​Il borghese Pellegrino




Ritorna Pellegrino Artusi, padre della gastronomia italiana, in un giallo dal meccanismo perfetto tra atmosfere gotiche e buona cucina.

 

  Recensione di Giuliana Pollastro


Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

Collana: La memoria

Pagine 220

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

 

Sinossi. A cinque anni di distanza dal suo primo, fortuito, caso criminale (raccontato nel precedente Odore di chiuso), Pellegrino Artusi è ospite di un antico castello che un agrario capitalista ha acquisito con tutta la servitù, trasformando il podere in una azienda agricola d’avanguardia. È stato invitato perché è un florido mercante, nonché famoso autore della Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, il libro con cui codificava la cucina italiana e contribuiva anche, con i sapidi aneddoti uniti alle ricette, a diffondere nei tinelli delle case la lingua nazionale. Oltre al proprietario, Secondo Gazzolo, con la moglie, completano il gruppo altri illustri signori. Il professor Mantegazza, amico di Artusi, fisiologo di fama internazionale; il banchiere Viterbo, tanto ricco quanto ingenuo divoratore di vivande; il dottor D’Ancona, delegato del Consiglio di Amministrazione del Debito Pubblico della Turchia; Reza Kemal Aliyan, giovane turco, funzionario dello stesso consiglio; il ragionier Bonci, assicuratore con le mani in pasta; sua figlia Delia che cerca marito ma ancor più avventure. Riunisce tutti non solo il fine conviviale, ma anche un affare in fieri. Sono infatti gli anni d’inizio secolo in cui la finanza europea si andava impadronendo del commercio internazionale del decadente Impero Ottomano. Accade che, tra un pranzo, un felpato attrito di opinioni e interessi, un colloquio discreto, viene trovato morto un ospite; è chiuso a chiave in camera da letto ma il professor Mantegazza è sicuro: è stato soffocato da mani umane. Circostanze che non collimano, passaggi segreti, colombi viaggiatori, tresche clandestine, fanno entrare ed uscire dalla scena, o agire coralmente, i personaggi, con la vivacità di un teatro brillante. E si adatta al luogo una sfumatura di gotico, in ironico contrasto con l’atteggiamento scientista all’epoca di gran voga. Marco Malvaldi, l’autore, si sente a proprio agio nell’ambiente fiduciosamente positivistico dell’epoca, rappresentato con allusiva esattezza (nell’epilogo del romanzo si spiega come tutto il contorno è storicamente vero). D’accordo con il suo eroe Pellegrino Artusi considera la buona cucina una branca della chimica, una scienza complessa, rigorosa e stuzzicante quanto la sublime arte dell’investigazione.

 

Recensione

Questa nostra società funzionerebbe assai meglio se ognuno si sforzasse di fare al meglio ciò che sa fare, tentasse di imparare ciò che non sa fare, e avesse sempre ben presente ove si trova ilconfine tra queste due cose

Un vero capolavoro di giallo culinario.

Questo meraviglioso thriller di Malvaldi non si può ridurre ad essere semplicemente definito un giallo, è molto, molto di più, è un romanzo storico, un libro di cucina, un libro di cultura.

Cultura, perché sono tutti, o quasi, personaggi al loro tempo reali.

Reali, sono i fatti storici narrati, dalla crisi dell’impero ottomano, alla fiducia nel progresso nel periodo della belle epoque; sono tutti sentimenti provati dagli uomini di quel tempo.

Viene spontaneo effettuare una serie di analogie storiche con il nostro tempo.

Il giallo si svolge in un arco temporale breve, un weekend, in uno spazio limitato, il castello di Secondo Gazzolo. È divertente, scorrevole, molto piacevoli sono le interferenze dell’autore con le quali si rivolge direttamente al lettore.

Malvaldi anche in questo giallo riporta l’ironia, le sue battute sottili, sagaci, che tanto già amiamo nella serie BarLume.

Abbiamo detto essere molto più che un giallo, infatti è anche un omaggio al protagonista, Pellegrino Artusi, di cui proprio quest’anno ricorre il bicentenario della nascita, più volte infatti, lo stesso, all’interno del libro, non dichiara la sua età, ma il suo anno di nascita, 1820, sarà un caso?

 

 

 

Marco Malvaldi


laureato in chimica presso l’Università di Pisa, ha provato a fare il cantante lirico, ma ha abbandonato dopo poco per tornare alla professione di chimico. Esordisce nella narrativa nel 2007 con la serie dei vecchietti del BarLume, pubblicata da Sellerio: La briscola in cinque (2007), Il gioco delle tre carte (2008), Il re dei giochi (2010), La carta più alta (2012), Il telefono senza fili (2014); La battaglia navale (2016), A bocce ferme (2018). Da questa serie a partire dal 2013 è stata tratta una serie televisiva dal titolo I delitti del BarLume. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (Sellerio, 2011, Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), giallo a sfondo storico

 

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