Disturbi di luminosità




Recensione di Mirella Facchetti


Autore: Ilaria Palomba

Editore: Gaffi Editore in Roma

Genere: Narrativa

Pagine: 130 nella versione a stampa

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

Sinossi.“Disturbi di luminosità” è un’autofiction scritta con la tecnica del flusso di coscienza, ogni cosa si svolge nella mente di una donna che non ha nome. La protagonista soffre di un disturbo borderline di personalità scaturito da uno stupro. È spesso accompagnata da Lui, un personaggio amato e tanto odiato, proprio quanto tutto ciò la circonda; L’Oracolo, un terapeuta mistico che la segue durante il suo vaneggiare nell’incubo tra vita e morte; e Lei, una doppelgänger malefica, una sua doppia e simile; per poi arrivare a Narciso, un narcisista manipolatore, anch’esso vacillante tra amore e odio. La narrazione avviene tra una città e l’altra: Roma, Dublino, Parigi, Berlino, Bari, in un susseguirsi di fughe. Fughe dai luoghi ma anche da sé stessa, rapita in un baratro di eterni ritorni e incurabili voragini. Ma le ferite sono anche feritoie. La scrittura stessa presenta tale ambivalenza, un fiume che muta forma tra le mani – si piega – mi piega. Un fiume che straripa dagli argini per ritornare alla siccità, all’aridità di un cuore assediato da ripetute violenze e abbandoni. La tortura, la droga, i rapporti promiscui, l’autolesionismo, i tentativi di suicidio sono solo un grido che lamenta l’assenza d’amore, di certezze, di futuro, in un sociale che implode. Le ragioni sono scritte nell’ultima pagina e nessuno può conoscere la fine se non legge il libro per intero, dice L’Oracolo.

 

RECENSIONE

È una storia forte, dura, cruda, feroce, che non fa sconti.

È un turbinio di sensazioni, pensieri, idee, sogni, parole, che arrivano come schiaffi in faccia al lettore.

È un viaggio nell’abisso di una mente in lotta contro i propri demoni, alla ricerca di verità, espiazione e “redenzione”.

È un viaggio in una mente che cerca di evadere dai ricordi, dal senso di colpa (lo stupro subito, che sente addosso come una seconda pelle) ottenebrando la mente con droghe e rapporti promiscui.

È il racconto della caduta in voragini profonde, del tentativo di rialzarsi, dell’odio verso se stessi (che scaturisce, sempre, ancora e ancora, dal senso di colpa per lo stupro), dell’amore-odio verso Lui, il ragazzo: La Cura.

 

 

Con una narrazione dal carattere onirico, l’autrice ci fa entrare nel mondo della protagonista e ci fa sentire tutto il suo dolore, la sua disperazione, il suo disgusto, la sua sofferenza.

Non è un libro semplice. È un romanzo che bisogna lasciar sedimentare, che richiede tempo per permetterci di assorbire tutte le emozioni/sensazioni che ne scaturiscono.

Consigliato a chi ha voglia di una lettura fuori dagli schemi, a chi ha voglia di farsi trascinare all’interno della psiche umana, nei suoi deragliamenti e nelle sue paure.

 

 

 

 

Ilaria Palomba


Ilaria Palomba. Ha pubblicato il romanzo “Fatti male” (Gaffi), tradotto in Germania per la Aufbau-Verlag nella collana Blumenbar, con titolo “Tu dir weh”; la raccolta poetica “I buchi neri divorano le stelle” (Arduino Sacco); la raccolta di racconti “Violentati” (ErosCultura), di cui un racconto pubblicato in Inghilterra e negli Stati Uniti per il Mammoth Book, l’antologia di racconti curata da Maxim Jakubowski. Grazie a una Borsa di Studio Internazionale, ha elaborato il saggio “Io sono un’opera d’arte. Viaggio nel mondo della performance art” (Dal Sud), durante un anno di studi al CeaQ, diretto dal Prof. Maffesoli; il romanzo “Homo homini virus” (Meridiano Zero), d’ispirazione per molte performance teatrali e di body-art e vincitore del ControPremio Carver 2015 e terzo al Premio Nabokov 2015; il romanzo “Una volta l’estate” (Meridiano Zero), a quattro mani con Luigi Annibaldi, Premio L’Aringo Essere Donna Oggi 2016; la silloge poetica “Mancanza”; l’autofiction “Disturbi di luminosità” (Gaffi). Il racconto “Il potere della negazione” e il racconto “Tu, mia compagna di viaggio”, tradotti in francese e pubblicati in duplice lingua nei numeri “le BAROQUE” (2015) e “LA RUE” (2016) della rivista internazionale “Les Cahiers européens de l’imaginaire”, fondata da Michel Maffesoli e Gilbert Durand. Il racconto “Le altalene” pubblicato su Retabloid. Ha curato per AlterEgo Edizioni l’antologia di racconti e disegni “Streghe Postmoderne”, di cui fa parte anche come autrice. Fa parte come autrice delle antologie “Il mestiere più antico del mondo?” (Elliot) e “Sorridi siamo a Roma” (Ponte Sisto).

 



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