Chiamami col tuo nome






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(Recensione di Caterina Bovoli)


Autore: André Aciman
Editore: Guanda
Collana: Narratori della Fenice
Traduttore: Valeria Bastia
Pagine: 271
Genere: Narrativa
Anno di Pubblicazione: 2017

 

 

 

Vi chiedo un piccolo sforzo di immaginazione.
Vi chiedo di chiudere gli occhi. Solo un istante, solo qualche secondo.
Ho bisogno che voi vi concentriate, che capiate, che proviate certe sensazioni.
Mi serve che voi sentiate il calore del sole estivo sulla pelle, la maglietta che si appiccica per l’umidità, il sollievo di un tuffo in piscina, uno di quelli che fa schizzare molta acqua tutto intorno; mi serve che voi sentiate, lungo la gola, la frescura di un cocktail preparato alla perfezione sorseggiato a bordo piscina con pigra indolenza; ho bisogno che immaginiate una grande casa avvolta nell’ombra, qualche nota di pianoforte, qualche risata che si disperde coraggiosa nei molti corridoi.
Aprite gli occhi.
È stato bello, non è vero?
Per un momento siete stati ricchi, fieramente annoiati, saziati e coccolati, abbastanza sciocchi da non preoccuparvi poi molto del prossimo, abbastanza intelligenti da sfruttare il vostro acume per dotte conversazioni a bordo piscina. Siete stati dei privilegiati.
Come Elio.
Diciassette anni, appartenente a una famiglia ebrea, figlio di un professore universitario che ama la dotta e fine conversazione ma che conosce assai bene il mondo, Elio ha un’intelligenza vivace e un eloquio molto più che appropriato. Parte della sua intelligenza deriva sicuramente dall’ambiente in cui è stato inserito sin dalla nascita, parte è sicuramente frutto della sua curiosità e di una mente sveglia e probabilmente superiore alla media. Non che a lui importi, sia chiaro. Elio vive la vita al meglio delle sue possibilità e cerca di far passare le lunghe estati nella maniera più indolore, osservando da lontano gli ospiti che, di anno in anno, vengono accolti nella grande villa di famiglia per puro spirito d’antico mecenatismo. Ogni anno, per sei settimane, Elio deve lasciare la sua camera a uno di questi ragazzotti che sono lì, gratuitamente, per trovare riposo, quiete e la concentrazione che serve per correggere e rivedere i loro scritti prima che vengano pubblicati.
Tutto fa supporre che Elio trovi tutto ciò lezioso, pretenzioso e anche, sì, molto noioso.
Certo, questo prima dell’arrivo del nuovo ospite, Oliver, un ventiquattrenne americano dalla bellezza entusiasmante e dai modi cortesi, che presto fanno breccia in ogni membro della famiglia, servitù compresa.
Impossibile resistere al fascino di Oliver. Colto, intelligente, brillante, simpatico, abile giocatore di tennis, amante della bella vita, della musica, delle arti, della filosofia, della storia. Non c’è argomento che Oliver non conosca e non ami trattare con grazia e senza spocchia.
E quando il caldo si fa troppo intenso, allora l’unico modo è tuffarsi in piscina, andare alla spiaggia, prendere la bicicletta e pedalare, camicia al vento, capelli spettinati e aria totalmente rilassata.
Elio non ha mai conosciuto un uomo così. Elio non ha mai provato quelle sensazione accanto a nessuno. Quando Oliver lo tocca, Elio si scioglie, le ginocchia cedono, il cuore rimbalza impazzito nel petto. Quando Oliver è felice anche Elio lo è. Quando Oliver piace alla gente, Elio si gonfia d’orgoglio.
Tra i due ragazzi, così diversi eppure così simili, nasce, giorno dopo giorno, un gioco sottile di attrazione-repulsione, un abile gioco di forza di sguardi che prima si cercano e poi si allontanano, la pacifica guerra di chi cerca e poi fugge.
Il dolce e imperituro gioco dell’amore giocato da due uomini in un’estate rovente e deliziosa che, scemando verso l’autunno, accompagnerà il giovane Elio verso la scoperta sì di un amore indimenticabile, ma anche della propria essenza, della propria maturità e della propria crescita personale.
Chiamami col tuo nome, frase (meravigliosa) che pronuncia Oliver in uno dei loro incontri amorosi, dà il titolo a un romanzo decisamente molto potente.
Il romanzo di Aciman sfrutta un’abilità narrativa indiscutibile per creare atmosfere molto vivide e realistiche, per nulla artificiose, per nulla costruite.
L’Italia che descrive l’autore è un’Italia che è davvero esistita; ricca, mecenate, vagamente assopita, festaiola e lussuriosa. C’è un paese immaginario (che viene chiamato solo B.) nel quale convivono librerie e belle ragazze, ville lussuose e spiagge desolate, bambine in punto di morte e piscine dall’acqua limpida. Un paese che esiste e non esiste, che sembra sospeso nel tempo e fuori da esso eppure perfettamente inserito in un suo contesto culturale e sociale.
Chiamami col tuo nome è una buonissima prova d’autore, un inno all’amore in ogni sua forma, una strizzata d’occhio ai benpensanti e un modo – talvolta forse un po’ sopra alle righe – per riflettere sui molti volti dell’amore, sul rispetto e sulla fiducia che debbono essere alla base di ogni rapporto tra esseri umani.

 

 

André Aciman, insegna letteratura comparata alla City University di New York e vive con la famiglia a Manhattan. Guanda ha pubblicato i romanzi Chiamami col tuo nome (2008), Notti bianche (2011) e Harvard Square (2014), il memoir Ultima notte ad Alessandria (2009) e la raccolta di saggi Città d’ombra (2013).
 

Se siete lettori appassionati, visitate:
https://lakatedeilibri.wordpress.com/

 

 

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