Come leoni




Come Leoni. Ritorno a Bull Mountain

Recensione di Mirella Facchetti


Autore: Brian Panowich

Traduzione: Alfredo Colitto

Editore: NN Editore

Collana: La Stagione

Genere: Narrativa

Pagine: 267 nella versione a stampa

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

Sinossi.

La pace che regna su Bull Mountain, dopo che lo sceriffo Clayton Burroughs ha ucciso suo fratello Halford, è solo apparente: ora che la montagna e i suoi sentieri sono privi di padroni, molti altri fuorilegge attendono il momento giusto per prendere il controllo dei traffici di marijuana, whiskey e anfetamina, da decenni nelle mani dei Burroughs. Clayton, però, non si è ancora ripreso dalle ferite provocate dallo scontro a fuoco con l’agente federale Simon Holly, e non ha la forza di reagire. Nemmeno l’amata moglie Kate o il piccolo Eben riescono a scuoterlo dalla depressione. La lotta per il possesso di Bull Mountain è appena cominciata, e mette in pericolo la famiglia di Clayton. È Kate a rendersene conto, e a dover combattere con tutta se stessa per salvare la sua casa e la sua terra da un nemico spietato e inarrestabile.

 

Recensione

“Come leoni. Ritorno a Bull Mountain”, è il secondo capitolo della saga “Bull Mountain” che ha per protagonista lo sceriffo Clayton Burroughs. Partendo dagli eventi avvenuti nel precedente romanzo (preciso subito che anche chi, come me, non ha letto il primo libro può facilmente riprendere il filo del discorso, perché gli eventi sono sintetizzati e resi comprensibili anche ai nuovi lettori) Panowich ci consegna un protagonista – lo sceriffo Clayton – stanco, depresso, a un passo dal baratro dell’autodistruzione.

Lo sceriffo si muove in un territorio oggetto di scorribande violente e lotte tra famiglie rivali e, per il bene della sua famiglia, sarà costretto a compiere gesti moralmente difficili da accettare.

Il capitolo iniziale e quello finale sono flashback ben congegnati che danno un valore aggiunto alla storia. Soprattutto il primo flashback – un salto nel passato del protagonista, in cui viene descritto il tentativo di fuga da parte della madre, da un padre e marito violento – è un colpo nello stomaco. La descrizione dei preparativi della donna, l’attuazione del piano e poi… le parole di uno dei figli… è un capitolo che rimane impresso per la potenza (anche “visiva”) che lo contraddistingue.

È un romanzo che “sa” di polvere, tabacco e whiskey, di strade sterrate e fiumi di montagna. è un romanzo che trasporta il lettore in luoghi dove il confine tra il lecito e l’illecito non è mai preciso, ma adattabile in base alle circostanze. è un romanzo in cui la violenza e la vendetta la fanno da padrone e in cui anche i più giovani sono destinati a perdere velocemente la loro innocenza.

In questo contesto maschile e maschilista, fondato sulla violenza e sulla politica “dell’occhio per occhio”, emergono alcune figure femminili forti, in particolare Kate, la moglie di Clayton, che, nonostante la crisi con il marito, farà di tutto per salvare il suo matrimonio e agirà in prima persona per tutelare la sua famiglia.

È un western contemporaneo dalla prosa asciutta e ruvida, con dialoghi calibrati, dove si gioca per sottrazione. Piacerà sicuramente agli amanti del genere, ma anche a chi ha voglia di personaggi “ammaccati”, non perfetti, e di storie forti.

 

 

 

 

Brian Panowich


Brian Panowich è stato per anni un musicista itinerante prima di fermarsi in Georgia, dove vive tuttora e lavora come pompiere. Bull Mountain (NNEditore 2017), il suo romanzo d’esordio, è stato finalista nella categoria Mistery/Thriller del Los Angeles Times Book Prize 2016 accanto ad autori del calibro di Don Winslow.



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