Anonimo veneziano




Recensione di Annalisa Tomadini


Autore: Giuseppe Berto

Editore: Neri Pozza

Genere: Romanzo

Pagine: 112

Anno di pubblicazione: (Neri Pozza – 2018)

 

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Una struggente storia d’amore sullo sfondo di una malinconica Venezia. L’ultimo incontro tra un uomo a cui restano soltanto pochi giorni di vita e la donna che un tempo lo ha molto amato, sullo sfondo di una Venezia pregna di ricordi: la loro Venezia, quella che ha visto nascere e morire il loro amore. Anonimo veneziano nasce come sceneggiatura dell’omonimo film del 1971, diretto da Enrico Maria Salerno. Seguendo un itinerario opposto a quello consueto Berto ha in seguito deciso di ampliare la sceneggiatura: i personaggi, non esauriti nei dialoghi e nelle immagini del film, ancora urgevano in lui, richiedevano una vita più duratura e profonda.

 

 

Recensione

Questo libro è un distillato di intensità. Si legge in poche ore, non tanto per la brevità, quantoperché è davvero difficile staccarsene.

La storia si svolge tutta in una giornata: Lui e Lei, senza nome, si rincontrano a Venezia, dopo otto anni di distacco, nel luogo in cui si sono amati di un amore struggente e dilaniante, che ancora pervade ogni singola frase che si scambiano, ogni sguardo, ogni silenzio.

Lui l’ha fatta venire da Milano, dove Lei vive con il loro figlio e la nuova famiglia. Il motivo lo scopriremo presto. Nel frattempo, ogni singola parola – accurata, precisa, dirompente – ci racconterà del loro essersi innamorati e del loro esserlo ancora, malgrado tutto il male, il rancore, il dolore che si sono inflitti.

Lui è un musicista classico, e la musica, in particolare l’Anonimo Veneziano di Alessandro Marcello, è il sottofondo musicale di questo incontro. E dovrebbe essere, credo, anche il sottofondo della lettura.

Poi c’è Venezia. Più che uno sfondo, in questo caso, quasi una terza protagonista. Sarà che amo questa città profondamente, ma le sue atmosfere nebbiose e indefinite – eppure così violente, lancinanti – descritte in modo perfetto, me l’hanno fatta percepire davvero come un essere vivo.

Un romanzo imperdibile, un caposaldo della letteratura italiana del Novecento.

 

 

 

Giuseppe Berto


Giuseppe Berto: Giuseppe Berto nasce a Mogliano Veneto il 27 dicembre 1914. Nel 1947 pubblica presso Longanesi Il cielo è rosso, su segnalazione di Giovanni Comisso. Tra il 1955 e il 1978, anno in cui si spegne a Roma, dà alle stampe, oltre a Il male oscuro, numerosi altri libri, tra i quali si segnalano: Guerra in camicia nera, Anonimo Veneziano, Oh Serafina!, La gloria, che costituiscono l’opera di uno dei grandi autori del nostro Novecento.