Conti in sospeso




Recensione di Sara Ferri


Autore: Marco Minicangeli

Editore: InKnot Edizioni

Genere: Giallo

Pagine: 236

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 
 
 
 
 
 
 

SINOSSI.  Alessio Zeni, ex poliziotto uscito dall’arma per una storia di corruzione mai chiarita, vive gestendo un giro di scommesse clandestine e fornendo consulenza per investigazioni poco chiare. Una mattina, un uomo dalla voce profonda si presenta inaspettatamente a casa sua per sapere chi è la protagonista di uno snuff movie, un video pornografico a sfondo sadico, in cui una ragazza viene violentata e massacrata barbaramente. La ricerca di questa giovane donna conduce Alessio in un passato che avrebbe volentieri cancellato, sconvolgendo completamente la vita dell’ex poliziotto. Riemergono i fantasmi, le ballerine della notte, il collega Sperlo, la povera Irina e si delineano più chiaramente le pedine di quella che sembrava una storia sepolta, la Storia sporca, che, tre anni prima, aveva segnato profondamente la sua vita.

 

 

 

 

RECENSIONE:

“(…) il dolore rende bene. Girano soldi, un sacco di soldi. E droga, un sacco di droga. E dove ci sono soldi e droga c’è sempre tanta merda, quella gratis. E allora qualcuno non si ferma e ci scappa fuori il morto. E qualcun altro gode nel vedere la morte.”

È questo, alla fine di queste pagine una più bella dell’altra, quello che rimane di questo libro nero e oscuro. Un libro cupo come la storia che narra.

Il libro di Marco Minicangeli va letto a piccole dosi. Perché le pagine scorrono troppo rapide, in una successione di fatti cruenti e brutali da togliere il fiato, avendo la sensazione che il finale arrivi troppo in fretta.

I protagonisti di questo meraviglioso libro si sovrappongono in un caleidoscopio perverso e scabroso come i fatti in cui Alessio Zeni si lascia coinvolgere. È una storia che chiama il protagonista da un passato non troppo lontano. Un passato che sa di sangue, sesso sfrenato e morte.

Lo stesso sapore che lascia in bocca la visione del filmato che un distinto signore lascia al protagonista, uno snuff movie. Finzione o realtà, leggenda metropolitana o brutalità allo stato puro? Nell’immaginario collettivo questi film sono rimasti relegati nei meandri più oscuri della nostra mente insieme alla speranza che quello che viene proiettato non accada realmente.

È la stessa cosa che si chiede Zeni.

“Quello che ho appena visto è accaduto davvero?” “Qualcuno ha realmente stuprato, poi barbaramente trucidato ed infine bruciato il corpo di una giovane ragazza?”

Ed è questo, da quel momento in avanti, quello che Zeni vuole e deve scoprire.

Quello in cui si rifugia l’ex poliziotto è un mondo allucinato in cui le ore si accavallano, il giorno e la notte si invertono e i bicchieri di Lagavulin sono così numerosi da perderne il conto.

La Roma di Zeni è popolata da personaggi stravaganti e ombre oscure. Amici di bicchieri e nemici di quartiere. Uomini strani come i loro nomi. Rollerà, Bustagialla e tanti altri. Persone che ruotano intorno al personaggio principale, e che a lui sono legate da un vincolo inscindibile: quello della strada. Perché è questo il terreno in cui l’ex poliziotto si muove alla perfezione. La strada e il quartiere sono il suo habitat preferito, quello in cui Alessio si muove silenzioso reperendo informazioni utili alla soluzione del mistero che gli viene affidato.

La sua è un’indagine “ufficiosa” a tutti gli effetti e quella ragazza di cui sta cercando di scoprire l’identità gli riporta alla mente le ragazze della notte, quelle che la città ha inghiottito senza lasciare traccia, quelle per cui Zeni aveva perso il sonno e il senno alcuni anni prima.

Alla fine questo libro, nonostante il grado di perversione che vi è contenuto, ti lascia con l’amaro in bocca. Perché per quanto tremenda, per quanto brutale e orribile sia la realtà che racconta, si rimane con la sensazione che sia finito troppo in fretta: è difficile non appassionarsi al personaggio del protagonista.

Un uomo devastato nel corpo e nell’animo, con troppi vizi e troppi anni trascorsi alla ricerca di sadici, alle spalle.

Ho letto “Conti in sospeso” tutto d’un fiato, come se anche solo prendere una boccata d’aria potesse interrompere l’atmosfera che si era creata con la lettura. Mi auguro che Zeni mi trasporti in una nuova torbida indagine quanto prima!

 

 

 

Marco Minicangeli


Nato a Roma nel 1963 si è laureato con una tesi su Isaac Asimov. Durante il periodo universitario ha fatto i mestieri più disparati. E’ stato tra i fondatori della rivista Il paradiso degli orchi e poi redattore dell’inserto librario “Il topo di libreria” (Liberazione). Suoi racconti sono apparsi in varie antologie del movimento Neonoir, di ha fatto parte fin dall’inizio partecipando a varie iniziative.