Cascina smorta






(Recensione di Marianna Di Felice)


Autore: Antonio Zamberletti
Editore: Runa Editrice
Pagine: 326
Genere: Giallo
Anno di Pubblicazione: 2015

 

 

Un gruppo di amici gravita attorno a Cascina Smorta, un casolare abbandonato ai margini della brughiera, dove passano buona parte del tempo libero. La loro è una classica amicizia tra adolescenti, fatta di grandi progetti, illusioni, delusioni e vicende quotidiane destinate a tornare in maniera prepotente.

La svolta della loro vita avviene in una sera d’estate quando si addentrano nella brughiera, luogo che invece avrebbero dovuto evitare.

Trascorsi molti anni, Andrea Modica torna nella sua città a comandare la Squadra Mobile. Il suo ritorno sembra fare da catalizzatore a vecchi fatti rimasti in sospeso dal 1977 e che lui ora deve ricomporre, come i tasselli di un complesso puzzle, con un paziente lavoro di indagine, quando alcuni corpi vengono trovati nei boschi circostanti Cascina Smorta.

In un susseguirsi di flash-back, Modica, dovrà fare i conti con il suo passato per scoprire la vera identità del serial killer a cui sta dando la caccia.

 


 

Una storia che risucchia il lettore in un’atmosfera che, a tratti, assume sfumature noir o gotiche perché ambientata in luoghi oscuri, in una brughiera che fa immaginare atti nefasti e misteriosi coperti alla vista dei più, dove sorge una cascina, luogo di ritrovo di giovani ragazzi, tra i quali Andrea Modica e i suoi compagni di classe nonché amici, che ha visto passare uomini poco raccomandabili, ha visto realizzarsi storie furtive e arrivare corpi senza vita trascinati e buttati nella terra durante le notti rischiarate dalla luna o coperte dalla nebbia.
Scene descritte in modo vivo, tanto da vederle più che immaginarle mentre le si legge.
Un seriale impunito perché coperto da qualcuno che era considerato ribelle, ma onesto.

Non si conoscono mai le persone fino in fondo…o forse si?

Dubbi, sospetti e ricordi che il capo della mobile, Andrea Modica, usa per riuscire a districarsi tra boschi e prati dai quali tornano alla luce cadaveri.

Modica dovrà ricostruire le vite di persone che ha conosciuto in passato, ora che è tornato nel suo paese. Dovrà stanare dei rapinatori e scagionare un caro amico, “un fratello di sangue”, da facili accuse o semplici sospetti derivanti dalle sue origini.
Un’indagine ben sviluppata e ben scritta che cattura il lettore, d’altronde l’autore sa cosa scrive per via del suo primo lavoro. Una storia coinvolgente raccontata nei minimi particolari tra presente e passato.

Le descrizioni sembrano reali e trascinano il lettore nello stesso luogo dove si trovano Modica e i suoi colleghi. Pare quasi di sentire la nebbiolina invernale della brughiera sulle proprie spalle!
Una lettura che ho concluso con dispiacere perché avrei voluto che non finisse mai.

 

 

L’AUTORE

Antonio Zamberletti, nato a Varese nel 1963, dopo aver prestato servizio per alcuni anni in un reparto operativo della Polizia di Stato, si è occupato di consulenze nel settore della security aziendale e personale.

Da circa quattro anni collabora in pianta stabile con la Sergio Bonelli Editore come soggettista e sceneggiatore sulle testate di Zagor, Dampyr e Nathan Never.
Per la Todaro Editore ha pubblicato i romanzi I morti non pagano, I duri non piangono – selezionati tra i dieci semifinalisti al Premio Scerbanenco – e Silenziosi nella notte, oltre al racconto Buono da morire, ristampato da Segretissimo.
Il giallo Codice Tunguska (2015) è stato pubblicato da Mondadori nella collana Segretissimo.
Cascina Smorta (2015) per Runa Editrice, è il suo ultimo giallo poliziesco.

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