Da quando ho iniziato…




Da quando ho iniziato a lasciarti

Recensione di Sabrina De Bastiani


Autore: Stefania De Caro

Editore: L’erudita

Genere: Narrativa

Pagine: 154

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Quattro donne nella città Eterna, dove di eterno non è rimasto nulla. Quattro donne alle prese con le loro storie sull’orlo del fallimento. Francesca, Marina , Anita e Eva si scoprono solidali di fronte al ricatto morale di uomini che le vorrebbero Medee furibonde , attanagliate dal rancore , paralizzate dai sensi di colpa , lacerate da amori impossibili. Rinascono fenici , meno romantiche certamente , ma più forti , più determinate, più spregiudicate e , sicuramente , più vincenti di prima. Quattro donne che si riscoprono autonome e indipendenti e ritrovano il valore della propria femminilità. Quattro storie di vita in bilico tra amore e disamore. Stefania De Caro, con uno stile fresco e coinvolgente, guida il lettore in un romanzo tra il delirante e il divertente che, a tratti, sconfina in sfumature noir.

 

 

Recensione

“Buongiorno Francesca. I tuoi occhi stanno guardando il mondo?”

Che bella questa domanda.

Non ce lo chiediamo mai, in effetti. Sembra così ovvio, scontato, vero? Dal momento in cui apriamo gli occhi la mattina, il mondo entra a far parte del nostro campo visivo. La differenza vera sta nel come lo guardiamo, noi, il mondo. E il come lo guardiamo dipende a doppio nodo da come stiamo.

Ecco di cosa sono formate le pagine di questo bel romanzo di Stefania De Caro, sono formate da questo doppio nodo che, muovendo dall’essere un groppo in gola, cambia forma e dimensione finché l’Autrice, con toccante sensibilità e profondità impastate di ironia e voglia di sorridere, riesce in definitiva a scioglierlo.

Sono donne, Francesca, Anita, Marina, le protagoniste del romanzo. Tanto diverse tra loro per carattere ed emotività, tanto uguali nel ritrovarsi a maneggiare i cocci di una vita amorosa che le ha lasciate vinte, o perse.

Tanto uguali nel lasciarsi vivere, sottostimandosi, subendo più o meno velati ricatti morali, senza vittimismo ma con una certa passività.

Finché arriva quel momento, quello bello, che non è quando tutto è felicemente risolto, bensì quando parte la reazione sana, quando la spinta a uscire dal buio si fa sentire. Quando lo scarto emotivo di fronte a un impasse diventa quello verso la propria felicità, quando anziché pensare di essere egoiste nel cercarla, si sceglie di essere generose invece, verso se stesse, prendendo consapevolezza di meritarla.

“Canta Francesca, fai quello che ti piace anche se non sei la perfezione, renditi felice.”

È precisamente questo momento che Da quando ho iniziato a lasciarti racconta.

E non è certo semplice farlo restando fuori da cliché e battaglie di genere, tanto giuste e pertinenti, quanto off topic in questo romanzo, in cui è l’individualità a doversi ricostruire; e lo fa seguendo la via che ognuna delle protagoniste realizza essere la propria.

Che brava, Stefania De Caro, a raccontare tutto questo con eleganza e brio, con immenso rispetto dei suoi personaggi, mai invadente, mai giudicante. Le sue parole raccontano senza sconti o accondiscendenze, raccontano, appunto, ma allo stesso tempo abbracciano.

Ed è davvero un abbraccio questo libro, che si fa augurio più bello, quello di

“(…) una vita empaticamente vissuta.”

Una vita che non tenda a voler livellare le differenze, ma a trovare un terreno comune, quello sì, sul quale fondare la ripartenza personale e di coppia, qualora sia.

“Io e te siamo diversi in tutto, ma il tuo riso e il tuo pianto sono identici ai miei. Ho passato la vita diventando grande e restringendo il mio cuore. Ma non si può diventare grandi restringendosi.”

Questo romanzo che scorre fluidamente ha il grandissimo dono di posarsi lieve, sul cuore, così da non pesare. Così da far pensare.

Ad esempio al fatto che Eva, speaker radiofonica che tiene una rubrica sui sentimenti, elemento comune nelle vite di Francesca, Anita e Marina, le protagoniste, che la ascoltano in trasmissione e ne seguono i consigli, porti il nome della prima donna.

Ad esempio al fatto che il suo programma si intitoli Evanescente , ma si possa leggere come Eva-nascente, auspicio di nuovo inizio.

Ad esempio al fatto che la figlia di Francesca sia una bambina. E che questa bambina si chiami Vittoria.

Anche se contiene già tanti buoni auspici, questo romanzo di Stefania De Caro, ingordamente, ne richiedo ancora uno, quello di tornare presto a leggere un nuovo libro di questa talentuosa Autrice, capace di parlare alla mente, alla razionalità, con la voce del cuore.

 

 

 

Stefania de Caro


Stefania de Caro Vive tra Roma e Latina, dove è nata nel 1975. Ha studiato storia e filosofia con indirizzo psicologico Insegnante alle scuole superiori, insegnante di sostegno con una specializzazione per i ragazzi autistici. Inizia la sua esperienza per passione e sotto lo pseudonimo di Eva Pommerouge si diverte a ironizzare sul rapporto tra i sessi, blogger, speaker radiofonica. Ideatrice e conduttrice di alcuni programmi come Evanescente e La luna di Eva. Stilista per gioco con la produzione di tshirt che ironicamente inducono al peccato originale: essere se stessi e per una campagna contro la violenza sulle donne. Spietata e a tratti cinica nei suoi articoli, ha scritto vari racconti, organizzatrice e presentatrice di eventi culturali e sociali.