COME DIO COMANDA: commento dell’autrice LAURA VERONI






A cura di Laura Veroni


Titolo: Come Dio comanda

Autore: Niccolò Ammaniti

Editore: Einaudi

Pagine: 547

Anno pubblicazione: 2015

 

 

 

Bellissimo, sconvolgente. Un pugno nel cuore.  

Un libro che non dà tregua e tiene inchiodati fino all’ultima pagina.
Un’emozione forte, riga dopo riga. Violenta l’anima e lascia storditi.

La vicenda si incentra sul rapporto tra un padre e il proprio figlio, ma non solo. E’ una storia di disgraziati, di disperati della vita, di senza grazia di Dio, di poveracci, di gente che cerca di sopravvivere in un mondo che li schiaccia e li divora, una storia di deboli e sconfitti dalla vita.

Ammaniti ricorda un po’ il Verga dei Malavoglia, in questo romanzo, un Verga moderno, che traccia i profili dei vinti. Un romanzo verista, realista, uno spaccato di vita, di un certo tipo di vita.

Inizialmente compaiono solo quattro personaggi: Cristiano Zena e suo padre Rino; Danilo Aprea e Quattro Formaggi, gli amici di famiglia. Poi il romanzo si allarga ad altri protagonisti: Esmeralda e l’amica, Fabiana Ponticelli, l’assistente sociale Beppe Trecca e qualche personaggio minore, di contorno. Ognuno con la propria storia, che a volte si intreccia inaspettatamente con quella degli altri.

Il seme della follia serpeggia tra le pagine, s’insinua nell’immaginario del lettore e lo tiene inchiodato alla lettura.
Quattrocentonovantacinque pagine dal ritmo serrato, con l’ansia di sapere come andrà a finire, perché in questa storia non c’è niente di scontato, ma tutto è una rivelazione fino all’ultima parola.

E’ un libro che senz’altro consiglio.

Grande Ammaniti, bravissimo, dallo stile incisivo, dal narrare sciolto e coinvolgente, dai ritmi serrati, dalle descrizioni vive che le scene sembra di vederle, anzi, di più, di viverle.

 

Rino e Cristiano Zena sono padre e figlio, e sono una famiglia, perché la madre se n’è andata e loro vivono soli. Cristiano potrebbe essere un adolescente come tanti, ma è Rino a non essere un padre come gli altri: disoccupato, emarginato, violento, alcolista, tenuto sotto controllo dall’assistenza sociale che minaccia di revocargli la custodia del figlio. Rino tuttavia ama Cristiano e si dedica a lui: con tenerezza, con affetto vero lo educa alla violenza e al culto della forza. Con i suoi amici Danilo e Quattro Formaggi non costituisce soltanto un trio di balordi, ma un vero e proprio clan, appassionato e affettuoso, che si prende cura del ragazzo. Alle loro vicende si intrecciano quelle della ragazzina di cui Cristiano è segretamente innamorato, Fabiana, e della sua amica Esmeralda.

Niccolò Ammaniti su thrillernord

Niccolò Ammaniti è nato a Roma. Ha pubblicato da Mondadori Nel nome del figlio(1995), Fango (1996), Ti prendo e ti porto via (1999) e Come Dio Comanda (Premio Strega 2007, è stato portato sul grande schermo da Gabriele Salvatores). Presso Einaudi sono usciti un suo racconto nell’antologia Gioventú cannibale (1996), i romanzi Branchie (1997), Io non ho paura (2001, 2011 e 2014), Che la festa cominci (2009, 2011, 2015), Io e te (2010), la raccolta di racconti Il momento è delicato (2012) e la raccolta di storie a fumetti Fa un po’ male (2004), sceneggiata da Daniele Brolli e disegnata da Davide Fabbri. Per Einaudi Stile Libero ha curato l’antologia Figuracce (2014). Nel 2014, Stile Libero ha ripubblicato Ti prendo e ti porto via e Fango e, nel 2015 , Come Dio Comanda. Il suo ultimo romanzo è Anna (Stile Libero 2015). Dai suoi libri sono stati tratti film di successo, di importanti registi.