Recensione di Ilaria Bagnati


Autore: Keith Houghton

Traduzione: Stefano Cresti

Editore: La Corte Editore

Genere: thriller psicologico

Pagine: 304

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Quando Jed Allen si sveglia, si trova a New York, seduto a una scrivania, e non ha idea di chi sia. Ogni dettaglio intorno a lui sembra mostrare che è un architetto affermato, e una foto nel suo portafoglio rivela che ha una bella ragazza di nome Cassie. Ma quando torna a casa per chiederle aiuto, Cassie non si trova da nessuna parte. Alcune note scritte a penna gli ricordano che soffre di regolari temporanee amnesie a causa di un incidente d’auto avvenuto nove mesi prima e tutti gli dicono che solitamente la memoria gli ritorna in poco tempo. Ma questa volta, le cose sembrano andare diversamente e Jed deve indagare sulla sua stessa vita. Quando trova un vestito insanguinato nel bagagliaio della sua auto, un dubbio terribile lo assale. Ha commesso qualcosa di irreparabile? Mentre in città dilaga la notizia di un serial killer che rapisce donne a Central Park, Jed deve affrontare la possibilità che i suoi ricordi perduti possano contenere i segreti più oscuri che si possano immaginare.

 

 

Recensione

Se stai leggendo queste righe e ti sembrano non avere né capo né coda, è perché stai sperimentando ciò che si definisce un’amnesia globale transitoria. L’importante è non preoccuparsi. Ce l’hai da mesi e non mette in pericolo la tua vita. Devi mantenere la calma, restare dove sei e lasciare che faccia il suo corso. Passerà.

Sono queste le parole che Jed legge quando apre gli occhi nello studio in cui lavora, non si ricorda chi è, dov’è e cosa sta facendo lì. Nell’ufficio entra Gary, suo socio e grande amico che gli ricorda l’evento importantissimo della serata al quale non può mancare. Si accorge che Jed non è in sé così gli parla della sua amnesia, lo tranquillizza dicendogli che la memoria gli tornerà di lì a breve.

Jed trova il suo portafogli con dentro una foto sua con la sua ragazza, Cassie. Jed è convinto che la ragazza sia la persona che possa aiutarlo nel migliore dei modi in questo momento di buio totale così si dirige a casa. Cassie non si trova, la sua preoccupazione con il passare delle ore aumenta, dov’è Cassie? Che fine ha fatto?

Da quel momento in poi Jed deve fare i conti con la sua vita, con una vita che non conosce perché purtroppo questa volta la memoria sembra non voler tornare. “L’amnesia ha limitato la mia capacità di relazionarmi con la mia vita abituale”. Jed non si sente legato alla vita precedente alla comparsa dell’amnesia, non sente un legame con le persone che dicono di conoscerlo, non sente l’adrenalina quando si trova al lavoro e soprattutto non ama ciò che era: uno spietato uomo d’affari, un bugiardo, un donnaiolo, un uomo che faceva uso e abuso di alcool e droghe.

Forse l’amnesia può tornargli utile?

Può aiutarlo ad essere un uomo migliore o è vero il detto che “il lupo perde il pelo ma non il vizio?”

Ho letto Crash in un lampo perché la narrazione è veloce e fluida, la vita di Jed dopo il risveglio in ufficio è una corsa contro il tempo per ritrovare la sua memoria, la sua Cassie e per non perdere il contratto che impedirebbe al suo studio di architettura di colare a picco.

Grazie alla capacità magistrale dell’autore riusciamo a provare lo stesso terrore, la stessa angoscia e ad avere gli stessi dubbi di Jed. Ho provato più volte nel corso della lettura ad immedesimarmi con il protagonista, come reagirei se fossi nei suoi panni, se mi dovessi svegliare e non ricordarmi più chi sono e dove sono?

La lettura di Crash l’ho trovata ipnotica, non riuscivo a staccarmi dalle pagine perché ero caduta anche io con Jed nel vortice dell’insicurezza e dell’angoscia di non conoscere se stesso. I capitoli raccontati in prima persona da Jed sono alternati da quelli in terza persona con Arnold Seltzer, solo verso la fine del libro si capisce chi è e che cosa ha a che fare con Jed. Arrivata quasi alla fine del libro ho iniziato ad intuirne il finale ma ciò non ha guastato assolutamente la lettura.

Houghton non si smentisce, ha davvero un gran talento nel creare un thriller psicologico degno del suo nome. Ha creato un personaggio reale e gli fornito una vita credibile, le vicende narrate possono davvero raccontare la vita di un milionario come Jed.

Crash è un libro di cui consiglio fortemente la lettura! Amanti dei thriller psicologici fatevi avanti!

 

 

A cura di Ilaria Bagnati

 ilariaticonsigliaunlibro.blogspot.com

 

Keith Houghton


Keith Houghton è autore inglese di numerosi thriller psicologici di successo. Quando si tratta di narrazione, ciò che gli interessa sono i poli opposti della vita, ciò che ci porta a raggiungere il più alto livello morale o ci spinge nella profondità più oscura della nostra psiche. Le sue storie non riguardano semplicemente il bene contro il male, ma soprattutto l’area grigia in cui la linea tra giusto e sbagliato è spesso sfocata. Nel mondo dell’immaginazione di Keith Houghton, non tutto è in bianco e nero, a volte è rosso sangue.

 

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