Era una moglie perfetta






(Recensione di Simona Vallasciani)


Autore: A. J. Banner
Editore: Newton Compton
Traduttore: Valentina Cabras
Pagine: 288
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017

 

 

Era una moglie perfetta, edito da Newton Compton, segna il ritorno dell’autrice americana A.J. Banner, giunta al successo lo scorso anno con il best seller Un vicino di casa quasi perfetto. Anche in questo caso, si tratta di uno psico-thriller. La protagonista, Kyra Winthrop, giovane biologa marina, ha perso la memoria in seguito a un brutto incidente durante un’ immersione; da quel momento vive su un’ isola dai pochi abitanti, insieme al marito Jake e cerca disperatamente di ricostruire i quattro anni precedenti, che la sua mente ha completamente cancellato.

Colpisce la scelta della scrittrice di staccarsi un po’ dal “modus operandi” dei romanzi moderni appartenenti a questo genere e di iniziare la narrazione non dalla descrizione dell’incidente, come ci si aspetterebbe, ma da qualche mese dopo il fatto, quando la protagonista è già alle prese con il suo profondo disagio; ciò permette al lettore di immergersi fin da subito nel pieno della storia.

La tensione è mantenuta sempre molto alta grazie a un continuo alternarsi di scene reali e ricordi del passato che costringono chi legge a usare tutta la propria concentrazione per districarsi tra le pagine, a volte un po’ confusionarie, che rispecchiano a pieno la condizione di Kyra, messa di fronte a una delle situazioni più spaventose che si possano immaginare.

Come si può realmente capire chi si è, se ci si può basare esclusivamente sulle parole degli altri? E, soprattutto, ci si può veramente fidare di chi ci circonda?

Era una moglie perfetta è un thriller piacevole, nato da una buona idea, e ben sviluppato.

Gli argomenti di cui tratta sono molteplici: la perdita di memoria, i segreti, i tradimenti, la vita coniugale e la passione vista da ogni suo punto di vista. E fin dalle prime pagine dimostra di avere tutte quelle caratteristiche che spingono il lettore a voltare continuamente pagina.

I personaggi sono tanti, ma l’attenzione è dedicata a quelli principali: un buon metodo per creare una storia chiara e diretta, che non si sofferma sui giri di parole ma va dritta al punto, conducendoci senza tanti fronzoli alla verità.

Una seconda opera di rispetto, di un’autrice che continua a convincere e che in futuro potrebbe riservarci grandi sorprese.

 

 

A.J. Banner, nata in India e cresciuta in America del Nord, ha sempre sognato di scrivere storie in cui nulla è ciò che sembra. È cresciuta leggendo Agatha Christie, Daphne du Maurier, e altri maestri del mistero. Ha sottratto furtivamente tutti i thriller dalla biblioteca dei genitori, anche i libri proibiti, e questo materiale, dopo anni, ha fornito spunti e ispirazioni per il suo primo thriller psicologico, Un vicino di casa quasi perfetto, diventato un bestseller.

 

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