Il delitto del luogo. Emilia paranoica di Barbara Baraldi




L’autrice e la trilogia di Aurora

Barbara Baraldi ci regala il suo sentire della Bassa padana, quella spessa lingua di argilla che corre lungo il Po, dove le acque ristagnano e creano paludi, terra di nebbie inesorabili e di fervide suggestioni. La sua profiler Aurora Scalviati,  cui una scheggia conficcata nel cranio ha regalato il dono del pensiero laterale e una bipolare labilità emotiva, è approdata proprio in questi giorni al terzo capitolo delle sue indagini (L’ultima notte di Aurora, Giunti, 2019, pagg.528). Aurora si muove sullo sfondo di un’Emilia oscura e inquieta, ben lontana da abusati stereotipi, un’anima malata, “paranoica” appunto come recita la suite punk che ha accompagnato l’autrice nella sua scrittura.

 Emilia paranoica 

di

Barbara Baraldi

 

Emilia di notti agitate per salvare la vita, cantavano i CCCP. Emilia di notti ricordo senza che torni la felicità. Emilia di notti d’attesa di non so più quale amor mio che non muore. La loro “Emilia paranoica”, una scheggia impazzita ben lontana dai cliché dell’emilianità. Un’Emilia feroce, cantata su accordi nervosi, in attesa di un’emozione sempre più indefinibile.

L’Emilia de “L’ultima notte di Aurora” è fatta degli stessi accordi, di oscurità pungente, di storie della malanotte, di delitti e di nebbie.

 

Nebbia nella Bassa

C’è Sparvara, luogo non luogo di memorie cancellate, perché la vera Sparvara era nella Lomellina; un borgo sulle rive del Po spazzato via da un’alluvione.

Sparvara racchiude elementi di varie cittadine della Bassa emiliana, la campagna a perdita d’occhio, puntellata di ruderi che sembrano testimoni di un passato segreto. La provincia soffocante, tranquilla solo in apparenza ma che in realtà nasconde anime inquiete, come lucertole tra le crepe dei muri. Emblema di contraddizioni in cui convivono pregiudizi e modernità, vecchie consuetudini e a volte deviazioni.

 

Nebbia sul Po

E poi c’è la vicinanza al fiume, che scorre trasportando misteri… e in questo caso un cadavere. Da casa mia ci vogliono trenta minuti circa per raggiungere il Po. Zone di natura selvaggia, dove le leggende s’impigliano tra le canne e si fanno trasportare dal vento. Ogni volta che ci vado mi sento un’ospite in una terra di frontiera, come in sospeso nel frammento perduto di un vecchio film, con una “casa dalle finestre che ridono” che potrebbe apparire alla prossima svolta.

Mi piace cucire i fili tra i racconti di guerra delle mie nonne, il paesaggio e la nebbia, che diventa quasi uno stato d’animo. E ancora, un caso di cronaca mai risolto, un antico rituale e una teoria controversa sull’origine della coscienza. La verità è che tutto può diventare fonte di ispirazione, sei non hai paura di ascoltare il silenzio.

 

I portici di Bologna

E poi, naturalmente, c’è Bologna. Dark lady di pietre rosse, portici come serpenti e torri medievali, con la sua storia che non smette mai di incantare e di sollevare nuove suggestioni. Tra i luoghi cardine toccati dalla serie, la Certosa, primo cimitero monumentale d’Europa (precedente persino al Père Lachaise) in cui ogni sepolcro ha una storia da raccontare, Palazzo d’Accursio e la stazione Centrale, con quell’orologio ancora fermo alle 10:25, a imperitura memoria della strage.

 

La certosa di Bologna

 

Palazzo d’Accursio

 

L’orologio della Stazione Centrale di Bologna

Un freddo più pungente. Accordi secchi e tesi segnalano il tuo ingresso nella mia memoria. Consumami distruggimi è un po’ che non mi annoio. Aspetto un’emozione sempre più indefinibile… Emilia paranoica.

 

 

 

Barbara Baraldi


è autrice di thriller e sceneggiature di fumetti. Pubblica per Giunti editore la serie thriller “Aurora Scalviati, profiler del buio” di cui fanno parte i romanzi Aurora nel buio (2017), Osservatore oscuro (2018) e L’ultima notte di Aurora (2019). Nel corso della sua carriera ha pubblicato romanzi per Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e un ciclo di guide ai misteri della città di Bologna per Newton & Compton. Tra il 2014 e il 2015 ha collaborato con la Walt Disney Company come consulente creativa. Dal 2012 collabora alla serie «Dylan Dog» di Sergio Bonelli Editore. È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il Nebbia Gialla. È tra i protagonisti di Italian noir, il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano. I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico e sono pubblicati in vari Paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Dal 2010 tiene lezioni e corsi di scrittura creativa per adulti e per ragazzi, in collaborazione con le scuole secondarie di primo e secondo grado.

 

 

A cura di Giusy Giulianini

Giusy Giulianini è nata e vive a Bologna. Legge, molto e da sempre, e scrive un po’: recensioni e interviste agli autori di narrativa giallo-noir, sua passione inveterata, e qualche riflessione personale, in veste di racconto o di romanzo. Quest’ultimo, un thriller emotivo, è fermo al Capitolo XVII e chissà se si muoverà da lì? Se si dovesse descrivere con una frase, questa sarebbe ‘I libri sono il mio peccato e i noir il mio peccato mortale’.