Fiordo profondo




Recensione di Alessio Balzaretti


Autore:​ Ruth Lillegraven

Traduzione: Andrea Romanzi

Editore:​ Carbonio Editore

Genere: Romanzo

Pagine: 352

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Nella tranquilla e ordinata Oslo, Clara e Haavard conducono una vita agiata insieme ai loro due figli. Lui medico, lei funzionario al ministero della Giustizia, sono una coppia di successo, impegnati in una brillante carriera. L’idillio termina, però, sulla soglia di casa, riconsegnandoli ogni sera a una routine fatta di solitudine e di parole non dette, di rancore e insofferenza. Un muro di silenzio e segreti si innalza tra di loro: chi era Clara prima di incontrare il marito? E che cosa si agita sotto la superficie dell’esistenza apparentemente piatta di Haavard? Quando un torbido caso di omicidio sconvolgerà la città fino a infiammare i palazzi del potere, entrambi si ritroveranno ad affrontare il proprio passato e i ricordi che non avrebbero mai voluto veder riaffiorare…Ruth Lillegraven mette a nudo una Norvegia tormentata dalle sue contraddizioni, carica di violenza repressa e problematiche sociali inquietanti. Un paesaggio nordico dal fascino pericoloso fa da sfondo a un thriller avvincente e sottile, con un impianto narrativo ricco di suspense.

 

Recensione

Ho pensato a diversi aggettivi per iniziare la recensione di questo romanzo e forse, l’autrice stessa, nel descrivere le acque inquiete e traditrici del fiordo, mi aiuta a trasmettere lo stato d’animo più giusto.

Partiamo però dal titolo originale: Alt er mitt, che in lingua norvegese significa Tutto è mio.

Senza dubbio un titolo inquietante se accostato ad un romanzo thriller, perché da un senso di possesso soffocante, di controllo oppressivo da cui sembra difficile, se non impossibile, sottrarsi, esattamente come la morsa delle acque di un Fiordo profondo, gelide e dense, dalla superficie verde speranza ma dai fondali scuri come l’interno di uno scrigno che racchiude gli avanzi e i segreti di tante vite.

Questa è la storia di una famiglia, quella di Haavard e Clara, a cui si intrecciano le vite di tante persone diverse tra loro: dal politico al bullo di quartiere, dall’immigrata all’omosessuale, dall’amante all’infermiera. Tutti sembrano avere un futuro differente davanti a sé, ma allo stesso tempo custodiscono un passato che, in qualche maniera, li lega.

Clara è il fulcro, lo è sempre stata dalla tragica scomparsa di suo fratello e quella voce lontana, che un tempo chiedeva vendetta, torna a farsi sentire il giorno in cui i suoi figli diventano grandi, esattamente come Lars che però, al contrario dei suoi bambini, ha visto la vita stroncata, giorno dopo giorno.

La sua, diventa una missione alimentata dagli atteggiamenti di Haavard che sarebbe padre e marito perfetto, se non fosse per la sua ricerca sconsiderata di qualcuno che Clara non può essere.

E poi c’è la carriera, il lavoro, quell’ulteriore opportunità di fare la differenza, per Lars, per fare che non si ripeta più e per proteggere tutti i bambini che subiscono violenze.

Ruth Lillegraven ci regala un romanzo che non racchiude un solo genere ma tanti e dimostra, nella sua esperienza di scrittrice per bambini, di conoscere molto bene l’argomento delicato che affronta.

Un thriller, il suo, che entra nella politica e nel legale, nelle corsie di un ospedale pediatrico, nella natura incontaminata e stupefacente dei fiordi. Ci racconta i delitti efferati e l’amore in tutte le sue sfaccettature: da quello fraterno a quello coniugale, dal legame genitori figli a quello tra amici, insomma, più di trecento pagine che potrebbero diventare dieci volte tante senza lasciare scorie di noia o momenti vuoti.

Fiordo profondo è adrenalina ma anche narrazione e i miei complimenti vanno tanto all’autrice quanto alla traduzione di Andrea Romanzi che ha sicuramente mantenuto e migliorato la scorrevolezza e la qualità di un testo stilisticamente perfetto.

Lo schema costruttivo del romanzo è molto moderno con i personaggi che si alternano, raccontando in prima persona, tutti gli eventi che li coinvolgono, sia nel presente, sia nei flash back che li riguardano.

A prima impressione, potrebbe emergere qualche forzatura, soprattutto negli incastri che portano in evidenza il vero responsabile degli omicidi.

Lo scorrere delle pagine e la capacità, in seconda battuta, di entrare nella descrizione dei singoli eventi, renderà più accettabile il districarsi della matassa.

Il finale è molto interessante, forse distante da un classico lieto fine ma comunque carico di significati che, a seconda dei punti di vista, possono essere positivi e negativi al tempo stesso.

Come succede sempre più spesso, in letteratura come nella vita, i buoni e i cattivi non hanno identità distinte e distanti tra loro ma ogni personaggio ha in se qualcosa dell’uno e dell’altro.

Questo esercizio di avvicinare una storia di fantasia al reale ha aperto un mondo in cui Fiordo profondo entra prepotentemente come leader dei romanzi nordici.

     

 

 

 

Ruth Lillegraven


Ruth Lillegraven (nata nel 1978) ha debuttato con la raccolta di poesie Big Bad Poems nel 2005. Da allora ha pubblicato un romanzo e le tre ulteriori raccolte di poesie, tradotte in diverse lingue. Ha anche pubblicato sei libri per bambini e la commedia Cally . Il suo lavoro è stato nominato per diversi premi e ha vinto, tra gli altri, il Brage-Prize e il Nynorsk Literature Prize. Il suo ultimo romanzo, Deep Fjord, è un grande successo con numerose vendite internazionali, così come i diritti cinematografici di Nordisk Film.

 

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