Corpus






(recensione di Viviana Calabria)

 


 

Autore: Rory Clements

Editore: La Corte

Traduttore: Daniela Di Falco

Pagine: 416

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

SINOSSI: 1936. Mentre l’Europa è in pieno tumulto, a Berlino una giovane donna riesce a consegnare delle carte di importanza vitale a uno scienziato ebreo. Verrà, però, trovata morta dopo qualche settimana, nella sua camera di Cambridge, con una siringa argentata stretta tra le dita. Quando anche un noto membro di un club di Londra viene orribilmente ucciso insieme a sua moglie, Thomas Wilde, un improbabile e anticonformista professore di Storia cercherà di venire a capo dell’enigma, ritrovandosi immischiato in una storia di spionaggio che fino a quel momento aveva letto solo sui libri. Ma più Thomas Wilde investigherà a fondo, più si farà forte in lui l’ipotesi che gli omicidi siano collegati tra loro e, cosa alquanto preoccupante, abbiano a che fare con lo scandalo che ha investito Re Edoardo Vili e là sua amante Wallis Simpson. Il professor Wilde dovrà così far ricorso a tutte le sue capacità per risolvere questo rompicapo, proteggere la donna che ama e prevenire un massacro che avrebbe potuto cambiare la Storia del XX secolo.

 

 

RECENSIONE: Ci troviamo di fronte a un romanzo che intreccia la storia e il thriller con un risultato interessante. Rory Clements, nel suo ultimo libro portato in Italia da La Corte Editore, ambienta il suo nuovo romanzo nel 1936, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, in Gran Bretagna.

Tra intrighi a corte per far abdicare Edoardo VIII a favore del più malleabile fratello Alberto, omicidi e scontri tra Germania e Unione Sovietica, un professore di storia mostrerà ai lettori quanto sia facile per le grandi potenze combattersi o allearsi a seconda degli eventi, senza fermarsi davanti a nulla.

Ciò che scatena questa voglia di verità di Thomas Wilde, personaggio molto ben delineato dall’autore, è la morte di una giovane amica della sua vicina di casa, sola persona a lui amica. La morte, catalogata come overdose poiché la giovane faceva uso di droga quotidianamente, non risulta credibile ai due che iniziano, così, a indagare ritrovandosi in qualcosa di più grande di loro poiché vede coinvolte le due superpotenze del tempo.

Quello che del romanzo non mi ha convinto fino in fondo, oltre alle 400 pagine che si potevano ridurre senza togliere poi tanto alla trama, è che nella lettura si avverte poco il clima dell’epoca: non della guerra incombente, ma proprio del contorno che dovrebbe far da sfondo, da ambientazione. Inoltre il protagonista, pur delineato bene, non convince nella sua parte da detective in quanto estraneo alle vicende e non coinvolto in prima persona nella morte della giovane. Questa scelta di dare al personaggio un ruolo così centrale nella risoluzione delle vicende risulta forzata così come alcune situazioni in cui viene a trovarsi, come a voler dare alla narrazione continui colpi di scena che non giovano alla sua credibilità.

Ma a parte questo, il libro rimane una lettura piacevole per chi è appassionato del genere.

 

L’AUTORE – Autore inglese, dopo una carriera da giornalista che lo ha visto collaborare con testate nazionali come il Daily Mail e l’Evening Standard, si è dedicato a tempo pieno alla scrittura. Ha una “sana ossessione” – come la definisce lui – per il Cinquecento, epoca in cui ambienta La reliquia e la croce, il suo romanzo d’esordio: il primo di diversi Thriller che hanno per protagonista John Shakespeare e dai quali stanno realizzando una serie TV. Fin da subito, i suoi romanzi sono diventati dei bestseller in Gran Bretagna, dove sono stati selezionati tra i migliori thriller dalle principali catene di librerie. Un successo di pubblico e critica che si è ripetuto anche all’estero: i suoi libri infatti sono pubblicati in dieci Paesi.Accostato a grandi autori come Robert Harris e John Le Carrè, in Italia ha già pubblicato con Piemme il thriller Il persecutore.

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