Ferro e sangue

(recensione di Marianna Di Felice)




Autore: Liza Marklund
Editore: Marsilio
Traduttore: L. Cangemi
Pagine: 384
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017


Sono passati quindici anni da quando Annika Bengtzon ha messo la sua prima firma sulla Stampa della sera, con tanto di foto accanto all’articolo sull’omicidio di Josefin Liljeberg, la ragazza che lavorava al club Studio Sex; una morte di cui nessuno è ancora ufficialmente responsabile.
Sempre in prima linea nella ricerca della verità, Annika da allora non ha mai smesso di scrivere di casi irrisolti, mossa dall’ostinazione che la spinge a esporsi a qualsiasi rischio in nome di un radicato senso della giustizia.
Ma ora che la vita comincia a funzionare, il suo mondo così faticosamente conquistato rischia di crollare.
Non solo ci sono progetti per smantellare la testata per cui lavora ma, in aggiunta, la sorella Birgitta, dopo averle inviato una serie di messaggi inquietanti, è scomparsa. Tra un passato che ritorna minaccioso e un presente carico di tensione, l’irriducibile reporter della Stampa della sera si ritrova coinvolta in un’indagine che la costringe a un duro confronto con la famiglia e con se stessa, obbligandola ad affrontare una volta per tutte le conseguenze del drammatico gesto compiuto in gioventù che ha sconvolto la sua vita. Un’inchiesta, l’ultima, dove ritornano con forza i temi a lei più cari: l’amore per il giornalismo, la lotta in difesa delle donne, la solidarietà verso la parte debole della società.


Un canto dolce tra ferro e sangue, ferro che sapeva di sangue.
Un canto dolce per accompagnare le anime dei morti.
Un canto dolce per respingere il panico e i sensi di colpa.


Alla fine le tenebre si diradano e lasciano un vuoto che solo un noir può lasciare.
Non per nulla la scrittrice è chiamata la First Lady del giallo svedese.

La scrittura è di una semplicità pazzesca e trascina il lettore in mezzo agli incubi dei personaggi tratti da una vita quotidiana alla fine ordinaria perché gli stessi problemi dei protagonisti si ritrovano in molte persone nella realtà. La descrizione dei personaggi serve a capire gli intrecci che si leggono nel romanzo.

Annika Halenius è una giornalista de La stampa della sera, è divorziata, ma ha un compagno che è il capo del suo ex. Ha una sorella, Birgitta, con la quale non parla da tempo e una madre che pesa sul suo stato mentale da sempre. Ed è tornata sul caso di Josefin, una ragazza che lavorava nel night club Studio Sex, strangolata 15 anni fa, lasciata nuda dietro una lapide. Un caso non risolto.

Annika ha un passato oscuro che le provoca degli attacchi di panico che dovrà controllare per continuare a vivere serenamente. La sua amica Nina è un'analista operativa della direzione centrale anticrimine a Stoccolma e segue il caso di uno psicopatico (perché solo questo può essere visto cosa faceva alle sue vittime) che è riuscito a coprire bene le tracce, ma non abbastanza. O forse il suo doppio non ha fatto attenzione come lui.

Una storia che ti tiene incollata alle sue pagine e che non ti lascia alla fine della lettura, vaga ancora nella mente riuscendo ad essere scambiata per una notizia di cronaca nera che indigna e rattrista.
Davvero ben strutturata, d'altronde la scrittrice si è avvalsa di aiuti importanti per stilare il suo romanzo.


L'AUTRICE - Soprannominata la First Lady del giallo svedese, giornalista, scrittrice e moderatrice tv, è l'autrice della serie poliziesca di Annika Bengtzon, un successo internazionale. Tra i libri pubblicati in Italia, Delitto a Stoccolma (Mondadori, 2001), Studio sex (Mondadori, 2002), I dodici sospetti (Mondadori, 2004 e Marsilio 2015), Il Lupo Rosso (Marsilio, 2008), Il testamento di Nobel (Marsilio, 2009), Finché morte non ci separi (Marsilio, 2010) Freddo sud (Marsilio, 2011) Linea di confine (Marsilio, 2013) e Happy Nation (Marsilio, 2014).



Di Liza Marklund su THRILLERNORD:

IL LIBRO - È la vigilia della notte di mezz'estate, la più breve dell'anno, e Annika Bengtzon sta finalmente per lasciarsi Stoccolma alle spalle insieme a Thomas e ai bambini. Le valigie sono pronte, il traghetto per l'arcipelago li attende, quando una telefonata imprevista dalla redazione della Stampa della sera la costringe a un repentino cambio di programma: Michelle Carlsson, popolare conduttrice televisiva, è stata assassinata durante la registrazione di un talk-show in un castello del Sörmland, l'elegante e idilliaca regione a sud della capitale. Le vacanze sono annullate e la famiglia insorge, ma l'istinto del reporter prevale, la notizia promette tirature eccezionali e Annika non può che buttarsi a capofitto nella delicata inchiesta sul luccicante mondo della televisione e delle sue celebrità. Al momento dell'omicidio, oltre alla vittima, dodici sono le persone presenti nel castello, e ognuna di loro sembra avere un buon motivo per uccidere. Potere, sesso e ambizione, una miscela esplosiva: a quanto pare, nel mondo vacuo e folle delle star, l'egocentrica e seducente Michelle era la vittima perfetta da sacrificare...



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