Fa troppo freddo per morire




Fa troppo freddo per morire. La prima indagine di Contrera

Recensione di Manuela Baldi


Autore: Christian Frascella

Editore: Einaudi

Genere: noir

Pagine: 336

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

Sinossi. C’è un uomo con un coltello piantato nel petto, dentro un locale a luci rosse di Torino. Fuori, un quartiere multietnico che assomiglia al mondo. A indagare sarà un investigatore destinato a lasciare il segno: Contrera, un adorabile sbruffone che nasconde dietro la battuta pronta i guai di una vita buttata all’aria con metodo. Il suo ufficio è in una lavanderia a gettoni. Tra poliziesco e commedia, Fa troppo freddo per morire è un crimedy senza molti paragoni, una miscela tutta nuova. Inizi a leggerlo e provi di tutto. Ridi, pensi, ti commuovi, segui l’indagine, poi le disavventure sentimentali del protagonista, fai insieme a lui il bilancio della tua vita, stai attento a un altro indizio. E alla fine – grazie alla qualità della scrittura – vorresti che il viaggio non fosse finito. Come può essere un quartiere di Torino che si chiama Barriera di Milano? Un avamposto verso il resto del mondo. Infatti, da roccaforte operaia si è trasformato in una babele multietnica. È qui, in una lavanderia a gettoni gestita da un magrebino, che Contrera riceve i suoi clienti. Accanto a un piccolo frigo pieno di birre che provvede a svuotare sistematicamente. I suoi quarant’anni li ha trascorsi quasi tutti per quelle strade. Faceva il poliziotto ma si è fatto cacciare per una brutta storia di droga, ora fa l’investigatore privato senza ufficio ma non senza fantasia. Ha una Panda Young da un quinto di secolo: e quello è «il rapporto piú duraturo che abbia mai avuto nella vita». La sua ex moglie lo detesta e la figlia adolescente si rifiuta di rivolgergli la parola. Ad amarlo restano giusto la sorella e i due nipoti, divertiti dalla sua eccentricità. Quando Mohamed, il proprietario della lavanderia, gli chiede di aiutare un ragazzo che si è indebitato con una banda di albanesi, Contrera non può certo tirarsi indietro. Ma come in ogni poliziesco che si rispetti, le cose sono molto piú complicate di quanto sembri a prima vista: e quando salta fuori il primo cadavere, Contrera capisce di essersi ficcato in un pasticcio nel quale finirà per rischiare non solo la pelle.

 

 

Recensione

Nulla nella vita di Contrera va come dovrebbe. Facciamo la conoscenza di un investigatore privato, ex poliziotto, ex marito, quasi ex padre, senza casa, senza ufficio, bevitore di birra Corona, tassativamente con il limone.

Si occupa per lo più di infedeltà matrimoniali operando in un quartiere periferico di Torino, chiamato Barriera di Milano, che da quartiere operaio si è tramutato in quartiere multietnico.

Contrera, solo il cognome, ché il nome venne “cancellato” dal padre, poliziotto, perché il calciatore che lo aveva ispirato, coinvolto in una faccenda di scommesse sporche, lo rese impronunciabile.

Battuta pronta e un suo scalcinato codice morale, Contrera ha trovato una sede per la sua attività nella lavanderia a gettoni di Mohamed, marocchino, che gli permette anche di utilizzare un frigo dove tiene la sua birra preferita.

In questa vicenda si mescola il noir all’umorismo; Frascella ci racconta le contraddizioni del quartiere senza essere scontato e senza luoghi comuni; ci racconta di tensioni sociali, di persone che cercano di salvaguardare la comunità, della difficoltà di vivere.

Ci racconta di un uomo che sa di aver sbagliato e non cerca perdono o giustificazioni.

Il caso che viene affidato a Contrera pare banale pur non essendo privo di pericoli, ma l’omicidio di uno dei “cattivi” complicherà notevolmente la situazione.

Nonostante tutto, le capacità investigative di Contrera si sono mantenute ottime e sarà lui a risolvere il caso, pur senza riceverne il merito. Con qualche colpo di scena ben inserito nella narrazione, la tensione si mantiene costante fino all’epilogo.

Ci troviamo di fronte a un personaggio che si presta al racconto seriale.

 

 

 

 

Christian Frascella (Scheda Autore)


Christian Frascella è nato a Torino e vive a Roma. Ha pubblicato Mia sorella è una foca monaca (Fazi 2009), Sette piccoli sospetti (Fazi 2010), La sfuriata di Bet (Einaudi 2011), Il panico quotidiano (Einaudi 2013), La cosa piú incredibile (Salani 2015), Brucio (Mondadori 2016) e Fa troppo freddo per morire (Einaudi 2018).

 

 



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