Blackout




Recensione di Leonardo Di Lascia


Autore: Roberto Leonardi

Editore: Leone editore

Genere: Thriller

Pagine: 336

Anno di pubblicazione:2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Ethel e Christopher Goldwyn sono sposati da un paio d’anni. Il marito decide di cambiare vita: lascia il proprio lavoro di teatrante e si trasferisce con la moglie a Joylet, un paesino sui generis della Pennsylvania, mettendosi alle dipendenze di Fred Hutchison come minatore. Nei primi mesi, Ethel entra in confidenza con Coleman Cox, il gestore della tavola calda del paese, e con la famiglia Rivera. Tutto cambia nei primi giorni di gennaio. Un’abbondante nevicata, il crollo del vecchio ponte che collega Joylet al resto dello Stato e che costringerà i minatori a restare lontani dal paese, e l’omicidio di Violet Rivera. L’improvvisa interruzione dell’energia elettrica e una sequela di nuovi omicidi contribuiscono ad aumentare il terrore e, soprattutto, a fomentare gli animi. Gli abitanti rimasti a Joylet si accusano l’uno con l’altro, nessuno escluso. Ognuno di loro potrebbe essere l’assassino. Il primo a essere additato è Joseph Walker, un ex minatore che, dopo aver perso un occhio e il posto di lavoro è rimasto inspiegabilmente a vivere lì, ma il ritrovamento del suo cadavere ribalta la situazione, obbligando gli abitanti di Joylet a scegliere di chi fidarsi.

 

Recensione

Blackout! Un titolo più azzeccato non ci poteva essere. Blackout è la sensazione che si ha quando si chiude l’ultima pagina del libro. Roberto Leonardi con questo testo dimostra una grande crescita ed una grande maturità artistica. Non si culla sulle cose scritte fino ad ora, ma sperimenta nuove dimensioni della scrittura, si lascia contaminare dalle letture.

Una storia con atmosfere gotiche e con un richiamo ad Agatha Christie.

Brutto tempo, crolla un ponte, muore una donna, un paese di 100 abitanti o poco più. Il colpevole è tra i cittadini.

Ethel ha fatto la sua vita, e la sua vita è raccontata in alcuni quaderni che nasconde gelosamente. Un giorno il nipotino trova questi quaderni e chiede alla nonna di leggerglieli e di raccontargli la sua storia. Inizia il flashback, veniamo catapultati a Joylet, un paesino immaginario della Pennsylvania.

La prima metà del libro, è molto romanzata, Leonardi prepara l’humus per darci dentro dalla seconda metà in poi. La prima metà è molto psicologica, vive molto delle fobie di Ethel e del suo modo di affrontarle. Della conoscenza dei personaggi e del loro modo ambiguo di vivere la vità.

La seconda metà dopo la morte della giovane madre Violet Rivera,  prende il volo con un ritmo thrilling dove il lettore non riesce a lasciare il libro neanche per andare a mangiare.

E alla fine? Ci frega! Ci frega  tutti!
Quando pensiamo di aver capito chi è l’assassino…il finale stravolge le nostre convinzioni.

Leonardi ci regala un testo fresco, alla Tim Burton, in alcuni punti mi è sembrato di vivere dentro il film Big Fish. Un testo dove il lettore riesce a conoscere un altra faccia dell’autore, non solo quella thriller, ma anche questa gialla-gotica. Un autore sorprendente come i suoi colpi di scena!

 

 

 

 

Roberto Leonardi


è nato a San Benedetto Del Tronto il 15 giugno 1983. Laureato in Ingegneria Biomedica, ha poi frequentato un master per ottenere la qualifica di Auditor di prima parte. L’uomo senza volto è il suo romanzo d’esordio. 

 

 

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