Arrigoni e l’omicidio…




Arrigoni e l’omicidio nel bosco

Recensione di Costantino Giordano


Autore: Dario Crapanzano

Editore: SEM

Genere: Thriller/Giallo

Pagine: 199

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

Sinossi. È la prima inchiesta che il commissario capo Arrigoni del Porta Venezia conduce lontano dalla sua amata Milano. Siamo nel 1953, e gli alti comandi di polizia e carabinieri decidono di costituire un’unità speciale che dovrà indagare sugli omicidi che vengono commessi in piccoli paesi della Lombardia. A capo dell’unità viene nominato proprio Arrigoni che, pur non essendo troppo entusiasta della proposta, per senso di responsabilità accetta l’incarico. Dopo una settimana, ha già un caso da risolvere. Parte insieme al il giovane e fidato agente Di Pasquale, un esuberante e brillante partenopeo, nonché impenitente donnaiolo. I due raggiungono Arbizzone Varesino, un paese di montagna affacciato sul lago Maggiore, dove il contrabbando con la vicina Svizzera è la principale fonte di guadagno: un posto tranquillo, all’apparenza, ma che nasconde più di un segreto. Qui, in un bosco, è stato rinvenuto il cadavere di un uomo, ucciso con un colpo alla tempia, sferrato probabilmente con una pietra trovata nel vicino torrente. L’uomo, ricco e sposato con una ragazza molto più giovane, era ufficialmente un imprenditore edile, ma, come si scoprirà nel corso dell’indagine, anche uno strozzino…

 

 

Recensione

I classici gialli che non tramontano mai, come quelli con protagonista il detective Poirot o il commissario Maigret!

A questa categoria appartiene l’ultimo romanzo di Dario Crapanzano che, con il suo personaggio, il commissario Arrigoni, ha saputo donare nuova linfa vitale a un tipo di giallo che stava rischiando di scomparire un po’ dalla scena letteraria moderna.

Il piacere di leggere un libro sapendo che ci si può rilassare senza dover per forza convivere con l’ansia e la tensione dei classici thriller.

La narrazione è semplice, diretta e i personaggi sono persone normalissime che potremmo incontrare ogni giorno; nessun supereroe, nessun commissario sopra le righe, nessun cuore temerario, semplicemente un commissario di polizia e il suo brigadiere che sanno svolgere in modo impeccabile e infallibile indagini complicate, seguendo la logica, l’intuizione e l’intelletto.

I due personaggi si trovano in una situazione atipica, dalla città devono spostarsi in un piccolo paese per indagare su un omicidio e nel corso delle indagini si renderanno conto di come sianodiversi la realtà e il modo di pensare dei piccoli paesi. Si troveranno a dover convivere con le cosiddette “voci di paese” e a dover abbattere il muro di omertà e di diffidenza che le persone hanno non solo nei confronti delle forze dell’ordine ma anche nei confronti degli “stranieri”, ovvero, i “non paesani”.

Il ritmo narrativo non è frenetico, anzi, sono volutamente inserite sequenze statiche che permettono, all’investigatore e al lettore, di poter fare una pausa per riflettere sugli indizi sviluppatisi nel corso dell’indagine. È proprio questa la peculiarità del romanzo:l’assenza di un ritmo narrativo frenetico del quale, durante la lettura, non si sente la mancanza.

Il commissario Arrigoni non è il tipico personaggio che ha esigenza di dover risolvere immediatamente un caso, fa in modo di non farlo diventare la sua ossessione, sa che la risposta è lì a portata di mano e che la fretta el’ansia di risolvere presto l’enigma possono portare all’errore di incolpare un innocente.

Al lettore viene data la possibilità di immergersi completamente nell’atmosfera del romanzo, sembra quasi di percorrerli, quei sentieri di montagna dei paesi lombardi, di sentire l’odore e l’umidità della rugiada che si posa sulle foglie di prima mattina, di respirare quell’aria pura di montagna che far star bene. Il romanzo è un piacevolissimo viaggio nelle terre del nord Italia e nel mistero che, come ogni buon giallo, è il filo conduttore di tutto.

Alla fine, grazie al modo di fare del commissario, ogni tassello troverà la giusta collocazione e anche il muro di omertà alzato dalle persone del paese di Arbizzone Varesino cadrà e il commissario Arrigoni scoprirà che il detto “Vox populi, Vox Dei”, dopotutto, non è così sbagliato.

 

 

 

Dario Crapanzano (Scheda Autore)


Dario Crapanzano: Nato a Milano, dove si è diplomato all’Accademia di Arte Drammatica di Esperia Sperani e laureato in Giurisprudenza, Dario Crapanzano ha lavorato a lungo nel settore pubblicitario. Nel 1970 pubblica la guida sentimentale al capoluogo lombardo A Milano con la ragazza… e no e nel 2005 pubblica il romanzo ironico-epistolare Ciao ipocondriaco; ma è nel 2011 che raggiunge la notorietà creando il personaggio del commissario Mario Arrigoni con Il giallo di via Tadino, cui sono seguiti: La bella del Chiaravalle, Il delitto di via Brera, Arrigoni e il caso di piazzale Loreto, Arrigoni e l’omicidio di via Vitruvio, Arrigoni e l’assassinio del prete bello, Il mistero della giovane infermiera, tutti editi da Mondadori. Nel 2018 esce La squillo e il delitto di Lambrate per SEM.