Figlie sagge




(recensione di Valeria Martellotti)


 

 

Autore: Angela Carter
Editore: Fazi
Pagine: 329
Genere: Narrativa
Anno Pubblicazione: 2016
 

 

Il 23 aprile, giorno del loro settantacinquesimo compleanno, Dora e Nora Chance, due vecchie signore gemelle, un po’ svitate, ex ballerine di seconda categoria, ricevono un invito a partecipare ai festeggiamenti per i cento anni di Melchior Hazard, attore di fama mondiale, loro padre biologico.
Dora e Nora vivono a Londra, al 49 di Bard Street, sulla riva bastarda del vecchio padre Tamigi.
Rimaste orfane, appena nate vengono adottate da nonna Chance, locandiera vegetariana, nudista con velleità pacifiste. Cresciute tra teatranti della peggior specie, in un quartiere abitato da artisti e ballerini, trascorrono la loro infanzia e prima giovinezza nella spensieratezza e nell’allegria sviluppando da subito uno smisurato amore per le luci del teatro, la musica, gli abiti eleganti, il profumo di talco e sapone da toeletta e soprattutto per il sipario che crea anticipazioni meravigliose e segrete.
Ballerine di tip tap per mezzo secolo, cantanti popolari nello spettacolo di varietà vivono i primi tredici anni di vita circondate da una realtà sempre a colori, mai in penombra.
Il motto di nonna Chance “ Sperate il meglio e aspettatevi il peggio” le accompagna per tutta la vita insieme a personaggi scanzonati e bizzarri che non si prendono mai sul serio.
Per Nora e Dora Chance la vita è una commedia fatta di situazioni grottesche, di fidanzati amati e abbandonati come un biglietto dell’autobus, di feste e spettacoli scintillanti, di incontri nuovi e proibiti.
Ne fanno parte lo zio Perry, mago prestigiatore capace di indovinare i loro desideri più profondi e segreti; una famiglia allargata fatta di sorellastre maligne e invidiose, cugini ipocriti e arrivisti e dalla ingombrante ombra di Melchior Hazard.
Dora e Nora sono dotate della singolare capacità di non prendersi mai sul serio e di cogliere il lato comico di ogni situazione che le circonda. L’unica regola della loro stramba vita è che non ci sono regole.
In questo modo affrontano il trascorrere degli anni e le alterne fortune teatrali, con spensieratezza, senza mai perdere la gioia di vivere, l’una migliore amica dell’altra.

“ In caso di dubbio ci incipriavamo il naso per prendere tempo e pensare ad una risposta spiritosa…”

Questo libro intriso del miglior humor inglese è un inno alla vita e all’ottimismo. Le protagoniste si fanno beffe di tutte le convenzioni sessuali dell’epoca interpretando il ruolo di eterne soubrette scintillanti consapevoli che la loro forza sta nella possibilità di scambiarsi l’identità rimanendo unite.

“Prese singolarmente nessuno si sarebbe voltato a guardarle, ma messe insieme…….”
Sono irresistibili.

Questo romanzo, l’ultimo scritto dalla Carter, rivela la sua ammirazione per Shakespeare.
Dora e Nora infatti condividono con il bardo dell’Avon la data di nascita del 23 aprile. Inoltre la Carter divide il libro in cinque capitoli cosi come cinque sono spessissimo gli atti dei drammi di Shakespeare.
In tutto il romanzo ci sono numerosi riferimenti alle opere del grande poeta inglese e la stessa autrice afferma di voler trasmettere l’idea si Shakespeare come ideologia culturale.
 

 
L’AUTRICE – Scrittrice britannica. 
Nata Angela Stalker, cominciò a fare la giornalista a Croydon, nel Surrey, a cavallo fra gli anni Cinquanta e il decennio successivo, quindi si trasferì a Bristol, dove si sarebbe poi laureata in letteratura inglese medievale. 
Per due anni visse in Giappone, collaborando al New society. Insegnò scrittura creativa presso varie università (Sheffield, 1976-78; Providence, 1980-81; Adelaide, 1984). 
La sua opera le valse ampia conoscenza presso gli scrittori, caratterizzata com’era da una scrittura manierata ma di grande ricchezza e carattere, carica di citazioni e allusioni. 
I primi romanzi, “Shadow dance” (1966) e “The magic toyshop” (1967), coniugano un’ambientazione crudamente realista con un carosello di personaggi grotteschi. 
Nel successivo “Heroes and villains” (1969) prevale un tono avventuroso, e fanno capolino cenni di quell’irriverente erotismo che diverrà uno dei marchi di fabbrica della narrativa di Carter. Le radicali concezioni femministe dell’autrice fioriscono e trovano il loro compimento più alto nel romanzo “The passion of new Eve” (1977) e soprattutto in “The Sadeian woman: an exercise in cultural history” (1979).
In aperta opposizione a una cultura maschilista si pongono anche “Nights at the circus” (1984) e l’ultimo romanzo “Wise children” (1992), incursione nel mondo del teatro shakespeariano. 
Carter seppe misurarsi con successo anche nella personalissima riscrittura di favole o di storie appartenenti al repertorio popolare, mirando spesso a sovvertirne le premesse ideologiche: “The bloody chamber and other stories” (1979; trad. it. “La camera di sangue” 1984), dal quale è stato tratto il film “The company of wolves” (1984) di N. Jordan; “Black Venus” (1985; trad. it. 1986); “The Virago book of fairy tales” (1990; trad. it. “Le fiabe delle donne”, 1991) e The second Virago book of fairy tales (1992), raccolte di favole di provenienza extraeuropea. 
Scrisse anche commedie radiofoniche.
Nel 1995 è stata pubblicata postuma una raccolta di racconti con prefazione di Salman Rushdie, Burning your boats (trad. it. “Nell’antro dell’alchimista: tutti i racconti”, 2 voll., 1997-98).