Berlino 1944



berlino 1944 harald gilbers

Recensione di Giuliana Pollastro


Autore: Harald Gilbers

Editore: Emons

Collana: Gialli tedeschi

Traduzione: Giovanni Giri

Pagine: 392

Genere: Giallo

Anno di Pubblicazione: 2016

Non il classico thriller noir.

Berlino 1944, è un noir che si fa amare pian piano. Diversamente da molti altri, questo thriller non è solamente incentrato su un caso da risolvere, ma racconta anche quello che accade nel periodo storico in cui è ambientato, il 1944, in una Berlino dilaniata e distrutta non solo dalle bombe degli alleati che piovono quotidianamente dal cielo, ma anche dal clima di stanchezza, paura e rassegnazione che si sta diffondendo ormai in città.

Berlino capitale, primavera del 1944: viene ritrovato il cadavere di una giovane ragazza tedesca sfigurato ed orrendamente mutilato. La posizione e il luogo in cui è stata trovata la vittima e il modus operandi dell’assassino, sembrano suggerire che egli abbia voluto lanciare un messaggio forte e chiaro; tale ipotesi viene confermata al primo omicidio ne seguono altri. Comincia cosi una corsa contro il tempo alla ricerca dell’assassino. A condurre l’indagine è l’ufficiale nazista Vogel, abituato a confrontarsi con scenari di guerra, e operazioni al fronte, che si sente quasi fuori luogo a condurre indagini di questo genere.  Per risolvere questo complicato enigma decide allora di richiamare l’ex commissario ebreo Oppenheimer, che prima della guerra aveva prestato servizio nella polizia tedesca, cimentandosi e risolvendo casi complessi come questo.  Oppenheimer sa che la sua sopravvivenza è appesa ad un filo, ma nonostante ciò si sentirà pieno di vita, e,aiutato da Hilde, l’amica fidata di sempre, cercherà di risolvere il caso, scoprendo allo stesso tempo una scomoda verità.

Anche se la collaborazione tra le SS e un ebreo a molti potrebbe apparire come un’enorme forzatura, in realtà è un mezzo tramite il quale riusciamo a vedere le facce di una stessa medaglia. Da un lato vi è l’ufficiale Vogel pienamente immerso nella dottrina nazista, e dall’altro l’ebreo Oppenheimer scampato ai lager e relegato in un ghetto poiché sposato con una donna ariana, che per la sua religione tutta questa dottrina, è costretta a subirla.

È una storia avvincente, ricca di descrizioni della imponente Berlino di allora, minuziosamente e dettagliatamente raccontata, con monumenti e strade che fanno da sfondo a una vita che continua nonostante la guerra. Quello che rende questo libro molto più di un classico thriller, è la sua capacità di “staccarsi” dai soliti schemi, e raccontare ampiamente quel difficilissimo periodo storico, di cui si sa tanto dei vincitori, ma poco dei vinti.

Berlino 1944 è il primo di una trilogia che ci terrà sicuramente con il fiato sospeso fino alla fine.

Harald Gilbert


Harald Gilbers (Monaco di Baviera, 1969) ha studiato letteratura inglese e storia moderna e contemporanea. Prima
di diventare regista teatrale, ha lavorato come giornalista delle pagine culturali e per la televisione. I suoi gialli sono tradotti in francese, polacco, danese e giapponese. Glauser Preis 2014, uno dei più importanti riconoscimenti per i gialli, il romanzo è il primo di una trilogia con l’ex commissario Oppenheimer, e diventerà a breve un film.

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