Del male e dell’amore






Del male e dell’amore: Un cantico segreto

A cura di Olga Gnecchi

Olga Gnecchi nasce ad Agrigento nel 1985 e vive a Porto Empedocle. Tra le sue pubblicazioni, i due thriller Sotto i suoi occhi (2014) e L’ultima cella (2015) e il dark fantasy Creature oniriche (2017). Con Gianluca Ingaramo scrive le parodie Amore Antigas (2016) e Giallo Antigas (2017), il racconto L’indifferente contenuto nell’antologia Jingle Bloody Bells 2 (2016, Nero Press edizioni) e Colui che attende inserito nella raccolta Creepypasta (2017, Nero Press edizioni), e Un passo oltre (2017, Delos Digital). L’antologia natalizia Strenne d’inchiostro (2015) del gruppo USE contiene il racconto La sorella. Ha ricevuto una menzione d’onore dal magazine il Cartello per il racconto Passi (2016). Cura la rubrica Nuove Penne per il magazine ThrillerNord e si occupa di servizi editoriali.


Autore: Francesco Paolo Cinconze

Editore: La Strada per Babilonia

Genere: Dark Fantasy/Horror

Pagine: 307

Anno pubblicazione: 2017

 

 

 

SINOSSI

 

Giulia ha sedici anni e viaggia da sola, portando con sé uno zaino, un sacco a pelo e un carillon che le è molto caro. Quando raggiunge l’istituto Delia Aneres, in un paesino nel cuore delle montagne umbre, trova un posto sicuro ma soprattutto degli amici. Uno di questi è Alessio, ragazzo dotato di un insolito talento. Ma chi è veramente Giulia? Le informazioni sul suo passato sono poche e confuse. Che rapporto ha con i due uomini pericolosi i cui atti criminali sembrano convergere nella sua direzione? A chi appartiene la voce che solo in pochi riescono a sentire? Del male e dell’amore è la storia di un mistero, un viaggio che guida il lettore all’interno di una dimensione onirica, in cui prodigi e mostri danno vita a un unico, complesso cantico segreto sull’amore e sul male che, inevitabilmente, ne consegue.

 

 

 

RECENSIONE

 

Francesco Paolo Cinconze ci presenta il suo “Del male e dell’amore”, un romanzo surreale che travolge il lettore in una dimensione onirica colma di significati dalle sfumature mitologiche.

La narrazione parte con un incipit degno di nota da cui emerge immediatamente la caratteristica fantastica del libro. I personaggi sono più una cornice attraverso cui vedere la vicenda e il suo evolversi, e la protagonista resta nell’ombra, anche lei a fare quasi da spettatrice. Perché Giulia è come un soggetto sottinteso, attrice in disparte e testimone di ciò che accade in quella dimensione che è Dimora, inquietante e magnifico universo parallelo, di cui soltanto lei pare riuscire a varcarne i confini.

Il romanzo risulta complesso proprio per questi “spostamenti” tra un universo e l’altro, perché soltanto alla fine si scoprirà la vera ragion d’essere di Dimora e del perché creature mostruose possono uscirne e mietere vittime. Senza considerare i crudeli antagonisti che sono persone, altra incarnazione del male.

Ma un altro è il significato profondo espresso tra le righe: l’amore visto come ossessione e il male come conseguenza dell’amore. Se, come dice lo stesso autore, “questa è una storia d’amore” allora il vero protagonista forse è appunto il sentimento supremo che muta a seconda di coloro che lo provano, cambia in base al significato che ciascuno decide di dargli. Così come accade in “Del male e dell’amore”, poiché ciascun essere umano possiede quel qualcosa che fa parte dell’uno e dell’altro e non sempre riesce a scindere.

Significati profondi, trama complessa e per certi versi originale; durante la lettura non disturbano alcuni refusi presenti nel testo (sarebbe meglio non ce ne fossero affatto!), ma uno sviluppo più lineare avrebbe di certo donato alla storia, così come una maggiore sintesi delle descrizioni, soprattutto nelle parti iniziali e finali del romanzo.

A seguire, intervista all’autore, che ci parla un po’ di come nasce la passione per la scrittura e delle sue opere.

 

 

 

 

INTERVISTA

 

1) Benvenuto a Thriller Nord, Francesco. Parlaci di te e di come nasce la passione per la scrittura.

  • La mia vera passione sono le storie, i personaggi, le dinamiche interpersonali. Amo leggere, vedere film e anche raccontare le storie. Soprattutto amo ascoltarle. La scrittura è uno strumento formidabile e accessibile. Se ne avessi avuta la capacità avrei voluto anche illustrarle, o musicarle. Scrivere è un atto di superbia, lo è quando ti senti il padrone della storia, dei destini dei suoi personaggi. Ma è anche un atto di profonda umiltà, quando ti rendi conto (suadente alchimia della stesura della propria fantasia) che storie e personaggi vanno dove vogliono. E non sempre nella stessa direzione che pensavi all’inizio. Inoltre la narrazione è un atto di seduzione, tra narratore e lettore. Un patto garbato e viscerale basato su oneste menzogne. Lo trovo uno dei rapporti più alti tra le persone.

 

 

2) A cosa è dovuta la scelta del genere horror? Hai scritto o ti piacerebbe cimentarti in altri generi?

  • Amo l’horror sin da quando ero bambino, quando con i miei amici tremavano soltanto al vedere i poster dei film in uscita. Chi ha vissuto la propria infanzia e la propria adolescenza negli stessi anni in cui le ho vissute io sa di cosa parlo. Andare a vedere i film horror al cinema, superando il fatidico “vietato ai minori,” era un autentico atto di coraggio. Anche se senza confessarlo a nessuno si passavano le successive quattro o cinque notti seduti sul letto con lo sguardo spiritato a dardeggiare nel buio della notte. Come accade spesso l’oggetto delle proprie paure finisce per diventare la più autentica delle passioni. E quindi…
  • Comunque si, ho scritto anche cose diverse dall’horror (in definitiva anche “Del male e dell’amore” non è esattamente un horror tipico. C’è un mio lavoro (non horror) attualmente al vaglio della mia casa editrice. Chissà…

 

 

3) Nel tuo romanzo “Del male e dell’amore” si ha una prevalenza di personaggi femminili, come mai questa scelta? È stato facile tracciare le caratteristiche di Giulia?

  • Credo profondamente che l’universo sia Femmina, e che l’uomo, oltre alla morte, sia l’unico limite (passatemi il termine non propriamente adeguato) che impedisce alla donna di ascendere a un livello superiore. Amo le donne, mi piace parlare di loro. Sono affascinanti da delineare e da far muovere negli scenari di un racconto. Danno sempre più soddisfazione e prospettive più ampie. Con loro si viaggia molto più lontano. Non nascondo che nella maggior parte delle cose che scrivo inserisco un inno alla femminilità.
  • Giulia è stata in realtà fin troppo facile da costruire; doveva essere un personaggio che si perdeva nella storia. Che invece di apparire, tendeva a nascondersi. Con lei ho lavorato in senso inverso rispetto agli altri personaggi: ho dovuto sottrarle tutto, anziché adornarla. È così che doveva funzionare.

 

 

4) Verso la fine del romanzo, dici che in fondo si tratta di una storia d’amore. Quindi ti chiedo: cosa è stato a ispirarti e cosa ti ha spinto a scrivere “Del male e dell’amore”?

  • Questo romanzo nasce due volte in due momenti diversi. Il “contenitore” ho iniziato a pensarlo e elaborarlo circa trent’anni fa. La struttura, il mistero, la maggior parte dei dettagli. Ma fino all’autunno del 2015 non era ancora pronto per essere incarnato, fino a quando ho trovato il “cuore” della storia, ossia l’amore nel suo aspetto più sincero e impopolare: la degenerazione. Niente di innaturale o deviato. Solo la più logica evoluzione di un sentimento così coinvolgente. Si usa spesso la metafora del fuoco ardente per definire la passione. Io ho spostato il faro sulle scorie che necessariamente si producono nel solo atto di amare.
  • La mia vita, le mie vicende personali mi hanno portato a riflettere su questo. E a avere voglia di parlarne.

 

 

5) Chi sono i tuoi autori preferiti? Ce n’è uno di cui più senti l’influenza?

  • Non si direbbe, ma il primo riferimento che ho usato per questo lavoro è stato Dario Argento. Per la sua peculiare attenzione nel mettere in campo dettagli apparentemente insignificanti fin quando la loro importanza non viene rivelata. Non mancano influenze anche da parte degli scrittori Neil Gaiman e Clive Barker, per la loro scioltezza in cui spostano e intrecciano le loro storie in più piani di esistenza. Di Joe R. Lansdale e Stephen King. Robert Ervin Howard (tanto da considerarlo un prezioso amico da “ascoltare” ogni volta che mi è possibile farlo), Richard Matheson, Robert Bloch e altri ancora.

 

 

6) Stai lavorando ad altre opere? Progetti futuri?

  • Sto lavoricchiando a un romanzo breve, qualcosa del tutto diverso da quanto scritto finora. Idee non mancano, tempo e energia al momento un po’ sì. Vedremo.

 

 

7) Chiudiamo con la classica domanda di rito per noi di Thriller Nord: hai letto o vorresti leggere thriller di scrittori del nord Europa?

  • Leggo con piacere i romanzi di John Ajvide Lindqvist. Occasionalmente mi accosto ad altri autori di zona, ma a parte le superbe ambientazioni algide e formali, raramente li trovo alla sua altezza. Ma non demordo e continuo a cercare…

Francesco Paolo Cinconze

 

 Ti ringraziamo per essere stato con noi!