Chi ha rubato Annie Thorne?




Recensione di Francesca Mogavero


Autore: C. J. Tudor

Traduzione: Sandro Ristori

Editore: Rizzoli

Pagine: 352

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Arnhill, piccolo villaggio di miniera inglese. Nel 1992 una banda di quindicenni trova l’ingresso ai cunicoli. Scendono in cinque: Hurst, la mente; Fletch, il braccio; Chris, la bussola; Marie, l’affascinante fidanzatina di Hurst; e Joe Thorne. Si imbattono in un ossario di bambini, sepolti laggiù da chissà quanto tempo. Ma non sono soli. Annie, la sorellina di otto anni di Joe, li ha seguiti fin lì. E quando un’altra presenza si manifesta, vomitando milioni di scarafaggi dai teschi, dalle ossa e dai crepacci del terreno, tutto precipita. Nella confusione della fuga, qualcuno sferra un colpo mortale alla testa di Annie. Nonostante gli altri lo abbiano abbandonato chiudendosi la botola alle spalle, Joe riesce a tornare a casa. Due giorni dopo, torna anche Annie. Nessuno sa dove sia stata.Oggi, venticinque anni dopo quel giorno e infrangendo la promessa che aveva fatto a se stesso, Joe ha deciso di rimettere piede a Arnhill. A convincerlo a intraprendere il viaggio è stata un’email anonima: So cos’è successo a tua sorella, gli hanno scritto. Sta succedendo di nuovo.Fresca del successo internazionale avuto con L’uomo di gesso, C. J. Tudor torna con un nuovo thriller in cui l’infanzia è lo sfondo ideale per mettere in scena una storia di paure mai risolte e di incubi ancestrali. Una storia in cui le fantasie più nere si materializzano sul terreno della realtà.

 

 

Recensione

I quindici anni sono l’età delle scoperte e delle rivoluzioni grandi e piccole, delle prime cotte “serie”, quando alle fiabe e ai fotoromanzi mentali si aggiunge la carica degli ormoni, a volte delle prime sbronze – anche se poi le risate sono alimentate più dall’eccitazione del proibito e dalla compagnia che dalle bollicine. A quindici anni capita di dire “no” a docenti e genitori, nessuno ti capisce e si è contro tutto e tutti, puoi fare fughino o scendere a compromessi, di cui forse più tardi ti pentirai, pur di far parte di un gruppo, che talvolta si trasforma in orda, in branco, e calpesta e sbrana ciò che incontra lungo la strada. Si subiscono e si ordiscono scherzi e umiliazioni – là fuori, per i corridoi della scuola, è una giungla e bisogna pur sopravvivere, ti ripeti, anche se sai che è ingiusto e quando puoi ti defili – si scambiano opinioni, segreti scabrosi e un po’ gonfiati, baci e confidenze, si dà un’annusata al territorio dei grandi e non sempre lo si trova affascinante.

Se hai quindici anni dovresti avere il cuore pompato di speranza e spiccare il volo, dovresti avere il mondo e le sue possibilità nelle tue mani… e non metri di terra sulla tua testa e un macigno che ti graverà sulla schiena e lo stomaco nei venticinque anni successivi.

Ne Il Corvo si dice che “l’infanzia finisce quando scopri di dover morire”: Joe Thorne si sente cento anni sulle spalle all’improvviso, quando scopre che esiste qualcosa di peggiore della morte e che ciò che si ripresenta alla nostra porta non merita necessariamente un bentornato.

Una bravata finisce in tragedia con un effetto domino devastante, in una catena di eventi drammatici che sembra non aver fine, ma anzi riannodarsi al punto di partenza: è la storia che si ripete, un nastro su cui è stato registrato male un brutto film, che si inceppa e ricomincia daccapo finché non si interviene con un gesto deciso?

Joe, ex quindicenne ora uomo di quarant’anni, con la vocazione dell’insegnante che pulsa sotto i troppi bourbon e le carte da gioco, torna ad Arnhill, nella sua scuola ma dall’altra parte della cattedra, richiamato da una mail anonima e da un senso di giustizia/colpa mai sopito.

La miniera – la Fossa – è ancora lì con le sue ombre e il suo “freddo strisciante”, con il suo fascino e la sua voce da sirena col volto di pesce abissale, e qualcun altro sembra rispondere al suo richiamo antico e maledetto.

Chi ha rubato Annie Thorne?  È un thriller paranormale e molto di più, la gustosa fusione de La casa, Pet sematary e Stand by me, di film, di libri e di musiche che hanno segnato e incantato generazioni di quindicenni e non solo: la putrescente poesia dello splatter, rituali ancestrali trapiantate negli anni Novanta, la nostalgia della gioventù pura e inconsapevole, l’amicizia bella e pericolosa che si sgretola ma non diventa mai polvere del tutto.

L’autrice C. J. Tudor dà occhi e voce a un antieroe cresciuto troppo in fretta o forse perennemente congelato nell’adolescenza: Joe è un bugiardo e un pavido, un cialtrone e un assuefatto (all’alcol, al gioco, al cinismo), uno “sfigato”, un’adorabile spina nel fianco (“Del resto thorn significa spina”), un eterno ragazzo stropicciato… ma sono personaggi come lui a far palpitare le pagine e i cuori dei lettori, a sorprendere e conquistare, a salvare la situazione, sorridendo spavaldo anche di fronte all’Apocalisse.

A cura di Francesca Mogavero

www.buendiabooks.it

 

 

C. J. Tudor (Scheda Autore)


C. J. Tudor è nata a Salisbury e cresciuta a Nottingham, dove vive con la famiglia. Dopo aver lasciato la scuola a sedici anni, ha cambiato diversi lavori: è stata reporter, doppiatrice, cameriera, autrice per la radio, presentatrice di un programma televisivo in cui intervistava le più grandi celebrità di Hollywood. Ha iniziato a scrivere questo romanzo ispirata da una scatola di gessetti colorati che un amico aveva regalato a sua figlia per il compleanno. Di sera quei disegni sul vialetto di casa avevano assunto un’aria sinistra. In Rizzoli è disponibile il suo nuovo romanzo Chi ha rubato Annie Thorne?