Cenere




Recensione di Marianna Di Felice

Autore: Yrsa Sigurðardóttir

Editore: Il Saggiatore

Pagine: 379

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2014

 

 

 

 

 

 

 

22 gennaio 1973, sudovest dell’Islanda, isola di Heimaey.

Un’inaspettata eruzione vulcanica investe un villaggio di pescatori. La popolazione viene evacuata in tempo, ma gran parte delle case finisce sepolta sotto strati di lava e cenere. 9 luglio 2007.
Un progetto archeologico si propone di riportare alla luce alcune delle abitazioni.
Markús – un ragazzo all’epoca della tragedia – insiste per essere il primo a entrare nel seminterrato della casa di famiglia, al punto di convincere l’avvocato Thóra Gudmundsdóttir a stipulare un accordo con la direzione degli scavi.

Il sopralluogo porta a una macabra scoperta: i corpi di tre uomini e una scatola con la testa di un quarto. Markús sostiene di essere all’oscuro di tutto, ma i sospetti si concentrano su di lui, e l’unica persona che potrebbe discolparlo – la passione della sua adolescenza, la donna della quale voleva recuperare il dono d’amore dallo scantinato – muore poco dopo in circostanze misteriose.
Ogni indizio sembra inchiodarlo, eppure Thóra è convinta dell’innocenza di Markús, e il solo modo che ha per scoprire la verità è indagare personalmente.
Nel villaggio remoto e isolato, però, si rende conto che molti racconti risalenti ai giorni dell’eruzione non combaciano, e che un velo di silenzio e omertà sembra circondare le vicende della famiglia di Markús.

Un agente di polizia prossimo al pensionamento, un archeologo che sta riportando alla luce alcune case danneggiate dall’eruzione di un vulcano avvenuta molti anni prima, un avvocato della città di Reykjavik, un sospettato, un’infermiera, tre cadaveri, una testa in una scatola, e un omicidio.
Così si scalda l’inverno islandese di una piccola isola di pescatori.
Una ragnatela che rischia di mandare in corto circuito l’avvocato Thora che ad un certo punto non ha piste da seguire.
Un sordido passato che fatica a venire fuori. Pezzi di puzzle da ricomporre per venire a capo di una storia triste e violenta.
Una storia da dimenticare che dev’essere riportata in superficie per scoprire i veri colpevoli!

L’autrice riesce a nascondere la verità fino alla fine proseguendo la storia con una scrittura decisamente scorrevole e viva.
L’unico inconveniente del libro? I cognomi islandesi, diventati per me “dottir” e basta perché più articolabili.
Storie di vite comuni che si intrecciano fino a far perdere il filo conduttore per poi essere riprese e immesse nell’unica via plausibile da percorrere.
Ma plausibile diviene, forse, alla fine tra lo stupore dell’avvocato che non credeva potesse risolversi in quel modo e anche del lettore davanti al quale si apriranno più piste logiche da seguire.
La cenere che ha ricoperto i segreti dell’isola di Heimaey sta per essere spazzata via.

 

 

 

Yrsa Sigurðardóttir (Scheda Autore)


Yrsa Sigurðardóttir (Reykjavík, 24 agosto 1963) ha iniziato a scrivere nel 1998 ed è considerata una delle migliori autrici contemporanee di thriller. Prima di dedicarsi alla scrittura lavorava come ingegnere civile. Il cacciatore di orfani (Mondadori 2018) ha vinto l’Icelandic Crime Book of the Year Award. Tra gli altri suoi libri editi in Italia: Mi ricordo di te (2012), Cenere (2014), Guardami (2015), tutti editi da Il Saggiatore. Nel 2019 esce per Mondadori Il tempo della vendetta.