Bianconero






(Recensione di Maria Sole Bramanti)


Autore: Francesca Petrucci

Editore: MdS Editore

Pagine: 318

Genere: giallo

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

“Ed era stato proprio quel bambino, agitando la bacchetta fatata della fantasia, a trasformare quei cani in compagni di avventure, di giochi forse, dei suoi sogni senz’altro”

Questo è un libro magico, credetemi. E lo è perché non racconta solo una storia. Racconta il modo in cui, attraverso l’amore per gli animali, si cresce, si capisce ciò che siamo o che possiamo diventare.

Partendo da un trafiletto di cronaca, di quelli che agli occhi di molti passano inosservati, Francesca Petrucci costruisce una storia che va al di là del giallo, va al di là del romanzo… arriva al cuore.

Bianconero non è un vero giallo… è uno di quei libri (che poi sono quelli che io apprezzo di più) in cui la sottile trama gialla di sottofondo permette di raccontare vite, e di portare l’attenzione su argomenti tanto importanti quanto troppo spesso sottovalutati.

Siamo in Sicilia, e il maresciallo Pulvirenti (già protagonista di Purosangue uscito nel 2016, sempre per MdS editore) è tornato a casa, dopo una forzata trasferta in Toscana. E si ritrova in casa un bambino, Nino, tutto occhi e capelli, uno di quei bimbi che parlano poco, ma con i loro occhi ti dicono tutto.

Nino non ha molti amici; è un ragazzino solitario, particolare, timido. È un bambino che sta crescendo da solo e che un giorno si imbatte in una ‘ciurma’ di cani. Lui non lo sa (noi sì, purtroppo, lo sappiamo), ma si tratta di cani da combattimento. Un bambino ingenuo e solo incontra un cane ‘feroce’, anch’esso solo e rassegnato a una vita ‘in difesa’. Questo incontro di solitudini e abbandono sarà decisivo per la vita di entrambi.

Attraverso l’evoluzione del rapporto tra Nino e Bianca e gli eventi che il loro incontro scatena, assistiamo a una sorta di piccolo romanzo di formazione, per Nino, per Bianca, e per tutti coloro la cui vita ruota attorno a questo microcosmo.

Bianconero è certamente un romanzo grazie al quale chi ama gli animali verserà pure qualche lacrimuccia, e chi non li ama imparerà ad apprezzarli e a conoscerli meglio, attraverso i loro sguardi sempre attenti alle nostre vite e alle nostre emozioni.

Ma, al di là di questo, sono rimasta particolarmente colpita dalla capacità dell’autrice di descrivere le interazioni tra i personaggi, anche solo attraverso i piccoli gesti (una carezza sui capelli, uno sguardo), dalla sua sensibilità al retrogusto profondo delle espressioni, dalla tenerezza che pervade ogni pagina.

C’è un’indagine, c’è un po’ di ‘rosa’, c’è un rapporto intrigante, non facile ma vero, tra il maresciallo Pulvirenti e la moglie Margherita, che è più Marescialla di lui. Ci sono i ricordi di un amore non vissuto pienamente, ci sono le dinamiche familiari difficili in una Sicilia che ad alcuni non offre molto.

Ci sono tante cose. Troppe, da scrivere in una recensione.

C’è un avvocato ‘pennellato’ in poche righe, e un nonno Tano che mi sembra proprio di vedermelo qua davanti… e c’è quella ruga che si forma sulla testa di un cane, un qualcosa che solo chi ama gli animali può capire e scrivere in un libro. C’è la fantasia dei bambini, capace di creare qualunque cosa, da niente.

Soprattutto, però, c’è il messaggio importante che Francesca vuole trasmettere con i suoi libri: l’originalità di questa autrice sta, infatti, nel mettere al centro dei suoi romanzi non delitti contro l’uomo, ma delitti contro gli animali, che a molti sembreranno roba di poco conto, eppure, ahimè, sono un fenomeno importante, da non sottovalutare mai.

Attraverso questo racconto giallo, fatto di tante persone, di tante storie, Francesca Petrucci riuscirà, secondo me, a sensibilizzare tanti, ad aprire gli occhi a molte persone.

Tra simpatici aneddoti di caserma, che denotano anche un’attenta ricerca, tra cani che ‘russano senza dignità’, tra battibecchi familiari in cui chiunque potrà riconoscersi, sorridiamo, riflettiamo e magari miglioriamo anche un po’.

 

 

Francesca Petrucci su thrillernord

È di Pistoia ma vive a Pisa. Laureata in Lettere antiche, fa l’editor di professione e la scrittrice per passione. Giornalista, appassionata di animali, moglie, mamma (di bambini e animali), ha pubblicato diversi libri per bambini e non solo.