Cocci di vetro




Brevi racconti a caccia di frammenti di luce


Recensione di Barbara Aversa Pacifico


Autore: Valeria Franco

Editore: Bookabook

Genere: Raccolta di storie brevi

Pagine: 114

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Una raccolta di differenti storie, di riflessioni sparpagliate, di frammenti, di pezzi disseminati su di un foglio in attesa di uno sguardo, una lettura, un frammento di luce. Qual è il legame che unisce questi racconti? Qual è il filo logico che unisce dei cocci gettati sul pavimento? Questi racconti sono legati dall’inchiostro e dalla carta, come un cuore e un polmone sono legati dal sangue e dalla carne. Componenti dello spesso corpo. Il loro respiro comune è semplicemente la voglia di raccontare. La voglia di raccontare il cupo animo umano. E il modo in cui esso si manifesta nelle sue emozioni, nelle sue forme e nelle sue avventure, da quelle più logiche a quelle più astratte. È la semplice voglia di raccontare le nostre sfumature tramite una modesta raccolta di storie brevi.

 

Recensione

Perché si parla di cocci di vetro?

Perché è fondamentale raccontare di ciò che è rotto, incrinato. Tutto ciò che è infranto rivela umanità ed ogni pezzo che sopravvive  riflette luce.

I racconti, come spiega la stessa autrice nella prefazione, sono appunto dei frammenti a volte dispersi o taglienti proprio come è l’anima.

Sono venti racconti, brevissimi, che riescono ognuno a proprio modo a toccare. Veloci, immediati ma fortemente simbolici, ricchi di metafore. 

Si passa dal rapporto con il mare che diviene da simbiotico a bipolare e soffocante, al rapporto con se stesse, quello che graffia e che si trasforma in odio puro, in distorsione immaginifica, all’eterna lotta tra ciò che è reale e ciò che è ideale. Ma ci racconta anche di omicidi, di disturbi psicologici e di dipendenze. 

Ogni racconto affronta un tema pregnante e profondo, in maniera leggera ed originale, ed ogni parola resta incollata alla mente, impossibile non interrogarsi sul senso di quelle repentine parole gravide di profondità.

Il mio preferito è sicuramente ‘dramma animale’ che è riuscito a sorprendermi con un finale decisamente inaspettato. La scrittura è curata e coinvolgente, un esordio senza dubbio originale per una giovanissima autrice che all’interno delle pagine nasconde molto bene i suoi anni.

E tra le tematiche più toccanti, la mancanza di umanità, di empatia, la difficoltà a sentire l’altro. E la disperazione.

Ecco, io credo che questo sia un libro che stratta di disperazione nelle sue forme più variegate, a volte più evidenti e quindi brillanti ed altre volte oscure, cupe ed inquietanti, da far marcire l’anima e ridurla solo a dei piccolissimi cocci di vetro opaco, che non trova la sua luce, che non vede il lampo della rinascita.

 

 

INTERVISTA

Hai toccato con i tuoi racconti molte tematiche importanti; ce n’è una in particolare che avresti preferito o gradito approfondire?

Partiamo dal presupposto che sono una perenne insoddisfatta, più rileggo i miei lavori e più mi prudono le mani dal desiderio di ritoccarli. Ci sono molte cose che vorrei ancora dire, temi che vorrei trattare e approfondire, e spero di poterlo fare in un prossimo libro. Ora come ora le tematiche che più mi affascinano, trattate anche in “Cocci di vetro”, sono il lato oscuro di ciascuno di noi e il nero mondo (con la sua solitudine) che sta oltre noi.

Hai scelto di scrivere dei racconti molto brevi. È un’idea che è nata strada facendo? Vorresti dare un seguito a questo libro o cambieresti genere?

Ho iniziato a scrivere quando ero molto giovane, lo facevo per gioco, e mi sono sempre trovata a mio agio nello scrivere racconti molto brevi, così ho continuato. Sono sempre riuscita a esprimere me stessa con la sintesi e con la brevità, ma in futuro vorrei provare a “evolvermi” (se così si può dire). Vorrei provare a uscire della mia comfort zone, mettermi alla prova senza però tradire le mie origini; una possibilità potrebbe essere una raccolta di storie lunghe.

Come è nato l’amore per la scrittura? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Come accennavo anche nella risposta precedente, scrivo da quando ero bambina. Da piccola avevo qualche problema di disgrafia e disortografia, e sono questi i motivi per cui ho iniziato a scrivere. Col tempo la necessità è diventata passione e la passione un progetto per il futuro. Vorrei tanto continuare la strada che ho intrapreso ed entrare nel mondo dell’editoria.

A cura di Barbara Aversa Pacifico

instagram.com/missparklingbooks

 

 


Valeria Franco


Nata a Varese nel 1999 da sempre ama perdersi tra le pagine, sia in quelle che legge sia in quelle che scrive a sua volta. Nel 2017 ha auto-pubblicato il suo primo libro “La landa delle strane idee”, una raccolta di storie brevi. Nel 2018 ha aperto il suo blog “Viaggi di carta” per condividere la sua passione per la lettura. Durante il 2019 ha fatto qualche esperienza come cosceneggiatrice e soggettista con alcuni giovani registi. Adesso si sta dedicando alla pubblicazione della sua ultima raccolta di racconti “Cocci di vetro – Brevi racconti a caccia di frammenti di luce”.