Commedia nera n.1




(Recensione di Emanuele Bavetti)


Autore: Francesco Recami

Editore: Sellerio Editore Palermo
Pagine: 224
Genere: Noir
Anno pubblicazione: 2017

 

 

Antonio Maria e Maria Antonietta sono speculari e non solo nel nome. Lei è commissario di polizia, prorompente, insaziabile e poliziotta politicamente scorretta. Lui ha ereditato dal padre il mestiere di sarto, è introverso e sottomesso.

Nel tempo il loro rapporto si è deteriorato; Maria Antonietta è diventata sempre più esigente e ingorda, anche sessualmente, e siccome Antonio Maria non riesce a stare dietro agli appetiti della moglie lei lo sostituisce con agenti di polizia che non solo occupano il letto coniugale, ma abitano a casa loro. Insomma un ménage a tre in cui ad Antonio Maria, costretto pure a lasciare il lavoro di sarto, tocca solo cucinare. Isolato dal mondo, intontito di psicofarmaci, inevitabilmente depresso, non esce più di casa; Maria Antonietta ogni tanto lo confina nella cella di rigore – prigioniero nella sua stanza – e la sera racconta a lui e agli agenti che si alternano nel talamo, i casi della giornata e i metodi poco ortodossi con cui li risolve. Incapace di chiedere aiuto, Antonio Maria medita solo come porre fine a quella vita d’inferno. Progetta perciò la fuga.

Ma ogni tentativo fallisce miseramente e non resta che provare con l’omicidio. Ecco che inizia così ossessivamente a cercare di sbarazzarsi della moglie inventandosi complicati e ingegnosi congegni, ancora una volta fallimentari. Un romanzo brillante e paradossale con un meccanismo narrativo alla Wile Coyote, il cartone animato ambientato nel Grand Canyon in cui il coyote Wile, ossessionato da Beep Beep, rimane vittima delle sue stesse trappole ideate per catturarlo.

Abbandonata – ma solo per il momento – la casa di ringhiera, Recami ci fa entrare questa volta in un appartamento (un po’ claustrofobico), e con questo romanzo dà vita a una nuova serie. Siamo sempre alla commedia umana, che questa volta si tinge di nero per il sarcasmo, il grottesco, il cinismo che la percorre. Una nuova serie, che sarà agrodolce e cattiva alla sua maniera, spietata e un po’ ossessiva, ma nella quale prima o poi tutti ci specchiamo.

Primo libro di Recami, il primo di una nuova serie.
Una commedia nera, come scritto nel titolo.

Un romanzo di una storia d’amore malata, di una storia coniugale di oppressione, vessazioni e sfortuna, tanta sfortuna. I protagonisti sono Maria Antonietta e il suo contraltare, Antonio Maria; lei Commissario dai discutibili modi investigativi e lui ex sarto ormai relegato in casa per via di malattie inventate e supposte.

La vita di Antonio Maria è completamente votata alla moglie, volente o nolente sa che non può fuggire dalla situazione in cui si è venuto a trovare.

Da artigiano capace si è trovato a fare il tuttofare per la moglie e i frequenti amanti che lei porta sotto il tetto coniugale; e ormai lui non riesce più a svolgere nemmeno quel compito che all’inizio del loro matrimonio era stata la fiamma che l’aveva acceso. Giorno dopo giorno però il buon Antonio Maria decide di voler fuggire da quella gabbia, dalle vessazioni della moglie e per farlo cerca di vincere la paura di uscire, di diminuire le medicine che assume, di avere dei contatti con delle persone.

Ci prova in tutti i modi a fuggire fino a decidersi per il gesto estremo: il suicidio. Ma… ma Recami ogni volta gli manda a monte i piani, con trovate tra il grottesco e il comico, fa in modo che le forze abbandonino il povero Antonio Maria.

Ogni volta che trova la forza di affrontare una sua paura qualcosa manda all’aria e la rassegnazione è l’unica cosa che gli rimane… o forse c’è sempre una speranza?

 

 

 

Recami Francesco  (Scheda Autore)


Scrittore fiorentino, Francesco Recami pubblica due titoli con Mondadori Education: Assassinio nel Paleolitico e Trappola nella neve (2000). Con Bianca Sferrazzo nel 1998 scrive per Giunti Celti e Vichinghi. Ma la sua popolarità arriva con l’editore Sellerio, e particolarmente con il ciclo di romanzi dedicati al pensionato Amedeo Consonni.

 

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