenzo e dedito allo studio e trova lavoro presso un negozio di antiquariato della zona.

Il lavoro permette a Lorenzo di circondarsi di opere d’arte prestigiose, di bellezza, ed è il mezzo con cui si estranea, quasi totalmente, dalle vicende di quegli anni. Gloria e Lorenzo, quindi, prendono strade opposte e ora, a distanza di anni, il protagonista si chiede quale sia il motivo che ha portato Gloria a ricontattarlo.

Nel romanzo troviamo tante tematiche importanti come il rapporto tra genitori e figli, che lo scrittore affronta con trasparenza e consapevolezza. E poi c’è una storia generazionale, gli anni della rivolta studentesca e non solo, che ha cambiato la vita di milioni di persone. Una generazione che ha saputo lottare per i propri diritti e ha saputo far valere la propria identità.

Quindi, non mi resta che consigliarvi questo romanzo, che vi assicuro vi stupirà e non vi lascerà per nulla indifferenti.

 

A cura di Giuseppe Tursi

instagram.com/giuseppetursi.libri

 

Stefano Zecchi


Scrittore, giornalista e docente italiano, professore ordinario di Estetica presso l’Università degli Studi di Milano, ha collaborato con molte testate, tra cui «Il Giornale». Oltre a ciò, ha ricoperto molti importanti incarichi, tra i quali: Presidente del corso di laurea in Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera sempre a Milano, membro del consiglio dell’Irer (Istituto per la programmazione scientifica e culturale della Regione Lombardia), rappresentante del Ministero della Pubblica Istruzione presso l’UNESCO per la tutele dei Beni immateriali, consigliere comunale a Venezia e, come già detto, assessore alla cultura a Milano, consigliere d’amministrazione del MAXXI (Museo dell’arte del XXI secolo), consigliere d’amministrazione della Fondazione La Verdi di Milano, consigliere d’amministrazione del teatro Parenti di Milano. Tra le sue numerosissime pubblicazioni, ricordiamo: Fenomenologia dell’esperienza (La Nuova Italia, 1972: è la rielaborazione della sua tesi di laurea), Utopia e speranza nel comunismo (Ananke, 1974, nuova edizione 2008), La fenomenologia dopo Husserl nella cultura contemporanea (Loescher, 1978), La fenomenologia (1983), La magia dei saggi (Jaca Book, 1983), La fondazione utopica dell’arte. Kant, Schiller, Schelling (Unicopli, 1984), Novalis (Unicopli, 1986), La bellezza (Mondadori, 1990 e Bollati Boringhieri, 2013), Maria. Una storia italiana d’altri tempi (Vertigo, 2011) e Gocce nel mare. Cronache di politica, cultura e costume (Gruppo Albatros il Filo, 2013). Con Mondadori pubblica i saggi Sillabario del nuovo millennio (1993), Il brutto e il bello (1995), L’artista armato (1998), Capire l’arte (1999), L’uomo è ciò che guarda. Televisione e popolo (2005), Le promesse della bellezza (2006); e i romanzi Estasi (1993), Sensualità (1995, premio Bancarella 1996), L’incantesimo (1997), Fedeltà (2001, premio Grinzane Hanbury 2002), Amata per caso (2005), Il figlio giusto. Romanzo di una maternità (2007), Quando ci batteva forte il cuore (2010, premio Acqui Storia nel 2011), Dopo l’infinito cosa c’è, papà? (2013), Paradiso Occidente. La nostra decadenza e la seduzione della notte (2016) e Rose bianche a Fiume (2014). Del 2018 sempre per Mondadori esce L’amore nel fuoco della guerra.

 

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