Baby Blues






(Recensione di Bagnati Ilaria)


 

Autore: Elisa Albert

Editore: Marsilio

Traduttore: Gioia Guerzoni

Pagine: 208

Genere: narrativa

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

Ari è la madre di Walker, un bambino di un anno nato da un cesareo dal quale la madre non si è mai ripresa.

Il cesareo non era previsto e Ari l’ha vissuto come una violenza, si è sentita sventrata senza un motivo valido e sia fisicamente che psicologicamente è stata ed è ancora dura.

Ari è sposata con Paul, docente universitario che lei adora ma che è piuttosto assente.

Così la neo mamma si rifugia in dialoghi immaginari con la madre defunta e in ricordi lontani e vicini nel tempo sulla sua famiglia d’origine, sulle sue amicizie, sulle sue credenze e sul suo ruolo di madre.

Quando Ari incontra Mina, ex cantante punk che ha sempre venerato, si sente meno sola e più utile dato che anche la cantante aspetta un bambino senza un uomo che la sostenga.

 

Baby blues è un monologo interiore della neomamma Ari che racconta le origini della sua famiglia, di quando lei era giovane, delle sue amicizie, del difficile momento del parto e della sua vita presente.

La Albert affronta temi importanti come quello del femminismo e della depressione post-parto; parla di come una madre si può sentire sola e inutile dopo un parto.

L’autrice per parlare di ciò utilizza un linguaggio spesso scurrile e pieno di parolacce ma che risulta efficace nel rendere reale il racconto.

Ho trovato il libro duro e maledettamente reale anche se a volte ho faticato a tenere il filo del discorso perché gli argomenti e i vari personaggi si susseguivano velocemente senza uno stacco tra loro.

 

Elisa Albert (1978) è cresciuta a Los Angeles e oggi vive, con la sua famiglia, nello stato di New York. Collabora con le pagine letterarie di prestigiose testate tra cui «The New York Times», «The Guardian», «Salon», «Time», «Commentary». Baby Blues è il suo terzo romanzo ed è stato considerato uno dei migliori dell’anno da «The Oprah Magazine», «People», «Publishers Lunch» ed «Electric Literature».