Blood Session per…




(Recensione di Marianna Di Felice)


 

Autore: Tosca Brizio

Editore: Golem Edizioni

Pagine: 32

Genere: Giallo

Anno di Pubblicazione: 2017
 
 

Sinossi:

Pietro Jackson non è né un profeta, né un veggente, è un artista, è un pittore. Quando si trova suo malgrado nel mezzo di vicende tragiche ha delle premonizioni e sta male. In questo breve racconto, mentre si reca a Parigi, ha una di queste premonizioni. Tra una visita a un museo e una Jam Session, Pietro “sentirà” un efferato assassino.
Recensione:

È difficile recensire un libro che per la sua tipologia letteraria di racconto è breve. Non si fa in tempo ad entrare nell’atmosfera parigina d’altri tempi, che purtroppo si deve andar via.

Ad accompagnare il lettore a Parigi sono Pietro Jackson, un musicista e pittore, e Matteo Turrito, un suo amico fin dai tempi della scuola. Il primo approfitta per fare una riunione tra musicisti esibendosi in una performance musicale che da un po’ doveva fare e l’altro va a Parigi per lavoro, è un giornalista. Nel frattempo nella Ville Lumiere è stato ucciso un artista.

I due amici sono ancora sul treno che deve arrivare a Parigi e dopo un incontro, Pietro si sente male. Lui avverte quando le persone sono collegate ad un delitto. Pietro ha qualcosa di speciale che lo rende sensibile ai fatti violenti quando viene a contatto con persone che ne sono coinvolti!

All’interno, nel cabaret dove doveva esibirsi Pietro e dove si esibiva la vittima, si respira l’aria degli artisti, un po’ strani, anticonformisti, poveri e con una vita disordinata che nella maggior parte dei casi attira comportamenti dissoluti.

Uno stile di vita bohémien tipico degli artisti francesi!

Se però si conduce questo stile di vita si deve sempre stare attenti a chi si incontra perché non sempre si può riuscire a venirne fuori incolumi!

Il racconto è scorrevole e gradevole e introduce al pubblico la figura particolare di Pietro Jackson che si ritroverà nel racconto noir Chiaroscuro.

 

 

 

Tosca Brizio


É un nom de plume che riunisce due autori.

Patrizia Valpiani, nata a Pietrasanta in Versilia.Vive a Torino dove esercita la professione di medico chirurgo ortodontista, dopo essere stata medico di famiglia. È saggista, poetessa, narratrice. Risalgono al 1994 i suoi primi riconoscimenti, è vincitrice con una poesia del premio Cesare Pavese e con un racconto del premio Bergamo. Ha pubblicato tre raccolte di racconti, cinque di poesia, un romanzo e una guida poetica di Torino. Attualmente è Presidente della Associazione Medici Scrittori Italiani.

Gianfranco Brini, bergamasco di nascita, vive in provincia di Lecco. Medico di famiglia per trent’anni e medico legale, è saggista, narratore, iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Con il romanzo Saluti e baci da Santo Domingo ha vinto il premio Cesare Pavese nel 2013. Autore di tre romanzi e tre raccolte di racconti, è stato Presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo. Ha conseguito la laurea in lettere nel 2015 presso l’Università di Bergamo. Attualmente rappresenta l’Italia nella Unione Mondiale dei Medici Scrittori. Una coppia nella vita che diventa coppia anche nella scrittura.

A cura di Marianna Di Felice

http://marisullealidellafantasia.blogspot.it/



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