Arance Rosse




Recensione di Valentina Cavo


Autore: Harriet Tyce

Traduzione: Valentina Daniele

Editore: Mondadori

Genere: Thriller

Pagine: 302

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Alison ha tutto ciò che si può desiderare: un marito amorevole, una figlia adorabile e unacarriera legale sulla rampa di lancio: le è stato appena affidato il suo primo caso di omicidio. La cliente che difenderà in giudizio non nega di avere pugnalato il marito e pare decisa a dichirarsi colpevole. Eppure c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella storia che racconta. Ma anche nella vita di Alison non tutto è come sembra… Alison beve troppo e sta trascurando la sua famiglia. Ha anche intrapreso una relazione con un collega il cui gusto per l’estremo supera i confini di ciò che lei è in grado di sopportare. Salvare la sua cliente potrebbe essere il primo passo per salvare anche se stessa. Ma qualcuno nell’ombra conosce i segreti più nascosti di Alison, qualcuno che vuole farle pagare ciò che ha fatto e che non si fermerà fino a quando lei non avrà perso tutto quello che ha di più caro. Arance rosse è un romanzo inquitante, imprevedibile e avvincente, che introduce una nuova straordinaria voce nel panorama della suspense psicologica. Un elettrizzante thriller di esordio che esplora il potere della paura e del desiderio, la gelosia e il tradimento, l’amore e l’odio.

 

 

Recensione

Arance Rosse è il romanzo d’esordio di Harriet Tyce, un thriller ben scritto che ha come protagonista un’avvocatessa sulla quarantina che fatica a mantenere ordine nelle proprie giornate. Alison infatti vive una vera e propria doppia vita: da una parte abbiamo l’avvocato in carriera che per la prima volta deve affrontare la difesa di una donna accusata di omicidio – un caso che sembra già risolto per tutti, in quanto la cliente è stata trovata con il coltello in mano affianco al cadevere del marito -, dall’altra è moglie di Carl, uno psicoterapeuta con cui non solo prova indifferenza, ma addirittura non riesce ad andare neanche d’accordo, e madre di Tilly, nei cui confronti è piena di manchevolezze, dato che passa più tempo a bere e a divertirsi con i colleghi che con la sua famiglia. La sua vita è in rovina e lei non può che dare la colpa a se stessa.

In un turbinio di eventi, Alison vedrà cambiare la propria vita tantissime volte nell’arco di pochissimo tempo: la trama infatti presenta un intreccio molto fitto che non lascia quasi respiro al lettore, uno dopo l’altro gli eventi si sommano fino a diventare una valanga che precipita inesorabilemente verso un finale che lascia senza fiato.

Sono pagine ricche di colpi di scena, di istantanee di vite caotiche, con scene che lasciano quasi disgustati, altre che fanno arrabbiare o rabbrividire. Harriet Tyce riesce quindi a mischiare con sicurezza e ottimo stile una ricca serie di avvenimenti che non lasciano indifferenti.

La scrittura è molto appropriata ed usa una termilogia precisa, da specialisti, quando si tratta dei casi giudiziari proposti lascia intendere che è la materia che Harriet Tyce ha più studiato: la sua passione traspare in ogni scena, come un pittore che imprime sentimenti tangibili ad ogni pennellata, unitamente ad una competenza che deriva senza dubbio dal soggetto ritratto.

La speranza, quindi, è proprio quella che l’autrice non si limiti a questo romanzo e che in futuro potremo godere di altri titoli di simile rilevanza.

 

 

 

Harriet Tyce


Harriet Tyce è nata a Edimburgo e ha studiato a Oxford. Dopo aver lavorato come avvocato per un decennio, ha conseguito un master in scrittura creativa. Venduto il tredici paesi, Arance rosse è il suo primo romanzo.

 

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