E’ così che si uccide




(Recensione di Giusy Ranzini)


Autore: Mirko Zilahy

Editore: Longanesi

Pagine: 410

Genere: Thriller-noir

Anno Pubblicazione: 2016

 

 

Sono tre i grandi protagonisti di questo romanzo: Roma, il commissario Enrico Mancini e l’assassino.
La prima protagonista è la città eterna, con un passato che rivive in monumenti marmorei e basiliche, scenario di questa storia maledetta, letale e misteriosa; Roma è città spettrale e sconosciuta, dove i luoghi descritti come il vecchio mattatoio del Testaccio e il Gazometro, diventano personaggi con un’anima e una voce.

Il secondo protagonista è il commissario Enrico Mancini, specializzato a Quantico in crimini seriali, ma afflitto da un’ inconfessabile debolezza che proprio non riesce a vincere: non può guardare i corpi delle vittime attaccati da una violenza inaudibile. È uno spettacolo a cui non vuole e non riesce ad assistere; per non parlare dell’odore, quell’olezzo putrido che gli ricorda l’inferno.

Mancini è un uomo distrutto, prostrato nell’animo, chiuso nel suo dolore: sua moglie Marisa è morta da pochi mesi, portata via da un male incurabile e lui non riesce a superare l’immenso dolore.

Non sopporta le porte chiuse, indossa sempre i guanti come se volesse porre una barriera tra lui e il mondo. Le vittime, la polizia lo vogliono: è il migliore nello scovare i killer seriali ed è chiamato a formare una squadra per trovare nel più breve tempo possibile l’assassino. Collabora con loro il professore Carlo Biga, criminologo. Mancini, esamina per primo la scena del crimine per provare a immedesimarsi nell’assassino e prevedere le sue mosse; con pudore rispetto e delicatezza, il commissario guarda i poveri corpi dilaniati dalla cieca violenza altrui.

Il terzo protagonista è Ombra, nome con cui il serial killer si firma: un maschio bianco di 25-30 anni, lucido, molto organizzato, con un quoziente intellettivo superiore alla media e con un obiettivo ben preciso da realizzare; un killer capace di mietere sette vittime, sette morti di dio, ciascuna con la sua colpa da scontare. È così che si uccide è un thriller per chi ama il brivido e l’inquietudine e non teme di confrontarsi con la paura che a mano a mano scorre nel racconto, diventando adrenalina pura.

Da appassionata lettrice del genere thriller-noir ho ritrovato tutti gli ingredienti del perfetto romanzo giallo: una trama ben strutturata, un commissario analitico, un’ambientazione cupa e un assassino che lancia la sfida. La sera, se chiudo gli occhi mi appaiono i personaggi con le loro emozioni; le vicende del passato e del presente, si rincorrono e allo stesso tempo si intersecano e ci mettono a confronto con paure nuove e antiche che ci permetteranno di accedere ai segreti che si nascondono nella nostra mente e nella nostra vita.

“È così che si uccide” è diventato caso editoriale alla Fiera del libro di Londra del 2015, dove venne venduto subito e pubblicato da tanti editori di tutto il mondo.

Chi l’ha amato, aspetterà con trepidazione il seguito!

 

Mirko Zilahy su THRILLERNORD

mirko zilahy
Mirko Zilahy è nato a Roma nel 1974. Laureato in Lingue e Letterature Straniere, ha conseguito un PhD in Italian presso il Trinity College di Dublino dove ha insegnato Lingua e Letteratura italiana. È cultore di Lingua e Letteratura inglese presso l’Università per Stranieri di Perugia.