Così giocano le bestie giovani




Recensione di Antonia del Sambro


Autore: Davide Longo

Editore: Feltrinelli

Genere: Noir

Pagine: 336

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

SINOSSI. Fine estate 2008. Durante i lavori di un cantiere ferroviario nelle campagne intorno a Torino vengono alla luce le ossa di un uomo giustiziato con un colpo alla nuca. Un omicidio, quindi, ma gli scavi rinvengono altre ossa, altri crani. Uomini e donne uccisi nella stessa maniera. Dodici. Una fossa comune. Questa è l’idea di Arcadipane, il commissario a cui è stato affidato il caso. La verità, però, sarà molto più complicata.

 

 

 

RECENSIONE

La campagna intorno a Torino nell’estate del 2008 diventa una scena del crimine tanto particolare quanto inquietante. Durante degli scavi in un cantiere ferroviario vengono alla luce i resti di un uomo ucciso con un colpo alla nuca. All’apparenza sembra un’esecuzione e la conferma arriva dagli altri scheletri che emergono poco dopo nell’area circostante.

Tutti uccisi con un colpo alla nuca, dodici in tutto tra uomini e donne. All’apparenza sembra si tratti di una fossa comune e il commissario a cui è affidato il caso ne sembra davvero convinto. Quella zona, però, nei racconti storici e tra i ricordi di quelli dell’epoca, era stata terreno di esecuzioni, rivalse e vendette al tempo del secondo conflitto mondiale e per questo il commissario Arcadipane deve farsi da parte e lasciare il campo a una task force specializzata. Prima di lasciare la scena del crimine, però, il non più giovane commissario trova accanto a uno dei corpi un bottone di un paio di jeans: un oggetto insolito per gli anni Quaranta del secolo scorso e che gli fa accendere, insieme all’analisi delle ossa, più di una perplessità.

E mentre tutti gli altri seguono la pista della fossa comune e le indagini sembrano definite in un determinato percorso, lui decide di investigare per conto proprio, facendosi aiutare dalla ribelle e intuitiva Isa, giovane agente di un commissariato periferico e da Corso Bramard, il suo mentore e amico di sempre.

Riuscirà la squadra di Arcadipane con la sua indagine parallela a scoprire la verità?

Di chi sono davvero quelle povere ossa rinvenute in piena estate?

E quale segreto politico e sociale nasconde realmente quella fossa comune?

In un’indagine dalle tinte fosche e dalla suspense fantapolitica, Così giocano le bestie giovani è in realtà anche un noir complesso e inquietante che spinge il lettore a porsi molte domande sulla propria collettività e sulla democrazia in cui vive, e lo porta in quella zona oscura, o quantomeno piena di nebbia, che è la storia italiana del Dopoguerra.

L’idea è vincente. Il noir è bello e costruito bene. L’autore è padrone della parola e la usa con disinvoltura. Pertanto, gli amanti dei lunghi periodi pieni di aggettivi e virgole avranno grandi soddisfazioni leggendo Davide Longo, altri potrebbero ritrovarsi a sbuffare. Il libro però rimane buono, adattissimo all’estate e alle vacanze.

 

 

 

Davide Longo


Davide Longo: classe 1971 vive a Torino dove insegna scrittura presso la Scuola Holden. Tra i suoi romanzi, Un mattino a Irgalem (Marcos y Marcos, 2001, Feltrinelli Zoom Filtri 2015), Il mangiatore di pietre (Marcos y Marcos 2004, Universale Economica Feltrinelli 2016), L’uomo verticale (Fandango, 2010) e Maestro Utrecht (NN 2016). Per Feltrinelli ha pubblicato Ballata di un amore italiano (2011), Il caso Bramard (2014) e Così giocano le bestie giovani (2018).