DASHIELL HAMMETT






BIOGRAFIE SELVAGGE: Dashiell Hammett

( di Lorenzo Scano)

Se l’Olimpo degli scrittori di romanzi polizieschi avesse uno scranno, su quello scranno si siederebbe senza ombra di dubbio l’autore del quale mi accingo a parlarvi. Può suonare azzardata, come affermazione, ma ci troviamo davanti ad una figura leggendaria, sulla quale sono stati scritti romanzi e saggi ben più dettagliati della seguente biografia selvaggia. Scrittore, sceneggiatore, uomo di mondo, detective privato e attivista politico: tutto questo fu, signore e signori, Dashiell Hammett, considerato l’inventore del genere hard- boiled e l’unico, vero precursore, insieme a Raymond Chandler, del noir.
Dashiell Hammett

This is an undated photograph of American author Dashiell Hammett. Hammett, a crime writer whose style of writing came to be known as hard-boiled fiction, is the author of “The Maltese Falcon,” 1930, and “The Thin Man,” 1932. (AP Photo).

Nato a St. Mary Court, nel Maryland, nel 1894, Samuel Dashiell Hammett abbandonò la scuola a 13 anni, a causa delle condizioni di indigenza in cui versava la sua famiglia. Costretto dalle circostanze a barcamenarsi tra un lavoretto e l’altro, a 20 anni approda a San Francisco; ed è qui, nella giungla d’asfalto, che viene assunto come investigatore privato dalla celebre Agenzia Pinkerton. Fu questa esperienza – durante la quale risolse ben cinque casi – che lo ispirò, poco più avanti, nella sua attività di scrittore e nella creazione dei suoi personaggi più celebri: il Continental Op e Sam Spade, investigatori privati che si muovono in una società plasmata nella violenza, dove vige la legge del più forte e le pallottole si sprecano.

 

 

San Francisco anni 20

La San Francisco degli Anni Venti, infatti, era una città corrotta, nella quale il Proibizionismo aveva arricchito ulteriormente le famiglie mafiose (come quella dei Lanza, o i mobsters irlandesi), la criminalità dilagava e le sparatorie, le spedizioni punitive e gli omicidi dominavano le prime pagine dei giornali.

 

Joe Gores, altro grande scrittore di polizieschi (e detective privato a sua volta, trent’anni più tardi), ha dedicato al nostro un romanzo dal titolo “Hammett, cacciatore d’uomini”, nel quale la fiction si (con)fonde con degli episodi biografici particolarmente segnanti nella vita di Hammett. Per ammissione dello stesso Joe Gores, è difficile stabilire con certezza quanto l’attività di “cacciatore d’uomini” fu avventurosa, per lui, ma di sicuro c’è che senza quella esperienza, Hammett non avrebbe scritto i romanzi che lo hanno consacrato una leggenda. Nella postfazione ad “Hammett, cacciatore d’uomini”, Joe Gores afferma:

‘Ho voluto scrivere un romanzo su Hammett detective, proprio perché la sua esperienza di poliziotto privato risultò alla fine decisiva per la sua opera letteraria’.

Nonostante fosse raffinato, elegante, dotato di quell’aplomb che lo rendeva molto piacevole alle donne (per le quali, ci ricorda ancora una volta Joe Gores, spendeva parecchio), Hammett conosceva bene la strada, i vicoli bui, le case da gioco – altro suo vizio, dopo le donne – le palestre di pugilato e gli speak- easy, i locali nei quali venivano venduti gli alcolici negli anni della “tolleranza zero”. In questo senso, l’incipit de “L’uomo ombra”, uno dei suoi migliori lavori, ambientato a New York, riassume perfettamente l’atmosfera della realtà e dell’immaginario hammettiani: ‘Ero appoggiato al bancone in un bar clandestino della Cinquantaduesima strada ad aspettare che Nora finisse con le compere natalizie, quando una ragazza seduta a un tavolo insieme ad altre tre persone si alzò e venne verso di me.
Era una bionda piccola di statura, e sia a guardarla in viso sia dando un’occhiata al suo corpo fasciato in un abito sportivo blu cobalto, il risultato era soddisfacente’.

Il romanzo, con protagonista Nick Charles, un ex poliziotto dedito all’alcol, rappresenta uno dei momenti artistici più importanti nella vita del nostro. Il personaggio più importante di Hammett, invece, fa la sua prima comparsa nel racconto breve “Un uomo chiamato Sam Spade”, prima di diventare il protagonista del celebre “Il falco maltese”. In Italia, è possibile leggere il racconto nella raccolta “L’apprendista assassino”, pubblicata da Mondadori negli Oscar. A chi si volesse avvicinare all’universo hammettiano, consiglio, oltre ai titoli già citati, anche “La chiave di vetro”, “Raccolto rosso” e l’antologia “L’istinto della caccia”. Verrà catapultato immediatamente nell’America degli Anni Dieci e Venti, tra musica jazz, inseguimenti, distillerie di whisky, cazzotti, sparatorie e belle ragazze che, sicuramente, si avvicinano molto a quelle che Hammett conobbe in vita. Non ultimo, “On the way”, che raccoglie diciassette lavori inediti dell’autore, di cui tre soggetti cinematografici.

 

Come spesso accade agli scrittori di romanzi noir (lo abbiamo visto con Jim Thompson, la settimana scorsa), Hammett non riuscì a godersi la gloria a lungo. Dopo essere stato in carcere, accusato, sotto il maccartismo, di aver collaborato con dei sospettati comunisti in attesa di processo, scoprì che nessuno – né l’editoria, né il cinema e le radio – voleva più avere a che fare con lui. Si ritrovò, sostanzialmente, a diventare “the shadow man”, l’uomo ombra, come il protagonista di uno dei suoi romanzi più celebri. Affetto da tubercolosi, scomparì dalle scene e morì a New York nel 1961, quando la malattia si trasformò in un cancro e lo divorò del tutto.
Al giorno d’oggi, l’archetipo del detective privato violento, cinico e disilluso, entrato nell’immaginario collettivo insieme al mondo che lo circonda, sembra superato; è quasi sicuro, però, che senza il contributo straordinario di quest’uomo non sarebbe mai esistito. Né sarebbero esistiti gli autori che da Dashiell Hammett derivano e le loro storie. Come scrisse Raymond Chandler ne “La semplice arte del delitto”: ‘Hammett ha restituito il delitto alla gente che lo commette per un motivo, e non semplicemente per fornire un cadavere ai lettori; e con mezzi accessibili, non con pistole da duello intarsiate, curaro e pesci tropicali’.

 

 

Una lezione che sta alla base della letteratura noir tutta.

 

 

L’AUTORE – Lorenzo Scano, è un giovane scrittore che vive a Capoterra, vicino a Cagliari.

Di Lorenzo Scano:

IL LIBRO – Nel passato di una cittadina di provincia, alle porte di Cagliari, è sepolta una brutta storia di corruzione e violenza insabbiata dalle forze di polizia locali. Il trascorso, però, è destinato a riemergere quando in città fa il suo arrivo Carmine Cannas, uno sbandato appena uscito di prigione. Carmine vorrebbe rigare dritto e reinserirsi nella società, ma la sua fedina penale non glielo permette…