Da lontano sembrano…




(Recensione di Maria Sole Bramanti)


 

Autore: Kike Ferrari

Traduzione: Pino Cacucci

Editore: Feltrinelli

Pagine: 148

Genere: noir

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

Da lontano sembrano mosche è un noir breve, ma molto intenso.

Kike Ferrari riesce, in 148 pagine, a lasciarci come tutti i noir dovrebbero lasciarci: con l’amaro in bocca, con l’ansia, con niente di risolto!

Un romanzo in cui non c’è nessun personaggio positivo (forse si salvano solo i figli di Machi, il protagonista); e se bastano due capitoli per inquadrare il protagonista, è l’intero libro che ci racconta l’Argentina della dittatura e degli squadroni della morte, l’Argentina in cui ci si fa strada solo con le conoscenze e con i voltafaccia, con il denaro riciclato e con le truffe.

Machi si guarda allo specchio “Sorride… e pensa che il successo è lui”. Ti dico solo una cosa, caro il mio ‘signor’ Machi: ah ah ah!

Machi è convinto di essere un uomo d’affari. E gli uomini d’affari non hanno nemici. Ma Machi non è un uomo d’affari, è un delinquente, anche se non ha il coraggio di ammetterlo; e piano piano noi lettori ce ne rendiamo conto, e comprendiamo che ciò che gli succede (e di cui non parlo per non fare spoiler) è solo l’inizio della sua discesa agli inferi.

Mentre gira per le strade di Buenos Aires, quelle delle periferie, quelle che non gli appartengono, si domanda com’è possibile che la gente normale sia così tranquilla.

Loro così tranquilli e lui, che spende un patrimonio per garantirsi la sicurezza, si sente braccato?

Di nuovo mi viene da dirti, caro mio: ah ah ah!

Non è sempre facile leggere un libro il cui protagonista è così indisponente, spiacevole, meschino, disturbante.

Beh, questo noir è diverso, perché è davvero delizioso assistere a tutto ciò che capita a questo ‘signore’.

Un po’ sadico, forse, ma realmente delizioso!

Molto interessante anche l’idea ‘nascosta’ nei titoli dei capitoli.

Di Da lontano sembrano mosche Paco Ignacio Taibo II ha detto “Probabilmente non vi ricapiterà di leggere una storia così perfetta”.

C’è bisogno di dire altro?

 

 

 

Kike Ferrari


É nato nel 1972 e vive a Buenos Aires con la moglie e i tre figli. Ha esercitato i mestieri più diversi e ha vissuto quattro anni negli Stati Uniti a Fort Lauderdale, dove è andato a cercare fortuna con la moglie, prima di essere entrambi rimpatriati come immigrati illegali. Ora lavora come addetto alle pulizie nella metropolitana della capitale argentina di giorno e si dedica alla scrittura di notte. Ha pubblicato quattro libri che gli sono valsi premi importanti tra cui il premio Casas de las Américas (Cuba) e ha ottenuto con Da lontano sembrano mosche il premio come migliore opera prima al festival la Semana Negra de Gijón (Spagna). Per Feltrinelli, Da lontano sembrano mosche (2018).



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