Dopo il nero della notte




Recensione di Manuela Fontenova

Autore: Cristina Rava

Editore: Garzanti libri

Pagine: 297

Genere: Giallo

Anno Pubblicazione: 2014

 

 

 

 

 

 

“Dopo il nero della notte, verrà il rosso dell’alba, l’oro del sole e il bianco della luce”

Una telefonata alle 7 di mattina non promette nulla di buono, lo sa bene Ardelia Spinola, medico legale e investigatrice dilettante.
E’ il lunedì mattina che segue un weekend di temporali e nell’ascensore della biblioteca di Albenga viene ritrovato il corpo di un uomo, con una ferita d’arma da fuoco, verosimilmente bloccato lì da sabato, a seguito di un blackout.
Ardelia è il medico di turno incaricato dell’autopsia, ma la presenza del suo amico PM, Ugo Bottini, le consente di venire a conoscenza di fatti riguardanti la vittima, tanto quanto basta per risvegliare la sua “sete” di verità.
Una breve ispezione a casa del malcapitato le fornisce un quadro sulle sue generalità: Ludovico Drovetti, una sessantina di anni, professore di lingue straniere in varie università europee, conferenziere esperto in materia medievale, collezionista di libri antichi, nonché bibliotecario di Albenga, città in cui si era trasferito poco tempo prima e nella quale aveva deciso di fermarsi, accettando un ruolo ben al di sotto delle proprie capacità.
Una vita apparentemente solitaria, eccetto qualche conoscente e il gatto Nikita.

Ma allora perché è stato ucciso?
Cosa nascondeva?
C’entrano forse i due libri antichi che custodiva nella sua valigetta?

Ardelia non può lasciar correre, e mentre svolge l’autopsia eccola pensare “ Dentro di me lo chiamo professore, oppure Ludovico: i morti hanno dignità, sono persone. Questo sentimento guida i miei gesti da sempre”.
La sua vita però sta per subire una rivoluzione: un piccolo incidente automobilistico le offre il pretesto per conoscere un uomo, (che non le farà rimpiangere il suo ex fidanzato, l’ispettore Rebaudengo), tale Arturo Grovero, apicoltore, erborista ed “alchimista”, amante dei gatti e della buona cucina, ma soprattutto bello come il sole.

Ardelia sta per compiere cinquantatré anni e questa potrebbe essere la volta giusta per una relazione stabile, ma il bell’Arturo ha degli aspetti lacunosi e inoltre era un amico della vittima, motivo per il quale viene ascoltato più volte dai carabinieri.
Potrebbe sapere più di quel che dice, ha familiarità con i luoghi frequentati dal professore, come un ameno agriturismo di cucina vegetariana, che diventerà un po’ il ritrovo della coppia e dove Ardelia è sicura si celi parte del mistero che avvolge questo delitto.

Avrà modo di chiarire parte dei suoi dubbi nel corso delle indagini, che stavolta la vedono ancora più coinvolta, e ovviamente con la scoperta dell’assassino, nella quale avrà un ruolo determinante.

Se nel primo romanzo Ardelia si era presentata al lettore quasi in punta di piedi, insicura e maldestra, con un caso di omicidio assai più semplice, adesso irrompe sulla scena con tutta la sua personalità.
Determinata, coraggiosa, a volte fastidiosa e inopportuna, ponderata nell’agire ma soprattutto simpatica e ironica. Ho riso molto durante la lettura, con le sue espressioni ricorrenti, come il “belin” quasi un cavallo di battaglia. Il suo personaggio si evolve e diventa sempre più importante nella storia, tanto che la prima parte del romanzo è quasi più simile ad una narrativa piuttosto che ad un giallo ma si legge con piacere, si fa ben volentieri amicizia con questa donna che invece nella seconda parte si cala perfettamente nel suo ruolo di investigatrice, restituendoci tutta la suspence tipica di un romanzo giallo.
La scrittura è molto scorrevole, sa destare la giusta attenzione in chi legge (io non vedevo l’ora di arrivare alla fine tanto ero curiosa). L’indagine è più approfondita, l’autopsia è ben dettagliata da un punto di vista medico, gli elementi “polizieschi” sono tutti ben costruiti.
Anche gli altri personaggi prendono confidenza con il lettore e si abbandonano alla chiacchiere in dialetto, come gli anziani vicini di casa, il Bottini e lo stesso Arturo.

Ardelia potrebbe essere un misto tra una Jessica Fletcher e una Erika Falk (protagonista dei romanzi di Camilla Lackberg) per la sua caparbietà nell’infilarsi in vicende che non la riguardano e la capacità di trovarsi sempre dove non dovrebbe, ma casualmente sempre nel momento giusto.
Come nelle migliori serie tv, dove un episodio tira l’altro, alla fine di questo libro ho provato la stessa impazienza di leggere la “puntata” successiva (la terza indagine di Ardelia che vi racconterò a breve), e questo ne fa, a mio avviso, un romanzo vincente.

“ Il mio mestiere è rendere giustizia inutile ai morti, far calare la marea del male con un mestolo bucato”

 

 

 

Cristina Rava (Scheda Autore)


Cristina Rava, classe 1958, nasce, e vive tuttora ad Albenga, comune in provincia di Savona, ambientazione prediletta dei suoi romanzi. Accantonata la facoltà di medicina, si dedica a varie attività prima di approdare alla scrittura, con due raccolte di racconti e un libro di memorie storiche sul territorio ligure. Pubblica 5 romanzi gialli con protagonista il commissario Bartolomeo Rebaudengo, nell’ultimo della serie “Un’indagine al nero di seppia” compare per la prima volta il medico legale Ardelia Spinola, personaggio che la stessa autrice definisce come il suo alter ego, alla quale nel 2012 dedica una nuova serie inaugurata con “Un mare di silenzio” , seguito nel 2014 da “Dopo il nero della notte” e nel 2016 da “Quando finiscono le ombre…