Firenze mare




Recensione dell’autrice

Francesca Petroni

 

 

Autore: Simone Innocenti

Editore: Perrone

Genere: narrativa

Pagine: 160

Data pubblicazione: 6 Dicembre 2017

 

 

Questo libro resta nella mia mente come una serie di fotografie scattate a una Firenze che del mare (oltre ai turisti) ha l’acqua dell’Arno e miriadi di riferimenti di arte, di letteratura, di carattere di questi “fiorentini, [che] non possono che sfidarsi col cielo, col mare che sta sopra le teste”.

Come ho già detto anche a Simone (non riuscivo a tenermelo dentro, come capita sempre quando qualcosa ti emoziona), “Firenze città di mare” è scritto magistralmente. Ne stanno parlando ovunque e io, ogni volta che vedo un articolo di giornale, un’Ansa o un post sui social, sono felice.

Felice perché abbiamo bisogno di libri così. Libri che ci raccontano i nostri luoghi e lo fanno con magia, con originalità e con l’amore che solo chi vive la propria terra (ops, il mare, dovrei dire!) è in grado di trasmettere.

Vorrei essere di Firenze, oppure vorrei che Simone Innocenti regalasse anche a noi romani un gioiello così. Perché non ci immerge solo in eleganti riferimenti storici e letterari, ma ci trasporta, navigando in una città che del mare ha il cuore.

“Il fatto è che Firenze è città di mare, ovunque ci sono indizi che ne celano l’aspirazione, simbolismi che ne tratteggiano l’identità. “

Mentre scorriamo le pagine di questo “libello” – come lo chiama Simone e come lo voglio chiamare io, senonché per il fatto che c’è la parola “bello” dentro – il mare lo vediamo nei dipinti, nelle righe che Stendhal dedica a Santa Croce, come un cittadino che fatica a stare in piedi sul ponte di una nave, lo vediamo nelle conchiglie di madreperla che Cataluccio ci racconta degli Uffici.

Ma che città è questa Firenze marittima?

“Acqua da vedere da sopra e da sentire da sotto. Città complicata, doppia e antitetica, di terra e di acqua, di elementi che lottano, Firenze ha costruito mura che la proteggessero e che l’hanno protetta fino a farla diventare solitaria. La sua solitudine è diventata un unicum di difficile comprensione, intrisa di costrizioni e di fatica ma anche di sberleffi e di bellezza. Firenze non la cammini, Firenze la navighi.”

La navighi sì, o ci affoghi, come nell’alluvione del 1966 in cui “Firenze diventa subacquea”. Le drammatiche rievocazioni di Niccolini ci trascinano in questo fiume in piena che sembra “si sia divertito a colpire la cultura”, come ci dice lo stesso Innocenti:

“Ogni ferita inferta dall’Arno è ferita di arte, lo hanno sempre saputo che prima o poi Firenze sarebbe diventata terreno di lotta, che l’acqua avrebbe preteso la sua attenzione, che il mare è una furia cieca.”

Ma i fiorentini non sono un “popolo” che aspetta aiuti, si rimboccano le maniche e insieme ricostruiscono quello che c’è da ricostruire.

Negli anni Firenze cambia volto, come il mare al variar della luna, il centro si svuota le periferie “si prestano a diventare scenari ideali, teli dove dipanare la storia umana dato che lo svuotamento del centro storico è un dato di fatto da almeno una ventina di anni.”

E noi la seguiamo, nella sua continua mutazione che, però, la fa rimanere sempre quello che è: una città di mare.

Ci sarebbe molto altro da dire, ma se del mare è proprio anche il mistero, non sarò io a svelarvelo. Ho avuto il piacere di leggere un testo curato nei particolari, una scrittura superba come oggi non se ne trovano (quasi?) più. Ho veleggiato fra le vie di Firenze, ho nuotato fra le sue ondate di contraddizioni – che poi non lo sono nemmeno tanto – mi sono immersa nella sua cultura.

Insomma, il mare, io, a Firenze l’ho visto davvero.

Per chi ama le storie dei nostri luoghi, per chi ha anche un solo gene (e non lo abbiamo tutti?) figlio di questa città, per chi vuole salire di due gradini nelle sue letture: tuffatevi.

 

 

Simone Innocenti


Si occupa da più di 15 anni di cronaca nera e giudiziaria in Toscana. Ha scritto per «La Nazione», «Il Giornale della Toscana», «Avvenire», «L’Espresso» e «Sette». Suoi articoli sono comparsi sulle riviste «Monsieur» e «Gnosis». Attualmente lavora al «Corriere Fiorentino», dorso regionale del «Corriere della Sera».Ha pubblicato due racconti per l’editore Del Miglio. Ha fondato e diretto un trimestrale di satira locale, «Il Volo del Ciuco». Oltre a “Firenze mare” pubblicato con Giulio Perrone Editore, con l’editrice Erudita ha pubblicato la raccolta di racconti Puntazza. Ha scritto un racconto per l’antologia Nelle fauci del mostro.



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