Clone




Recensione di Laura Salvadori


 Autore: Paolo Negro

Editore: Imprimautr

Genere: thriller

Pagine: 252

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

Sinossi. Due omicidi efferati a poche ore l’uno dall’altro, a qualche centinaio di metri l’uno dall’altro. Il primo nella tromba dell’ascensore che porta al caveau, all’interno del Palazzo Reale di Torino, dove è conservato il famoso autoritratto di Leonardo da Vinci. Il secondo nella torre campanaria della cattedrale, dove è custodita la reliquia della santa Sindone. In entrambi i casi i sistemi di allarme sono stati disattivati da professionisti, ma né l’autoritratto né la Sindone sono stati rubati. Toccherà all’ispettore Barberi scoprire il movente di quelle due morti, legate tra loro da una trama che affonda le sue radici nelle torture della Santa Inquisizione, in un’antica battaglia che mescola fede e potere. Tra colpi di scena e doppiogiochisti, in un’indagine continua nei segreti secolari della cappella del Guarini e nelle congiure sotterranee dei corridoi pontifici, lentamente appare un piano agghiacciante: da un campione di tessuto prelevato dalla Sindone, prima è stato isolato il gruppo sanguigno, poi la catena completa del dna. Siamo davvero in presenza del clone di Cristo? La battaglia per stabilire se il nuovo Dio è arrivato è ormai allo scontro finale.

 

Recensione

Questo romanzo, che mi ha piacevolmente intrattenuta e tenuta con il fiato sospeso, è un articolato intreccio tra thriller e fantasy, con un ritmo narrativo e colpi di scena che mi hanno ricordato i romanzi di Dan Brown, per i continui rimandi ai misteri della storia e ai segreti che da sempre coinvolgono il sacro e il credo religioso.

Leggendo, il lettore si rende conto di quanti aspetti della storia ci sono stati celati e al tempo stesso di quante leggende da sempre nascondono alcune verità scomode e sconosciute ai più. In particolare, la vicenda gira intorno alla storia della più importante reliquia del Cristianesimo sulla quale, nel corso della lettura, apprendiamo molte cose che, peraltro, personalmente non conoscevo, e che ho assorbito con morbosa curiosità.

Infatti, una delle leve di questo romanzo è la curiosità che instilla nel lettore, propinandogli l’approfondimento di diversi aspetti storici sconosciuti ai più, ma innegabilmente interessanti. Altra leva è il mistero che avvolge tutta la trama: i continui rimandi all’oscura storia dell’Inquisizione, a inquietanti confraternite segrete, al ruolo che la Chiesa potrebbe aver avuto nella gestione delle credenze popolari, trasformatesi nel corso dei secoli in verità assolute, difficili da scardinare.

Nei primi capitoli del romanzo si assiste a un duello tra la Fede – rappresentata da Monsignor Perotto, una figura inquietante e misteriosa, profondo conoscitore delle tecniche di tortura utilizzate dagli Inquisitori nel Medioevo, e della storia, spesso controversa, della Chiesa e del Clero – e la Ragione, ottimamente interpretata dall’ispettore Barberi, acuto osservatore e uomo di grande intuito. Il contrapporsi delle due figure costituisce il cuore del romanzo; la battaglia è abilmente condotta dall’autore e mi sono sentita attratta quando dall’una, quando dall’altra versione, in modo alterno. Solo alla fine si svela il perché di quelle morti. Il finale è aperto.

L’autore lascia uno spiraglio al lettore, che può interpretare a suo piacimento. Vi si legge un delicato anelito verso la speranza, ma anche un pesante interrogativo che, seppur fantastico e irreale, apre le porte a possibilità davvero impensate e impensabili, ma anche incredibilmente attraenti e consolatorie.

Nel romanzo c’è, infine ma non ultimo, un profondo studio sulla religiosità, sulla storia, sull’arte. Pochi di noi potranno dire di conoscere anche solo una parte di ciò che l’autore ci propone. Il tutto è davvero abilmente assemblato e confezionato, per regalarci brividi e aprire la nostra mente a possibilità senz’altro fantascientifiche ma anche meravigliosamente attraenti. Quindi, un plauso all’autore, che ha tessuto una trama originale e ben congegnata.

Non è affatto banale costruire un romanzo su basi storiche senza sbagliare, dicendo molto ma non troppo, sciorinando con malcelata sicurezza aspetti e vicende su cui è stato detto tanto e in modo talvolta confuso. Il paragone con Dan Brown non a caso è coraggioso e infido. Solo se si è bravi, acculturati e dotati di acume e fantasia, si può osare tanto!

Ma spesso la sorte aiuta gli audaci! Quindi complimenti a Paolo Negro! E voi lettori, correte a leggere questo romanzo!

 

 

 

Paolo Negro (Scheda Autore)


Paolo Negro (Torino, 15 settembre 1963) è un giornalista e scrittore italiano. Giornalista professionista dal 1990 si è occupato di inchieste, politica e approfondimenti. In ambito letterario, ha scritto romanzi storici e saggi d’inchiesta. Per la casa editrice “imprimatur” ha pubblicato, nel 2017, il romanzo “il nemico che gioca con i nomi”.