L'orecchio di Malco

(recensione di Giorgia Usai)




Autore: Pieter Aspe

Traduttore: C. Garofalo

Editore: Fazi

Collana: Darkside

Anno edizione: 2017

Pagine: 350 p.




Protagonista de L’orecchio di Malco è una setta di irredentisti cattolici. Ben introdotti negli ambienti della finanza e della politica, hanno un piano ambizioso: eliminare con ogni mezzo, compresi omicidi e attentati, la corruzione nel mondo e instaurare una teocrazia. Ai loro occhi il piacere è peccaminoso e la ricchezza eticamente ingiustificabile. Comincia così un’escalation di terrore e violenza che si propaga da Bruges in tutto il paese con ampia eco mediatica: sacrifici di vittime innocenti ed episodi agghiaccianti, come gli attentati nelle discoteche di Bruges. La situazione sembra senza via d’uscita quando la stessa Hannelore viene rapita dai membri della setta. L’equilibrio e le capacità dell’ispettore Van In, di Hannelore e dell’amico e braccio destro Versavel verranno messi davvero a dura prova.


Il libro di Pieter Aspe, sin dalla sua uscita in lingua originale nel 2015, ha fatto discutere, dato che tratta un tema molto attuale come quello degli attentati terroristici. In questo caso, l’organizzazione degli attacchi avviene ad opera di una setta di cattolici e questo è uno degli aspetti più interessanti. Per tutta la narrazione si avverte una forte critica contro il fanatismo religioso di matrice cattolica: Van In non manca di mostrare la sua perplessità nei confronti del comportamento della setta le cui azioni varcano spesso la soglia dell’immoralità.
“L'orecchio di Malco” è proprio un gran bel giallo, con un ritmo incalzante, colpi di scena meravigliosamente congegnati e personaggi di spessore.

Ho amato la figura dell’ispettore Van In, uomo dal carattere particolare, ma davvero bravo nel suo lavoro. Odia la tecnologia ma si è dovuto rassegnare al suo utilizzo, non disdegna una bevuta, anche se in servizio, e non smetterebbe mai di guardare “La vita è bella”, film che considera un capolavoro perché è come una favola, rende capaci di credere nell’impossibile.

È un personaggio che infonde sicurezza e infatti, nonostante si verifichino eventi che fanno temere il peggio, il lettore non pensa nemmeno per un minuto che Van In possa non trovare una soluzione. Tale sensazione diventa ancora più forte conoscendo la mitica squadra che aiuta l’ispettore: il colto amico Versavel si rivela essere sempre di fondamentale aiuto, così come Saskia, il genio del computer.

Pieter Aspe non si è risparmiato nemmeno nella caratterizzazione dei “cattivi”, i membri della setta. Lo scrittore spiega come essi siano giunti alla decisione di unirsi al Movimento, e riesce a far entrare il lettore nella loro mente deviata e criminale.
Quella di “L'orecchio di Malco” è una storia ben strutturata che si snoda tra oscuri rituali religiosi e reati commessi per pura codardia, e che porta a riflettere sulla corruzione morale che pervade la società odierna.


L'AUTORE - Ex precettore, fotografo, commerciante di vini, venditore di granaglie e cereali, candidato alle elezioni comunali, custode della basilica Heilig-Bloedkapel a Bruges, impiegato in un´impresa tessile e lavoratore stagionale per la polizia marittima, Pieter Aspe (pseudonimo di Pierre Aspeslag) esordisce nel 1995 con il romanzo Il quadrato della vendetta. Da quel momento diventa un prolifico scrittore a tempo pieno. Nel 2006 ha un attacco cardiaco e gli vengono impiantati tre bypass. Nel 2001 vince il premio Hercule Poirot come miglior scrittore fiammingo di gialli per il libro Zoenoffer. L´anno seguente si aggiudica l´Humo's Gouden Bladwijzer per De Vijde Macht. Mentre nel 2010 il premio Hercule Poirot gli viene consegnato per l´insieme della sua opera che, al momento, consta di trentasette romanzi con protagonista l´ispettore Pieter Van In: «C´è sempre qualcosa di me in Van In. All´inizio ho cominciato con delle piccole cose che mi assomigliavano, adesso mi dicono che Van In mi assomiglia completamente. Quindi ho messo sempre qualcosa di più». Per ora in Italia sono usciti per Fazi Editore i suoi primi sei romanzi, scritti tra il 1995 e il 2000. Nato a Bruges nel 1953, oggi vive a Blankenberge nei pressi del porto.


Di Pieter Aspe:

IL LIBRO - Il magnate dell’alta finanza belga Patrick Claes viene ritrovato ferito alla testa dal calcio di una pistola d’epoca nel suo lussuoso cottage a Bruges dalla giovane e avvenente moglie Judith. La sua preziosissima collezione di armi da fuoco antiche è stata rubata. Nella refurtiva c’è anche una rarissima pistola da duello Dreyse che cela segreti scottanti e sembra creare una scia di sangue

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