Due delitti




Due delitti – Due indagini per Alessandro Pinna

Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Marvin Menini

Editore: Frilli

Genere: Noir

Pagine: 208 p. R.

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Alessandro Pinna è un investigatore privato di cinquant’anni che vive e lavora a Genova. Ama la musica classica, le citazioni in latino ed il suo gatto di nome Catullo. Si occupa, come dice lui, solo di corna ed eredità: fino a quando accetta l’incarico sulla misteriosa morte di un diciottenne a Boccadasse. Semplice incidente oppure omicidio? Eppure Pinna, solo qualche anno prima, era un alto ufficiale dei Carabinieri: abituato ad indagini complesse e delicate. Perché questo cambio di vita? Che cosa gli è successo? Lo scopriremo nell’altra indagine del romanzo ambientata nel passato: quando, ancora militare, si occupa dell’omicidio di un prete nella sua parrocchia al CEP sulle alture di Voltri. Due indagini che si intersecano nei ricordi. Nel doloroso presente e nel difficile passato. E nell’incrocio fatale con la dottoressa Luciana Verdi, medico legale, e le scelte che hanno segnato in modo indelebile la vita di Pinna.

 

“Tutto è nato come sempre da una canzone: le storie mi nascono così…

… Da una scena. Da una emozione. Da una musica che mi trasmette un’immagine…

… ero in macchina, in coda. Ed ho visto quest’uomo con i capelli corti e bianchissimi…”

(Marvin Menini – Introduzione)

 

Recensione

Sento il bisogno di fare una premessa: io non avevo mai letto nulla, fino ad ora, scritto da Marvin Menini, per cui non posso fare un confronto con Matteo De Foresta, l’altro suo personaggio di punta anche se con calma ci arriverò perché l’autore stesso parlandone mi ha incuriosita. Come spesso accade però una serie di concause mi hanno guidata verso questa precisa storia.

Le offerte dell’ultimo periodo, il desiderio di conoscere un nuovo personaggio e poi l’introduzione dello stesso scrittore e, dopo averla letta, non c’è stato più nulla da fare.

In quel momento ho deciso che dovevo iniziare questo libro e che volevo fare la conoscenza a tutti i costi di Alessandro Pinna!

“Ogni bracciata, potente e silenziosa nel frangere il pelo d’acqua, allontanava sempre di più i soliti pensieri e anche la tensione della giornata nonostante i muscoli indolenziti… ogni boccata di ossigeno era un ulteriore, piccolo, momento di purificazione e di libertà. Nessun pensiero, nessun dolore, nessun affanno di quelli che in ogni attimo della sua vita lo tormentavano. C’erano solo lui, l’acqua e il silenzio delle bracciate.”

Cosa può accadere di così grave per costringere un uomo a decidere di cambiare totalmente vita, rinunciando a una sicura carriera nell’Arma per iniziare a fare l’investigatore privato?

Ripercorrendo un’indagine di qualche anno prima e di pari passo portando avanti un ulteriore caso ai nostri giorni, il tenente colonnello in congedo Alessandro Pinna, indirettamente, ci racconterà i fatti che lo hanno fatto diventare ciò che è oggi.

Attraverso un viaggio profondo dentro di sé, Pinna ci mostrerà come lui e la sua vita abbiano toccato il fondo senza mai riuscire a risalire in superficie e perché di conseguenza, sia giunto alla conclusione che per lui non vi sia diritto di redenzione e anzi, ha tenuto a mostrarci perché debba autopunirsi quotidianamente, intrappolato in una vita che non è più la sua, bloccato da ricordi che lo fanno stare male.

“Una nuova fitta al petto. Una nuova lacrima che si spandeva sulla tovaglia. Come tutte le sere degli ultimi due anni e mezzo…”

Più leggevo e più avvertivo la tensione e la pressione a cui quest’uomo è stato sottoposto ogni giorno, di minuto in minuto da quando la sua vita, il suo intero universo si è fermato, si è messo in sospensione continua, un oblio ove c’è lui che si aggira tormentato da sensi di colpa e attorno tanta gente che è lì, che lo osserva, che vorrebbe anche dargli una mano, portargli un po’ di conforto. Ormai, però, lui appare bloccato dentro una bolla e arranca, sopportando impassibile davanti a tutto ciò che ormai la vita ha deciso per lui.

“A volte riesco a trasformare il dolore solo in rabbia. Anche con chi non c’entra nulla.”

A mio avviso questo libro va letto e affrontato senza pregiudizi perché i temi trattati non sono assolutamente semplici e, in alcuni momenti anche Pinna stesso potrebbe apparire non in linea per atteggiamenti, scelte e azioni. Io credo però che sia un uomo di una profondità d’animo incredibile e che nessuno, senza essersi trovato nei suoi panni possa veramente giudicarlo per ciò che è stato e per cosa è diventato.

La vita si sa, è imprevedibile.

Trovo che l’autore si sia rivelato molto coraggioso nell’affrontare questo cambio di rotta così deciso, lasciando in un angolo, anche se solo temporaneamente, il suo personaggio di punta per presentare al pubblico una figura sicuramente molto distante da quella a cui i suoi lettori si erano abituati.

La scrittura di Menini mi è piaciuta molto, ho trovato le descrizioni degli ambienti proposte in maniera sublime. Colori, odori, rumori e in generale scorci di Genova e dintorni presentati come delle cartoline minuziosamente descritte. Ho avuto l’impressione di trovarmi veramente in quella città e di viverla pienamente.

Il finale di questo libro, per come la vedo io, fa molto male perché la verità ti arriva, sbattuta in faccia con tutta la violenza possibile, perché non esiste un qualcosa di definitivo che ti fa mettere l’anima in pace, bensì si avverte la sensazione di oppressione data da un’incertezza che ferisce e come un pungolo ti infastidisce, ti tormenta. Un fastidio insistente, che preme in profondità per procurare il massimo dolore possibile in modo pressante e continuo.

Dobbiamo credere però che a tutti venga concessa una seconda possibilità e che per tutti, ad un certo punto arrivi il momento di poter tornare a sorridere almeno un po’.

È vero che per guardare avanti e cercare di rifarsi un futuro bisognerebbe talvolta, per amore, riuscire a lasciar andare. È altrettanto vero però, che per poter ritrovare la luce dopo essersi eclissati nel buio ci sia bisogno di una grande volontà.

Io ci conto Pinna e spero, di cuore, che tu possa riemergere al più presto. Spero di avere ancora tue notizie!

“Non bisogna avere paura della morte…Mai. Vuol dire avere paura di vivere.”

 

 

 

 

 

Marvin Menini


è nato a Genova il 18.02.1971. È laureato in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Ortopedia e chirurgia della mano. Svolge il proprio lavoro presso un importante ospedale genovese. È appassionato di cucina, poker e letteratura noir. Ha giocato ventitré anni a Pallanuoto. Nel 2015 ha pubblicato su “ilmiolibro.it” il romanzo “Nel cuore del centro storico”, la prima avventura di Matteo De Foresta, ed ha partecipato al concorso “Ilmioesordio2015”. Il libro è arrivato in finale, selezionato assieme ad altre 50 opere da scuola Holden. Pubblicato anche su Amazon in e-book, “Nel cuore del centro storico” ha venduto dal 30 luglio 2015 ad oggi più di 4.000 copie. Nel settembre 2015 ha pubblicato in self publishing su Amazon un racconto lungo, sempre con protagonista Matteo De Foresta, dal titolo “Sangue sul Fiume”. Nel gennaio 2017 ha pubblicato per Fratelli Frilli Editori la seconda avventura di Matteo De Foresta, “Poker con la morte”. Il romanzo è arrivato al primo posto, nella settimana di Ferragosto 2017, nella classifica assoluta dei best seller di Amazon. Nel febbraio 2018 ha pubblicato per Fratelli Frilli Editori la terza avventura di Matteo De Foresta, “I Delitti dei Caruggi” e nel 2019 sempre per Fratelli Frilli Editori la nuova edizione de “Nel cuore del centro storico”. “I Delitti dei Caruggi” è rimasto nella classifica assoluta Top 100 dei best seller di Amazon, categoria Gialli e Thriller, fino a giugno 2018. Complessivamente, le avventure di Matteo De Foresta hanno venduto più di 10.000 copie.

 

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