…che Dio perdona a tutti




Recensione di Mirella Facchetti


Autore: Pif

Editore: Feltrinelli

Collana: I narratori

Genere: Narrativa

Pagine: 186

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l’agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che condivide con gli amici di sempre. La più importante e irrinunciabile è il cibo: famoso per la sua pignoleria gastronomica, gli amici spesso si fanno il segno della croce quando al ristorante è il suo turno di ordinare. Arturo ricambia la loro tolleranza, immolandosi come portiere per le partite di calcetto. Questa è la sua routine, fino al giorno in cui entra in scena Lei: la figlia del proprietario della pasticceria che fa le iris più buone di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Lei sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci. È proprio così che lui la conquista, sostituendo l’uomo che ha il compito di interpretare Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di avere dimenticato qualsiasi nozione della religione cattolica e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciònonostante, Lei si innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa né, tanto meno, senza che Arturo la confessi… Questo precario equilibrio, fatto di verità non dette e risposte liturgiche mezzo inventate e mezzo bofonchiate, non può durare: quando Lei si accorge della freddezza cattolica del compagno, la loro vita di coppia esplode. Per qualche giorno lui para i colpi, ma poi, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, decide di applicare alla lettera le regole e gli insegnamenti del cristianesimo, di praticare la parola di papa Francesco. Per tre settimane. Quella che mette in pratica è una vera e propria rivoluzione che cambierà la vita di tutti, rivelando a Lei e alle persone che gli stanno intorno, amici e colleghi inclusi, la natura profonda e dimenticata del cristianesimo. Una verità molto scomoda, come Arturo avrà presto modo di scoprire.

 

 

Recensione

Sei sei un appassionato (drogato) di dolci e di pasticcini e ti innamori, ricambiato, della proprietaria di una pasticceria, ecco che si aprono per te le porte del paradiso terrestre. Ma cosa succede se l’innamorata è cattolica praticante e ti mette con le spalle al muro per la tua scarsa fede? (che tu, invece, hai millantato?).

Questo è quanto accade ad Arturo che non vuole assolutamente perdere Lei, la sua amata, e che decide, perciò, di reagire, diventando un perfetto cristiano… forse troppo…

 

Lei mi vuole cattolico praticante. Bene, allora praticherò ogni santo giorno la parola del Signore e seguirò gli insegnamenti dei cinque evangelisti!”. Ed evidenziai le prime tre settimane. Solo dopo mi ricordai che gli evangelisti erano quattro”.

 

Grazie ad Arturo e alla sua “ritrovata” fede, Pif ci fa fare un viaggio nelle contraddizioni tipiche dei nostri tempi: ci ricorda come, spesso, il nostro essere cristiani sia solo di facciata, superficiale; come spesso la fede sia una sorta di fede “della domenica” (tipo i ciclisti…), una cristianità nelle parole e non nei fatti.

Quell’essere cristiani che ci fa indignare se viene tolto il crocifisso dagli uffici pubblici, per poi scordarci della sua presenza e del suo significato, una volta che viene ricollocato al suo posto.

Pif spinge il suo racconto fino a sfiorare la retorica – che, in questi casi, e con questi argomenti, è sempre lì in agguato – ma la sfiora appena, per uscirne, a mio avviso, indenne, con un romanzo che in alcuni tratti (il capitolo delle Via Crucis, ne è un esempio) è esilarante.

Se la prima parte del romanzo è più ironica e divertente, nella seconda parte si avverte un cambio di registro, si spinge maggiormente verso la riflessione, mantenendo, però, sempre, un buon grado di leggerezza. Anche l’happy ending finale (forse un po’ troppo veloce nello svolgimento), diverso da quello che ci si potrebbe aspettare, è comunque gradito, proprio perchè, totalmente inaspettato.

Lettura ideale in questo periodo di festa, per ridere e riflettere un po’.

Libro assolutamente consigliato!

 

 

 

Pif


Pif, all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, inizia la sua carriera lavorando come assistente alla regia di Franco Zeffirelli in “Un tè con Mussolini” (1998) e con Marco Tullio Giordana ne “I cento passi “(2000). Nel 2000 Pif diventa autore televisivo, acquistando poi celebrità con “Le Iene”, dove lavora come autore e inviato dal 2001 al 2010. Nel 2007 per Mtv realizza “Il testimone”, il suo primo programma individuale, tra i più originali e innovativi del panorama televisivo odierno. Nel 2017 è su Rai3 con il suo “Caro Marziano”. Al cinema intervista Ettore Scola nel documentario “Ridendo e scherzando”. Nel 2013 debutta alla regia con il suo primo lungometraggio “La mafia uccide solo d’estate”, per il quale vince due David di Donatello, tra cui quello come miglior regista esordiente e un Efa (European Film Awards) come miglior commedia, dal quale è stata tratta una serie televisiva per Rai Uno. Il suo secondo film è “In guerra per amore” (2016).