Conosci l’estate?




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Simona Tanzini

Editore: Sellerio

Genere: Giallo

Pagine: 280 p. R.

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Viola, romana trapiantata a Palermo per un combinarsi di caso e di scelta, è un «volto televisivo», una giornalista tv. Ha un disturbo della percezione (lei preferisce «una particolarità»), la sinestesia: ogni cosa, ogni luogo, ogni persona che guarda si unisce, per lei, a una musica e la musica a un colore; ma non tutti, alcuni non hanno musica e quindi colore, «meglio tenersi lontani». A questo si accompagna una più grave malattia degenerativa, «neuroni bucati» che, senza disabilitarla, determinano il suo modo di muoversi e l’approccio alla realtà. Nel pieno di un’ondata di scirocco è morta strangolata Romina, una ventenne di buona famiglia. È immediatamente sospettato Zefir, un popolarissimo cantautore. Viola vaga per tutti i luoghi coinvolti dal crimine, conducendo la sua vita movimentata, curiosando nelle case e nelle giornate di ogni tipo di gente. Santo, l’ex caporedattore, trincerato dietro tenaci silenzi la mette in contatto con un suo amico, un poliziotto che lei chiama Zelig perché cangiante di colore, il quale sembra sfruttare le sue intuizioni, le sue visioni, l’abilità di profittare del caso. L’inchiesta diventa una storia in una prima persona insolita, né flusso di coscienza né descrizione; un registrare emozioni, eventi e coincidenze lontani, mischiati a pensieri contemporanei su stessa, sulla città, su fatti e persone, con spirito, ironia, sarcasmo, pena,cinismo e amore, sentimenti tutti orientati all’obiettivo di rubare la verità a una realtà frammentaria. Conosci l’estate? scandaglia senza trovare fondo il tema della colpa e dell’innocenza. E dietro la vicenda gialla traspare il vero cuore del romanzo: il ritratto commovente, quasi un diario, di una donna che avverte che in lei «si sta allargando il buio», che è lei «quella diversa» e perciò attraversa la vita in modo totale con tristezza e divertimento, malinconia ed entusiasmo, dolore e godimento. Di queste contraddizioni Palermo è il simbolo oltre che il luogo, «città ossimoro»: i suoi odori, la sua compassione e ferocia; e l’Altra Palermo disillusa, «più ipocrita e indifferente di prima». Ma è a Viola che non si può non voler bene.

La sinestesia è un cosiddetto disturbo neurologico. Oltre a essere una figura retorica. Io mi oppongo alla definizione di «disturbo neurologico»; un po’ perché vorrei evitare di diventare un manuale di neurologia generale ambulante, un po’ perché non è un disturbo. È una particolarità, diciamo. Una caratteristica. Una roba. Non un disturbo.”

 

Recensionè

Il libro di Simona Tanzini mi ha dato il tormento da quando l’ho visto fra le nuove uscite nel sito Thrillernord. Ogni giorno andavo a rileggermi la sinossi e, ogni giorno combattevo fra i: “Questo libro deve essere bellissimo!” e i: “Forse non è adatto a me, magari non sarò in grado di apprezzarlo in modo completo!”.

Certo, è un giallo, ma racconta anche e soprattutto la storia di un personaggio, di una donna sopra le righe che affronta la sua situazione a muso duro, per non lasciare che sia la sua condizione a prendere il sopravvento su di lei.

Morale, per ben due mesi è stato un tiramolla fra me e me.

Siccome poi i libri sono peggio dei cioccolatini, quando pochi giorni fa l’ho visto di nuovo comparirmi per un attimo davanti agli occhi ho fatto la pazzia e mi sono detta: “Ok, lo leggo!”.

E per fortuna.

Ho scoperto che la chiave di lettura migliore per affrontare Viola e il suo bagaglio di peculiarità, è sicuramente quella del cuore. Non c’è altro modo, accettarla, ascoltarla, e prenderla così come viene ma credetemi, veramente ve ne innamorerete.

In una Palermo rovente e arroventata che ti avvolge e non ti permette di scappare, di trovare un rifugio, un po’ di refrigerio dalla calura asfissiante, dall’afa che non tregua, dal senso di soffocamento che ti segue ovunque, proprio qui prenderà il via questa storia. In una città che è anche ricchezza, storia e cultura, con un popolo attaccato al territorio e alle su tradizioni, assieme a Viola e al fedele autobus 101 viaggerete in lungo e in largo, alla ricerca del fresco.

Un personaggio, quello di Viola, ricco di contraddizioni quanto la città che la ospita da undici mesi. Questa ragazza così cinica nei confronti delle persone, ma forse è solo apparenza e, al contempo,così attenta all’ambiente da non utilizzare l’aria condizionata in casa per non contribuire al riscaldamento globale pur ritrovandosi l’appartamento perennemente trasformato in un forno. Preferisce cercare respiro viaggiando per la città su un autobus che la trasporta di qua e di là, anche perché le sue gambe non è che siano un grande sostegno, quindi meglio non strafare, che poi con lo scirocco è ancora peggio.

Viola è una giornalista in vacanza, che però non parte, non ha una meta per le ferie o forse non le interessa e decide di inaugurare i suoi giorni liberi con un funerale.

Da qui prenderà il via tutta la sua storia, o meglio si aprirà il lato giallo di questo racconto ma soprattutto, proprio da qui Viola inizierà ad aprirsi con chi avrà voglia di conoscerla.

“Mi fermo a un paio di metri, mi appoggio a un motorino. Se si volta, e mi vede, e decide di salutarmi, sono qui. Si volta. Mi vede. Mi sorride. Sorrido anch’io. Mi piace, tutto quel celeste ghiaccio. È rinfrescante.”

Questa è Viola, è così che lei identifica le persone e riesce a riconoscerle, attraverso i colori anche perché pure gli occhi iniziano a tirarle brutti scherzi, oltre poi ad associare i toni prescelti ad una canzone, anche se tutte queste cose non le dice sul lavoro, preferisce tenere per sé le sue particolarità.

“Non sono davvero capace di sentirla, la loro musica. Sono solo convinta che tutti abbiano una musica, e che quando risuona, si può vedere il loro colore.

Il bello di questo libro è che nonostante la scorrevolezza e la leggerezza con il quale è stato scritto, oltre le risate dolci-amare e le atmosfere riferite alla città che l’autrice descrive e ti fa percepire completamente, c’è di più. Giungi alla fine in un batter d’occhio e, come in un giallo egregio ti arriva il colpo di scena finale senza rendertene nemmeno conto e già quello ti stupirà. E sarai lì a chiederti il perché dello stupore dato che appunto, il delitto era previsto, è normale trattandosi di un giallo.

C’è però tutto il resto che ti rimarrà addosso come un caldo abbraccio e quello sarà bellissimo e speciale, perché nella tristezza dovuta al fatto di aver dovuto di già salutare Viola (lo confesso, fosse stato lungo il doppio non mi sarebbe dispiaciuto per nulla!), ti renderai conto di aver avuto fra le mani un piccolo gioiello, che in 280 pagine condensa emozioni forti, sentimenti, pensieri e riflessioni della protagonista, insomma un mondo.

Il mondo di Viola.

Il modo disarmante e disincantato di questa ragazza che grazie alle sue parole ti raggiunge in modo commovente, nonostante riesca a farti anche sorridere nella sua schiettezza, raccontandoti quello che lei di giorno in giorno cerca di coltivare, come può e come sa, per non soccombere.

“…funziono a chiazze. Anche la mia vista è a chiazze, più che altro ci sono svariate pallette smerigliate e prive di colore al centro del mio campo visivo. Anche il mio udito è a chiazze, mi mancano alcune frequenze all’orecchio…”

Simona Tanzini ha dato vita ad un personaggio talmente diverso da quelli a cui siamo abituati, che sono sicura, riuscirà a prendersi di prepotenza un posticino nel vostro cuore come ha fatto con me.

Una ragazza talvolta ingombrante e irritante perché dice sempre ciò che pensa nonostante le possibili conseguenze, con un livello di cinismo che aumenta di pari grado alle sue condizioni di salute e a eventuali alcolici in eccesso ma che, rimane sempre e comunque fedele ai suoi principi, senza rendersi mai disponibile nel venire a patti con decisioni o atteggiamenti che vanno fuori da ciò che è il suo pensiero.

Una donna realista, che deve accettare la sua vita, perché non si può cambiare se non in peggio e quindi, proprio perché conscia del fatto che le cose non potranno migliorare va avanti senza voltarsi, mettendo davanti a tutto il suo benessere e il suo equilibrio, quest’ultimo in tutti i sensi, un passo alla volta.

Un romanzo frizzante, ironico ma di una profondità che arriva a scuotere e credetemi, mentre ho scritto queste parole avevo di nuovo gli occhi lucidi, solo ripensando a distanza di qualche giornoad alcuni passaggi racchiusi fra queste pagine meravigliose.

Non ho coraggio. Non ho coraggio e non ho paura. Vivo e basta. Sinceramente, non vedo cos’altro potrei fare.”

Leggetelo!

L’autrice

 

 

 

Simona Tanzini


giornalista, è nata a Roma e si è trasferita a Palermo. Questo è il suo primo romanzo.

 

 

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